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In
Italia succede anche questo. Succede che
l'opposizione presenta una mozione che
approva in pieno l'operato del Governo e
che la maggioranza che sostiene quel
Governo si spacchi sulla questione.
Il fattaccio si è consumato ieri
nell'Aula di Palazzo Madama. Il leghista
Roberto Calderoli ha presentato una
mozione nella quale si diceva d'accordo
con quanto affermato dal ministro della
Difesa Arturo Parisi in merito
all'ampliamento della base Usa di
Vicenza. La Casa delle Liberà ha votato
compatta per il sì, l'Unione si è
divisa. Alla fine i sì sono stati 152, i
no 146, quattro gli astenuti.
"E' bastata una mia semplice finta
perché il governo prendesse un gancio
sinistro e rotolasse al tappeto - ha
dichiarato entusiasta l'esponente del
Carroccio - questa maggioranza e questo
governo oggi sembravano veramente dei
pugili suonati dalle legnate e dalle
figuracce rimediate".
Il
centrosinistra - da parte sua - non ha
potuto minimizzare l'importanza di
quanto avvenuto.
Per la diessina Anna Finocchiaro "questo
voto è stato una vittoria politica del
centrodestra", mentre la Verde Loredana
De Petris ha parlato di una "sconfitta"
arrivata per colpa dell'ala moderata
della coalizione.
"E' necessario un chiarimento, un
chiarimento profondo - ha chiarito il
ministro Parisi - la politica estera e
di difesa è una cosa troppo seria,
qualche volta addirittura drammatica".
Inutile dire che la Casa delle Libertà
ha invece chiesto le dimissioni
dell'Esecutivo.
"L'Unione, che voleva bocciare il
governo, è stata clamorosamente battuta
in Aula dal centrodestra sulla politica
estera - ha commentato l'aennino Gianni
Alemanno - è paradossale. Il governo ne
prenda atto e rassegni subito le
dimissioni. Diversamente attendiamo
l'autorevole intervento del Capo dello
Stato".
Una richiesta che è stata esaudita nel
giro di poche ore. Il presidente
Napolitano ha infatti affrontato la
questione in un colloquio telefonico con
il premier Romano Prodi, durante il
quale ha espresso la propria
"preoccupazione per il dibattito, le
votazioni e gli sviluppi che ne sono
seguiti".
Subito dopo il Professore ha annunciato
"una riunione di maggioranza, col
governo, per ribadire le linee di
politica estera".
"Quanto avvenuto - ha però aggiunto
Prodi - è la manifestazione di un
disagio e di un dissenso noti quanto
circoscritti al tema oggetto della
discussione in aula".
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