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E'
una lotta continua quella dei Manconi,
Sofri e compagnia indulgente per
dimostrare i benefici effetti
dell'indulto.
I criminali scarcerati tornano subito a
delinquere? Un giorno sì e l'altro pure
travolgono i lettori dei maggiori
quotidiani con fiumi di dati e
percentuali sugli arresti dei recidivi
che non sono aumentati dagli anni
precedenti, come se ciò bastasse a
certificare che i crimini sono
effettivamente calati.
I cittadini, soprattutto in aree del
meridione già controllate capillarmente
dalle mafie, si sentono meno sicuri?
Salgono in cattedra per dissertare sulle
mille problematiche sociali delle zone
più degradate, perchè eliminando la
povertà si estirpa tutta la delinquenza
(magari con provvedimenti estemporanei
come i sussidi di disoccupazione che
rapinatori e spacciatori sono ben lieti
di incamerare nel tempo libero), non
certo con più presenza dello Stato e
certezza della pena.
Poi bastano due puntate di Anno Zero,
unico programma che fa giornalismo
d'inchiesta in Italia, per
spiattellargli in faccia che sì, la
criminalità trova terreno fertile nel
degrado, ma ci sono fior fiore di
"schiavisti-caporali" italiani
milionari, spacciatori e rapinatori
napoletani che vogliono continuare a
fare la bella vita, e camorristi
estortori anch'essi rimessi
piacevolmente in libertà dall'indulto.
Insieme a
omicidi, titolari di aziende che hanno
provocato la morte l'infortunio o la
malattia di lavoratori, violentatori,
trafficanti di droga, sfruttatori di
prostitute, inquinatori, evasori
fiscali, falsificatori di bilanci,
bancarottieri, corrotti e corruttori. Se
qualcuno fa notare questa palese
vergogna, nelle poche occasioni
pubbliche alle Feste dell'Unità o in
dibattiti mai televisivi, i signorini
del centrosinistra replicano che hanno
dovuto fare l'indulto loro malgrado,
perché era l'unico modo per risolvere il
sovraffollamento delle carceri.
Strano: perché c'erano tantissime strade
alternative. La costruzione di nuovi
penitenziari, predisporre il ricorso a
pene alternative, un indulto limitato ai
reati per i quali sono detenuti davvero
i "poveri cristi", magari di un solo
anno, e la via più lapalissiana: abolire
le due leggi che hanno causato in questi
ultimi anni il sovraffollamento, la
Bossi-Fini che impone l'arresto
dell'immigrato senza permesso di
soggiorno inottemperante ad un ordine di
espulsione e la Fini-Giovanardi sulle
droghe leggere. Leggi tuttora in vigore,
con la conseguenza che pian piano i
clandestini e i tossicomani usciti con
l'indulto torneranno presto a riempire i
penitenziari.
Chi invece non rientrerà? Certamente i
criminali più pericolosi, a capo di
organizzazioni ramificate, quelli che
lavorano nell'ombra, i titolari di
aziende condannati per omicidio colposo
che magari hanno provvidenzialmente
cambiato settore, quelle poche decine di
delinquenti in colletto bianco che
ancora stavano scontando condanne
definitive, come l'ottimo Duilio
Poggiolini, oppure, buona non ultima,
Silvia Baraldini.
Ma soprattutto, cosa che i signorini
cercano sempre di occultare e
falsificare in televisione, usufruiranno
dell'indulto di 3 anni coloro che
saranno processati nei prossimi anni, in
quanto lo sconto si applica ai reati
commessi o ipotizzati fino al maggio
2006. Stiamo parlando di persone a modo
come il principino Savoia, Sottile e gli
altri coinvolti nello scandalo di
vallettopoli e delle tangenti in cambio
di slot machines irregolari nei casinò,
Tanzi, Cragnotti e bancarottieri
assortiti, l'ex governatore della Puglia
Raffaele Fitto e gli Angelucci indagati
per tangenti in cambio di appalti per le
cliniche, Fazio, Fiorani, Ricucci,
Consorte per il ramo scalate illecite,
Moggi e gli indagati di calciopoli,
Previti che dai domiciliari regalati
dall'ultima leggina ad personam della
Cdl passerà in affido ai servizi
sociali, e naturalmente Berlusconi di
nuovo sotto processo anche per
corruzione di un testimone.
Tanta bella gente multicolor che con 3
anni di sconto vedrà cancellate le
eventuali condanne per reati societari e
contro la pubblica amministrazione,
punite in Italia con pene
scandalosamente lievi. Agli elettori
nauseati che li inondano di mail di
protesta, i centrosinistri provano a
giustificarsi con la storiella che
l'accordo per l'indulto di 3 anni
richiedente i due terzi in Parlamento li
ha obbligati a cedere alla "richiesta"
di Forza Italia di includere i criminali
in colletto bianco. A cui però, vantano,
non saranno cancellate le pene
accessorie, i risarcimenti alle vittime
e l'interdizione dagli uffici. Battutona:
come se non ci fossero frotte di
pregiudicati reinseriti in Parlamento e
nei posti chiave di aziende pubbliche e
private.
Quanto ai risarcimenti, non rischiando
più di finire carcere il titolare di
un'azienda accusata di aver causato la
malattia di lavoratori non patteggerà
più alcuna pena e rimborso, ma aspetterà
tutto l'iter processuale col risultato
che le vittime non vedranno mai un
soldo. Scelta perciò criticata
fortemente dalla Cgil, così come il Pdci
si è battuto con Di Pietro perchè il
reato di voto di scambio con la mafia
non fosse compreso nell'indulto, così
come non si capisce l'esclusione
dell'usura dallo sconto, donato invece
alle bande di estortori legate alle
mafie. Grossi imbarazzi e soprattutto
perdite di voti che non hanno impedito
al centrosinistra di votare con Forza
Italia e Udc.
"Lo abbiamo fatto per i poveri cristi",
ripetono come un disco rotto. E allora
rispondano a questa domandina semplice:
perché questo vergognoso colpo di spugna
quando per evitare il carcere a migliaia
di immigrati col permesso scaduto e di
tossici che fanno uso di droghe leggere
bastava eliminare la Bossi-Fini e la
Fini-Giovanardi? A questo punto, per non
entrare nel merito, il partitone
dell'indulto (ovvero tutti tranne Di
Pietro) si affida al mestiere dei
professionisti della circumnavigazione
dei fatti, come il responsabile
Giustizia dei Ds Massimo Brutti, che
rispondendo al sottoscritto la settimana
scorsa alla Festa dell'Unità di Modena,
assicura che non era possibile abolire
subito le due leggi della Cdl in quanto
la maggioranza al Senato è risicata.
Prendiamo per buono che non riescano a
bocciare Bossi-Fini e legge sulle droghe
leggere. Ne dobbiamo dedurre che lo
stesso a maggior ragione varrà per tutte
le leggi vergogna, il conflitto
d'interessi, l'antitrust e quanto
gradisce Berlusconi. Perché non lasciare
l'originale allora?
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