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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 16 APRILE 2007
Il Pantheon del Partito Democratico
gabriele vecchione, Leonardo Bianchi        

Oggi, compagne e compagni (e continuerò a chiamarvi tali), siamo tutti insieme – e uniti – a costruire la grande casa, il grande partito dei democratici. Un luogo di aggregazione che è dettato dalla Storia. Un punto di incontro che non sia la mera sommatoria di due o tre partiti, ma il fiorente abbraccio tra società civile, movimenti, associazioni, cittadini, cani, porci e latitanti. Oggi noi siamo impegnati in tutto questo. E' questo meraviglioso popolo del centrosinistra che ce lo chiede ormai a gran voce. E' dalle salde fondamenta delle culture del '900 –  socialismo, cattolicesimo democratico, radicalismo, liberalismo, terrorismo, stalinismo – che costruiremo questa grande casa democratica. Nel nostro pantheon ideale dunque vi possono figurare:

 
  • ·   Bettino Craxi e le vittime della persecuzione giudiziaria 1992–'94: l'ondata di riforme laiche, innovatrici e soprattutto riformiste intraprese da Craxi, punta di diamante di un progetto di rinnovamento, fu sacrificata da uno spirito giacobino, forcaiol – hegeliano e giustizialista da parte di una magistratura politicizzata che con false accuse fermò la classe dirigente dell'epoca per scendere essa stessa in politica, appoggiata da moralisti alla Berlinguer. Dobbiamo, care compagne e cari compagni, ripartire ed essere animati da quel formidabile spirito innovativo di Craxi, capro espiatorio sacrificato sull'altare del codice penale.
     

  • Renato Curcio: Non si può – sono convinto che qualche tribunale della ragione ce ne chiederebbe conto – ignorare la portata delle idee di queste fine intellettuale e profondo pensatore del nostro tempo, sprezzantemente definito "irriducibile" da critici fascisti ingenerosi. Egli rappresenta per tutti noi un personaggio da tenere in grande considerazione, per il suo impegno, la sua fermezza, la sua fedeltà a valori incredibilmente attuali. Il suo contributo politico – a cui noi tutti dobbiamo attingere a man bassa – è ampiamente condivisibile e riassumibile in una massima: ogni alternativa proletaria al potere è - fin dall'inizio - politico-militare, nel senso che la lotta armata cittadina costituisce la via principale alla lotta di classe. Ad intuizioni nobili come questa dobbiamo la più ampia riflessione.
     

  • Adriano Sofri: Questo romantico pensatore senza tetto sul capo e santi in paradiso offre spesso a tutti noi compagni e persone di buon senso ottimi spunti di riflessioni dall'alto della sua conoscenza dell'intero scibile umano. Non può non stare nel nostro pantheon. Un letterato impegnato: l'abbiamo visto manifestare con dei compagni contro la pena di morte (eccetto quella, ça va sans dir, dei commissari di polizia) e l'abbiamo letto tutti battersi stoicamente e disinteressatamente nella grande campagna a favore di quella conquista di civiltà che è stata l'indulto.
     

  • Massimiliano Cencelli: Cari compagni, dopo tante illazioni e campagne di disinformazione, esaltiamo questo teorico dell'algebra, del determinismo, dell'equità. Lo merita! Con la sua scienza, il suo opportuno realismo, oggi è il vero ideologo di qualunque partito, distributore di giustizia sociale e poltrone come nessuno. E' anche grazie a lui che oggi occupiamo con i nostri uomini ogni carica pubblica e abbiamo formato un governo da centodue pezzi.
     

  • I servizi segreti deviati. Dopo anni e anni di killeraggio politico-mediatico, dobbiamo rivalutare l'importanza ed il ruolo, a maggior ragione dopo l'11 settembre, che hanno assunto i nostri Servizi. Rimuovere il passato e guardare al futuro, con rinnovata fiducia. Per questo, numi tutelari del nostro nuovo grande Partito saranno Pio Pompa e Nicolò Pollari, che hanno già trovato una sistemazione rispettivamente al ministero della Difesa e al Consiglio di Stato. Dobbiamo fare di tutto per difendere i nostri Servizi, usando tutti i mezzi a nostra disposizione, anche fino ad arrivare alla Corte Costituzionale - vociare dal fondo – Scusate compagni! Quello lo stiamo già facendo.
     

  • Rete4 e Emilio Fede. Non possiamo non riconoscere la bontà dell'informazione che produce Emilio Fede. Un'informazione certamente di parte, ma mai becera o infamante; è a giornalisti come Fede che dovranno ispirarsi le giovani leve dell'ufficio stampa e della propaganda Democratica. Rete 4 è un'emittente televisiva di fondamentale importanza per il Paese: è un patrimonio. Non dobbiamo soffermarci su particolari insignificanti quali le frequenze o le concessioni: lasciamo queste cose ai comunisti. Noi riformisti Democratici guardiamo al contenuto. Sempre e comunque.
     

  • Silvio Berlusconi. Compagni, tutti in piedi! La principale fonte di ispirazione, nonchè fondamenta del nostro pensiero politico Democratico, è sicuramente il Leader dell'opposizione e Presidente del più grande partito italiano, nonchè, in ultimo, magnate televisivo. La sua dottrina politica sfacciata ma vicina alla gente, la teoria dell'occupazione militare delle cariche pubbliche, il conflitto d'interessi e l'uso della Politica a fini giudiziari sono nuovi trend che non possiamo disconoscere. In qualità di esponenti e fondatori del grande ed illuminato Partito Democratico, dobbiamo farci portatori di tutti i nuovi trend manifestatisi in questi anni, e rimodellarli in chiave Democratica e riformista. Non ci sarà posto, cari compagni, per i demonizzatori ed i giustizialisti!

gabro.v@libero.it

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un dovere civile
Gabriele Vecchione

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