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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 28 SETTEMBRE 2006
Berluscloni
Stefano Santachiara

E' una lotta continua quella dei Manconi, Sofri e compagnia indulgente per dimostrare i benefici effetti dell'indulto.
I criminali scarcerati tornano subito a delinquere? Un giorno sì e l'altro pure travolgono i lettori dei maggiori quotidiani con fiumi di dati e percentuali sugli arresti dei recidivi che non sono aumentati dagli anni precedenti, come se ciò bastasse a certificare che i crimini sono effettivamente calati.

I cittadini, soprattutto in aree del meridione già controllate capillarmente dalle mafie, si sentono meno sicuri? Salgono in cattedra per dissertare sulle mille problematiche sociali delle zone più degradate, perchè eliminando la povertà si estirpa tutta la delinquenza (magari con provvedimenti estemporanei come i sussidi di disoccupazione che rapinatori e spacciatori sono ben lieti di incamerare nel tempo libero), non certo con più presenza dello Stato e certezza della pena.

Poi bastano due puntate di Anno Zero, unico programma che fa giornalismo d'inchiesta in Italia, per spiattellargli in faccia che sì, la criminalità trova terreno fertile nel degrado, ma ci sono fior fiore di "schiavisti-caporali" italiani milionari, spacciatori e rapinatori napoletani che vogliono continuare a fare la bella vita, e camorristi estortori anch'essi rimessi piacevolmente in libertà dall'indulto.

 

Insieme a omicidi, titolari di aziende che hanno provocato la morte l'infortunio o la malattia di lavoratori, violentatori, trafficanti di droga, sfruttatori di prostitute, inquinatori, evasori fiscali, falsificatori di bilanci, bancarottieri, corrotti e corruttori. Se qualcuno fa notare questa palese vergogna, nelle poche occasioni pubbliche alle Feste dell'Unità o in dibattiti mai televisivi, i signorini del centrosinistra replicano che hanno dovuto fare l'indulto loro malgrado, perché era l'unico modo per risolvere il sovraffollamento delle carceri.

Strano: perché c'erano tantissime strade alternative. La costruzione di nuovi penitenziari, predisporre il ricorso a pene alternative, un indulto limitato ai reati per i quali sono detenuti davvero i "poveri cristi", magari di un solo anno, e la via più lapalissiana: abolire le due leggi che hanno causato in questi ultimi anni il sovraffollamento, la Bossi-Fini che impone l'arresto dell'immigrato senza permesso di soggiorno inottemperante ad un ordine di espulsione e la Fini-Giovanardi sulle droghe leggere. Leggi tuttora in vigore, con la conseguenza che pian piano i clandestini e i tossicomani usciti con l'indulto torneranno presto a riempire i penitenziari.

Chi invece non rientrerà? Certamente i criminali più pericolosi, a capo di organizzazioni ramificate, quelli che lavorano nell'ombra, i titolari di aziende condannati per omicidio colposo che magari hanno provvidenzialmente cambiato settore, quelle poche decine di delinquenti in colletto bianco che ancora stavano scontando condanne definitive, come l'ottimo Duilio Poggiolini, oppure, buona non ultima, Silvia Baraldini.

Ma soprattutto, cosa che i signorini cercano sempre di occultare e falsificare in televisione, usufruiranno dell'indulto di 3 anni coloro che saranno processati nei prossimi anni, in quanto lo sconto si applica ai reati commessi o ipotizzati fino al maggio 2006. Stiamo parlando di persone a modo come il principino Savoia, Sottile e gli altri coinvolti nello scandalo di vallettopoli e delle tangenti in cambio di slot machines irregolari nei casinò, Tanzi, Cragnotti e bancarottieri assortiti, l'ex governatore della Puglia Raffaele Fitto e gli Angelucci indagati per tangenti in cambio di appalti per le cliniche, Fazio, Fiorani, Ricucci, Consorte per il ramo scalate illecite, Moggi e gli indagati di calciopoli, Previti che dai domiciliari regalati dall'ultima leggina ad personam della Cdl passerà in affido ai servizi sociali, e naturalmente Berlusconi di nuovo sotto processo anche per corruzione di un testimone.

Tanta bella gente multicolor che con 3 anni di sconto vedrà cancellate le eventuali condanne per reati societari e contro la pubblica amministrazione, punite in Italia con pene scandalosamente lievi. Agli elettori nauseati che li inondano di mail di protesta, i centrosinistri provano a giustificarsi con la storiella che l'accordo per l'indulto di 3 anni richiedente i due terzi in Parlamento li ha obbligati a cedere alla "richiesta" di Forza Italia di includere i criminali in colletto bianco. A cui però, vantano, non saranno cancellate le pene accessorie, i risarcimenti alle vittime e l'interdizione dagli uffici. Battutona: come se non ci fossero frotte di pregiudicati reinseriti in Parlamento e nei posti chiave di aziende pubbliche e private.

Quanto ai risarcimenti, non rischiando più di finire carcere il titolare di un'azienda accusata di aver causato la malattia di lavoratori non patteggerà più alcuna pena e rimborso, ma aspetterà tutto l'iter processuale col risultato che le vittime non vedranno mai un soldo. Scelta perciò criticata fortemente dalla Cgil, così come il Pdci si è battuto con Di Pietro perchè il reato di voto di scambio con la mafia non fosse compreso nell'indulto, così come non si capisce l'esclusione dell'usura dallo sconto, donato invece alle bande di estortori legate alle mafie. Grossi imbarazzi e soprattutto perdite di voti che non hanno impedito al centrosinistra di votare con Forza Italia e Udc.

"Lo abbiamo fatto per i poveri cristi", ripetono come un disco rotto. E allora rispondano a questa domandina semplice: perché questo vergognoso colpo di spugna quando per evitare il carcere a migliaia di immigrati col permesso scaduto e di tossici che fanno uso di droghe leggere bastava eliminare la Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi? A questo punto, per non entrare nel merito, il partitone dell'indulto (ovvero tutti tranne Di Pietro) si affida al mestiere dei professionisti della circumnavigazione dei fatti, come il responsabile Giustizia dei Ds Massimo Brutti, che rispondendo al sottoscritto la settimana scorsa alla Festa dell'Unità di Modena, assicura che non era possibile abolire subito le due leggi della Cdl in quanto la maggioranza al Senato è risicata. Prendiamo per buono che non riescano a bocciare Bossi-Fini e legge sulle droghe leggere. Ne dobbiamo dedurre che lo stesso a maggior ragione varrà per tutte le leggi vergogna, il conflitto d'interessi, l'antitrust e quanto gradisce Berlusconi. Perché non lasciare l'originale allora?

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