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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 23 SETTEMBRE 2006
La legge della giungla
TOMMASO MERLO

Con il caso Telecom prosegue la serie nera degli scandali italiani. Una serie che per frequenza e gravità sta di fatto confermando il fallimento di un intero sistema, E cioè di quel modello di società in cui, in nome di una falsa libertà e di misere ambizioni personali, si svende il patrimonio sociale collettivo, valori inclusi. E non è solo una questione di più o meno mercato, o dell'insostenibilità dell'individualismo esasperato tipico del turbocapitalismo. Ma si tratta della progressiva perdita di quel collante politico e culturale che tiene viva la morale in una società. Dello svanire di quell'insieme di valori che permettono ad una società di promuovere comportamenti virtuosi. La ragione è di sistema: in un paese dove per ottenere un posto di lavoro bisogna essere raccomandati, dove per fare carriera bisogna appartenere ad una lobby, dove esiste l'impunità per i ricchi, dove le istituzioni permettono e alimentano ingiustizie, dove lo stato è un nemico da aggirare o una mucca da mungere, dove la politica non riesce a risolvere nemmeno le sue contraddizioni. Allora i cittadini perdono fiducia nella legalità, nelle istituzioni e anche nella politica, e decidono di fare da sé alimentando quella giungla di meschinità dove viene premiato l'arrivismo, la spregiudicatezza, l'indifferenza.

 

Quella giungla dove vige la legge del più forte, e la fredda mannaia del potere. La presenza di individui o gruppi criminali ai vertici di aziende ed istituzioni, non è, quindi, un problema di singole mele marce o di avidità di denari e potere. Tali delinquenti non avrebbero potuto emergere senza il consenso e la complicità di molte altre persone che, per paura, indifferenza o interesse, hanno deciso di partecipare allo stesso gioco criminale. Il punto è che la sottocultura piccola mafiosa che vige nella giungla, si assorbe nel corso di una vita intera, fino a ritenerla normalità. Le ingiustizie, le violenze, le disillusioni che il cittadino deve subire da un sistema alimentato da tali logiche, lo convincono che non vi siano alternative e che se vuole raggiungere certi obiettivi deve conformarsi. Chi invece si oppone o si tiene in disparte viene catalogato come un debole, un ingenuo, e viene emarginato. Come uscirne? Le logiche della giungla si alimentano a causa delle inefficienze del sistema giudiziario, dell'inerzia e complicità della politica, e delle debolezze e distorsioni istituzionali. Per questo, la via di uscita è la riforma dell'intero sistema, un compito che può essere svolto solo dalla politica. Servono nuove regole e la forza di farle rispettare. Solo così si ridarà fiducia nei valori e nella società. Solo così potrà riemergere il cittadino virtuoso.

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