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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 24APRILE 2007
L'Italia dei cittadini torna in Tv

Daniela Gaudenzi

“….Per alcuni di Italie ce ne sono due o tre ma per noi di Italia ce n’è una sola: questa”.
Enzo Biagi

L’ Italia che è ritornata in TV dopo cinque anni con Enzo Biagi, cacciata dal signore dei conflitti che senza alcun ostacolo sta per allargare, con Telecom, i confini del suo impero, è quella disegnata dalla Costituzione, rappresentata dalla libertà di espressione e dal diritto-dovere di informare e di essere informati dell’articolo 21, che non ammette censura.
E’ l’Italia della cittadinanza, della partecipazione, del rispetto, della responsabilità , della libertà e dell’eguaglianza.
Un’ Italia che ha “il vizio della memoria” e che non ha paura di sembrare antica o non abbastanza trendy perché rifugge dai facili revisionismi e dalla pseudo - intellettualità salottiera, sempre a suo agio con chi ha in mano la barra del timone e tanto più accomodante con chi è più potente.
La puntata speciale dedicata al 25 aprile ha voluto ricordarci che si può “resistere” anche oggi e l’ha fatto con le parole appassionate e determinate del giovane autore di Gomorra, costretto per la sua denuncia sulla pervasività della camorra ad abbandonare la sua città e alla protezione dello Stato; con il contributo di Gherardo Colombo, uno dei magistrati più coraggiosi e capaci del paese che ha deciso di continuare la sua battaglia per la giustizia e la legalità nell’ Italia che premia la furbizia e l’impunità, fuori dalle aule di giustizia tra i giovani e i cittadini di ogni età e condizione sociale; con le testimonianze di resistenti di ieri e di oggi come Vittorio Foa e Tina Anselmi.

L’ottantaseienne Enzo Biagi cacciato per “l’uso criminale del servizio pubblico” insieme a Michele Santoro e a Daniele Luttazzi, tuttora bandito sine die, e avvisato tramite raccomandata con tanto di ricevuta di ritorno, ha voluto ricordare che “ci sono momenti in cui si ha il dovere di non piacere a qualcuno e noi non siamo piaciuti”.
Rotocalco Televisivo si richiama volutamente a un modo di fare TV antecedente la commercializzazione o berlusconizzazione del servizio pubblico che ci riporta a TV 7, ad uno stile sobrio e documentaristico che non fa concessioni alla spettacolarità, all’effetto facile, al chiacchiericcio, alla confusione organizzata e all’appiattimento sul banale che dominano, con l’eccezione di Anno Zero e Report, tutti i cosiddetti spazi di approfondimento.

 

Enzo Biagi ha fatto anche una precisazione che lo rende ancora di più estraneo al media system imperante: che i politici non saranno di casa a RT , dato che sono onnipresenti ovunque e che saranno invitati solo se avranno qualcosa di veramente importante da dire. Semplicemente inaudito!
Un giornalista che pretende di valutare se la presenza del politico è o non è rilevante e che non si mette a disposizione della bulimia mediatica delle oligarchie partitiche che prosperano e spesso sopravvivono grazie alle poltrone o strapuntini garantiti nei salotti televisivi!
Gli esperti di scienze sociali rilevano con qualche apprensione che lo stato di scollamento e di lontananza dei cittadini italiani dalla classe politica sta toccando i picchi, che sembravano ineguagliabili, del ’92 in piena Tangentopoli.
All’Italia dei non rappresentati, da una politica che senza rendersene conto sta soffocando nella sua autoreferenzialità, e alla sua determinazione a resistere è arrivato da “un anziano cronista”, come ama definirsi Enzo Biagi, un piccolo ma deciso segnale di incoraggiamento.

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Daniela Guadenzi

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