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«Danieli:
mi piace il suo modo di lavorare. E’
presente, ma deve essere così per ricoprire
una carica delicata come la sua».
Sembra che lei sia particolarmente
accanito a modificare la legge sul voto
degli italiani all’estero.
Assolutamente sì. Non trovo, invece, che sia
opportuno, in questo momento, accanirsi al
progetto di una nuova legge elettorale in
Italia. Forse si perde il contatto con la
realtà che è fatta di ben altre impellenze.
Il Italia abbiamo a che fare con una serie
di problemi molto più importanti, almeno per
il momento, che non una nuova legge
elettorale.
Si tratta di strumentalizzazioni politiche
che finiscono col perdere di vista le reali
necessità del paese.
Vorrei consigliare ai miei colleghi deputati
maggior calma e più attenzione. Forse questo
mio atteggiamento volto alla riflessione,
alla saggezza, è dovuto all’età ed alla
esperienza di un uomo che non è politico di
professione.
Anche la legge sul voto degli italiani
all’estero va riscritta. Le storture e le
anomalia che ha mostrato l’intero sistema
vanno corrette.
Neanche in questo caso, però, ci troveremmo
al cospetto di una urgenza che non può
aspettare.
Pensi che, a causa della legge con la quale
siamo andati al voto nelle circoscrizioni
estere, è stato dimostrato che il 50% degli
elettori aventi diritto non hanno potuto
votare. Infatti, il voto per corrispondenza,
si è rivelato un colabrodo che ha disperso e
non recapitato una stragrande quantità di
plichi postali con le schede elettorali.
In Argentina poi, la delusione degli
elettori è stata veramente tanta.
Ma come dice il vice ministro Danieli,
quella scelta del voto per corrispondenza, è
stata infausta secondo quelle modalità di
attuazione.
Sarà necessario adoperare le correzioni
opportune. Sarebbe stato opportuno sistemare
i seggi elettorali presso le ambasciate,
presso le sedi diplomatiche per adoperare un
maggior controllo sulle operazioni di voto.
Un altro assurdo è stata la scelta infelice
di scrutinare le schede elettorali in Italia
e questo ha fatto in modo da moltiplicare i
rischi di danneggiamento e di smarrimento di
una grande percentuale.
Per questi ed altri motivi che tutti
conoscono, la legge va modificata. Infatti,
in questi giorni, presenterò una proposta di
legge proprio in questo senso.
Vanta di essere uno dei parlamentari che
ha presentato un numero cospicuo di leggi.
E’ vero, ho presentato otto proposte di
legge: Istituzione della festa
dell’amicizia; Norme per favorire il
reinserimento dei detenuti ed agevolazioni
fiscali per le imprese che li assumono;
Disposizioni sugli interventi inerenti la
violenza sessuale sulle donne; Norme in
materia di cittadinanza, con modifiche alla
legge n. 91 del 5 febbraio 1992, in materia
di riacquisto; riforma e ristrutturazione
della rete consolare italiana; Modifiche
alla legge 5 febbraio 1992, n. 91,
concernenti il riconoscimento della
cittadinanza italiana ai connazionali
emigrati e ai loro discendenti; Disposizioni
per l’erogazione dell’assegno sociale (ex
pensione sociale) per gli Italiani residenti
all’Estero; Norme in materia di agevolazioni
nel settore culturale per cittadini con
ascendenti italiani al fine di diffondere la
cultura italiana all’estero. Sono venuto a
Roma per lavorare. Sento il dovere di
produrre cose, adoperarmi in maniera fattiva
e non solo per i miei concittadini in
Argentina. Deve sapere che, da 30 anni sono
a contatto con le comunità di italiani in
Argentina, da 56 sono residente in quelle
terre. Ho il dovere morale di dover dare
conto della mia attività svolta alla Camera
a tutti quelli che mi hanno accordatola la
loro fiducia. Come si può facilmente notare,
una buona parte di proposte sono rivolte per
problemi generali che affliggono gli
italiani in Italia. Ciò a dimostrazione del
fatto che mi sento obbligato a lavorare a
tutto tondo e non solo per l’estero.
La politica estera è all’ordine del
giorno: base di Vicenza, rifinanziamento
della missione in Afganistan, ci sono forti
contrasti anche all’interno della
maggioranza.
Per conto mio, quando si tratterà di votare,
sarò a favore. Non possiamo ritirare in
blocco il nostro contingente dall’Afganistan,
dobbiamo comunque assicurare la nostra
presenza specie in zone di guerra e di
fortissimi fermenti in zone della terra
martoriate dalla guerra. E poi, una
risoluzione dell’ONU, ci impone il rispetto
degli accordi. Non è corretto, né serio. E’
in ballo la nostra credibilità in campo
internazionale. Noi siamo un grande paese,
non possiamo rinunciare al nostro ruolo
arbitrariamente. Stessa posizione assumerò
per la base USA a Vicenza.
Ha partecipato alla sezione di lavoro su
Rai International, condivide la relazione ed
il programma del Direttore Badaloni?
Il nuovo direttore Badaloni, mi è piaciuto.
Mi ha convinto la sua esposizione. Le
intenzioni, almeno sulla carta, sono
sembrate positive. Personalmente insisto sul
fatto di trasmettere le trasmissioni di Rai
International anche in Europa. Sarebbe
veramente un buona cosa. Gli italiani, in
Italia, ignorano cosa fanno i loro
connazionali all’estero. Inutile aggiungere
che una informazione di ritorno sia
auspicabile a tutti i livelli. Si pensi
quanti vantaggi potrebbero derivare per
l’economia, il mondo dell’imprenditoria e
del turismo per non parlare del prezioso
scambio culturale. Tanti dicono storie sul
conto degli italiani all’estero. Per
esempio, più di uno ha affermato che noi non
paghiamo le tasse. Ebbene posso assicurarle
che noi non solo le paghiamo ma non si
meravigli se le dico che ne paghiamo più di
quanto paghi un italiano in Italia. Gli
italiani devono sapere di quale pasta sono
gli italiani all’estero e di quante cose
sono stati protagonisti, nel lavoro e nelle
intenzioni. I nostri figli sono cresciuti
nella cultura dell’impegno. Abbiamo
insegnato loro a lavorare onestamente e con
ingegno, li abbiamo instradati sulla via
della scuola e dell’Università. Oggi,
possiamo dire di essere orgogliosi di loro.
A conti fatti, può azzardare un giudizio
sul lavoro del Vice ministro Danieli?
Sinceramente, mi piace il suo modo di
lavorare. E’ presente ma deve essere così
per ricoprire una carica delicata come la
sua.
E’ bravo e trasparente, i miei rapporti con
lui sono buonissimi e, nonostante io faccia
parte dell’opposizione militando nelle file
di An, del qual fatto sono orgoglioso,
rispetto tutti i colori politici.
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