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Multe
fino a centomila euro e carcere fino a
trenta giorni per i giornalisti che
pubblicheranno intercettazioni
telefoniche.
Il mondo politico si copre le spalle
approvando pesanti sanzioni per coloro
che mettono a nudo gli scandali.
E' bipartisan l'affondo contro la
stampa. Centrodestra, centrosinistra e
governo si sono messi al lavoro con lo
scopo di evitare che possa ripetersi
quanto accaduto in questi ultimi due
anni, con i principali scandali
economici, sportivi e finanziari messi a
nudo di fronte all'opinione pubblica dai
periodici. Scaldali che spesso hanno
messo in serio imbarazzo esponenti
politici di entrambi gli schieramenti.
E, se per il ministro della Giustizia
Clemente Mastella il voto della Camera
che ha permesso il licenziamento di
queste severe misure č stato "un grande
ed esaltante momento della attivitā
parlamentare", il mondo del giornalismo
č invece insorto di fronte a questa
offensiva. La Federazione nazionale
della stampa hanno espresso
"preoccupazione" per norme che hanno il
sapore della "repressione".
"Attila č tornato - ha tuonato Franco
Abruzzo - presidente dell'Ordine dei
Giornalisti di Milano - e questa volta
assedia la libertā di stampa".
E giā si parla di sciopero generale per
fermare questo attacco che "limita il
diritto-dovere di cronaca".
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