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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 12 APRILE 2007
Riabilitati fascisti, Berlusconi, servizi deviati, e ora Craxi. Gli elettori potranno giudicarli alle primarie?

Stefano santachiara

Da presidente della Camera Luciano Violante aveva riabilitato i fascisti della Repubblica di Salò complici dei macellai nazisti, equiparandoli ai partigiani; da capogruppo dei deputati diessini confessò l'accordo con Berlusconi ("Onorevole Anedda, la invito a consultare l'onorevole Berlusconi perché lui sa per certo che gli è stata data la garanzia piena, nel 1994, quando ci fu il cambio di Governo, che non sarebberosstate toccate le televisioni. Lo sa lui e lo sa l'onorevole Letta", dichiarazione alla Camera, 2 agosto 2002) all'insaputa degli elettori che ancora si chiedono come mai non vengano approvati il ddl Gentiloni e una seria legge sul conflitto d'interessi; da novello presidente della Commissione affari costituzionali qualche mese fa ha proposto una norma per estendere la possibilità di opporre il segreto di Stato anche agli imputati, proprio nel bel mezzo del procedimento a carico degli agenti della Cia e del Sismi ora sotto processo per il sequestro di Abu Omar, e subito prima che il governo ricorresse alla Consulta invocando tardivamente il segreto di Stato oltre a promuovere i due imputati Pollari e Pompa a nuovi incarichi di primo piano. Gente che dossierava il capo della polizia De Gennaro, diversi magistrati e politici, e custodiva elenchi di nemici del governo Berlusconi da "disarticolare con azioni traumatiche", tra cui lo stesso Violante, il suo compagno di partito Massimo Brutti, i magistrati dei pool di Palermo e Milano. Affetto da sindrome di Stoccolma, il diessino, anche quando non reagì neppure per sbaglio ai fiumi d'insulti della Cdl che lo considerava il grande accusatore di Andreotti(invece nulla c'entrava col processo, e in ogni caso fu sempre contrario al rinvio a giudizio del sette volte presidente del Consiglio), dimenticandosi di leggere il dispositivo della sentenza definitiva che ha sancito per Andreotti il "reato di associazione a delinquere, estinto per prescrizione, commesso fino alla primavera del 1980". In 10 anni da sostenitore della parte migliore delle istituzioni democratiche, magistratura e polizia, a riabilitatore di fascisti, difensore di servizi segreti deviati, narratore degli accordi sottobanco con Berlusconi, e ora la chiusura del cerchio: riabilitatore del pregiudicato latitante Craxi." Fece del Psi la punta di diamante di un progetto di rinnovamento, fu animato da un formidabile spirito innovativo- spiega Violante al Corriere della Sera- fu violentemente sincero quando pose la questione del finanziamento della politica... Quella sincerità fu ignorata da tutti... Forse era difficile affrontare il tema, ma se lo avessero fatto, le cose sarebbero andate diversamente, con minore ipocrisia. Questo silenzio fece di Craxi una sorta di capro espiatorio sull'altare del codice penale". L'altra parte di lavoro sporco di una Casta che non ha ancora cancellato una legge vergogna, e anzi dopo l'indulto salva-Previti e Consorte sta per varare la legge che imbavaglia la stampa e limita le intercettazioni telefoniche della magistratura, spetta al segretario Piero Fassino, che ascrive expost al Partito Democratico Bettino Craxi, così come "Pertini, Nenni, Rosselli, Matteotti".
 

 

Luciano Violante, come abbiamo visto, è il termometro. Segna il momento giusto per sdoganare l'indecente di oggi e di ieri per l'impunità di domani, testando il livello di assuefazione degli elettori, perché il passaggio al Partito Democratico metterà comunque a nudo quella parte di classe dirigente autoreferenziale e legata a doppio filo con Berlusconi. Si fa più concreto il rischio di una perdita di quote di potere dopo l'uscita del Correntone Ds e la prospettiva di un'unica aggregazione a Sinistra(che potrebbe interessare i fuoriusciti Ds, Verdi, Pdci, Il Cantiere e Rifondazione Comunista senza troxkysti) che i dalemiani hanno cercato in ogni modo di impedire con la mozione Angius e la finta preoccupazione per la tuttora incerta collocazione europea del Partito Democratico. Sui cui meccanismi di "formazione " si giocherà ora lo scontro decisivo, coi temuti rutelliani e veltroniani da sempre favorevoli- si vedrà in questi giorni quanto- alle primarie . E' dunque in questo "tutto per tutto", mentre Di Pietro chiede di non candidare condannati, che viene riabilitato in pompa magna il pregiudicato latitante Doc. Non certo per richiamare gli amici dello Sdi, con cui viaggiano divisi per non ridurre i posti disponibili in cambio di una scarsa dote elettorale, ma perchè al calar delle carte la Casta scoprirà il bluff: rifiuto del meccanismo di "una testa, un voto" e, se costretti ad un compromesso, accettazione di primarie molto "ammorbidite" con votazioni preferenziali per i tesserati ai partiti, ancora di salvezza per il teletrasporto delle oligarchie senza giudizio degli elettori.

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