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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 6 FEBBRAIO 2007
Il presidente hooligan

Daniela Gaudenzi

“Siamo un paese in balia degli hooligans, quelli schedati e quelli mascherati da politici, dirigenti, tecnici, giocatori, giornalisti”. Questa drammatica analisi di Roberto Beccantini su La Stampa all’indomani della guerra criminale di Catania ha trovato una ulteriore conferma in primo luogo nelle dichiarazioni dissennate e deliranti del presidente della Lega Calcio Matarrese che ora naturalmente, secondo un copione che è stato il cavallo di battaglia dell’ex presidente del Consiglio, grida al “fraintendimento” e alla parola “dimissioni” replica ironico “ma non scherziamo!”.
Il presidente della Lega, eletto in piena calciopoli, e già solo questo basterebbe a dare compiutamente l’idea di come si è reagito ad uno scandalo di dimensioni devastanti, in una intervista a Radio Capital prima se la prende contro i fautori della chiusura per più domeniche e della ripresa a porte chiuse, liquidati come “esaltati” ed “irresponsabili” e poi passa ai morti che “purtroppo sono parte del sistema”.
Poi per chiarire ulteriormente il concetto che “lo spettacolo deve continuare” passa ad un paragone, eufemisticamente, sorprendente “la Fiat non è che per rilanciarsi ha dovuto fermare le macchine. Ecco noi vogliamo copiare il rilancio che ha avuto la Fiat”. Se si passa alle soluzioni validamente attuate all’estero e al modello inglese, il presidente dell’impunità per calciopoli che a giorni alterni si scagliava contro Guido Rossi e Francesco Saverio Borrelli non ha dubbi “ma quello è un altro mondo, lì quando ti mettono in galera buttano via la chiave. Da noi si prendono i criminali e il giorno dopo escono…”.

 

Basta andare indietro nel tempo e ricordare per esempio chi erano i dirigenti di 13 anni fa, quando il campionato fu funestato dall’incidente mortale di Genoa-Milan, pure non in un contesto di tale organizzazione criminale, come fa Luca Cordero di Montezemolo: “Mi sembra che allora i responsabili dello sport, del calcio, erano più o meno gli stessi. Il che dimostra che bisogna veramente voltare pagina in tutti i sensi e pensare che è veramente inaccettabile quello che sta avvenendo.”
Forse 13 anni fa non c’era il deputato “antagonista” Caruso che fa ottimamente da spalla all’ottimo Matarrese, nella deresponsabilizzazione delle società, quando scarica tutte le colpe sulle forze dell’ordine “non addestrate che manganellano nel mucchio” e che dunque hanno quello che si meritano come testimoniano senza perifrasi decine di scritte sedicenti “no global” in tutta Italia.
E forse, sarebbe il caso di rammentarlo, al “mercantilista” presidente per tutte le stagioni, quando si indigna all’idea del calcio fermo o a porte chiuse perché “noi rappresentiamo un mondo che è l’economia italiana”, allora il debito delle società calcistiche nei confronti dello Stato (e dunque dei cittadini-contribuenti) non ammontava ancora a 583 milioni di euro.
D’altronde era troppo facile da prevedere: se dopo calcioli non si fosse voltata veramente pagina, non sarebbe stato tutto come prima ma, inevitabilmente, peggio di prima.

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Daniela Guadenzi

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