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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 24 FEBBRAIO 2007
Previti condannato a un anno e mezzo per il caso Mondadori

redazione

Nuova condanna per Cesare Previti. Il parlamentare di Forza Italia è stato punito dalla terza sezione della corte d'appello di Milano con un anno e mezzo di carcere per il caso Lodo Mondadori, nel quale era alla sbarra accusato di corruzione. Nello stesso procedimento sono stati condannati ad un anno e mezzo Giovanni Acampora e Attilio Pacifico, mentre Vittorio Metta ha incassato due anni e otto mesi.

 

Il processo Lodo Mondadori era inizialmente collegato a quello Imi-Sir. Al termine del procedimento di secondo grado gli imputati furono condannati per il caso Imi-Sir e assolti per quello Lodo Mondadori. Quando la pratica arrivò al vaglio della Cassazione, i Supremi Giudici confermarono il verdetto di condanna Imi-Sir e respinsero quello Mondadori d'assoluzione perché contenente "conclusioni superficiali e manifestamente illogiche". I Magistrati di Piazza Cavuor decisero quindi la riapertura del processo di secondo grado, quello che si è concluso ieri, ma solo per la parte relativa al caso Lodo Mondadori.
Previti, Acampora e Pacifico erano stati già condannati a sei anni in via definitiva per il caso Imi-Sir, mentre Vittorio Metta era stato punito con cinque anni.

"Cesare Previti è sorpreso per questa decisione scorretta - ha reso noto l'avvocato Giorgio Perroni riferendosi all'ultimo verdetto - confidiamo di ribaltare questa sentenza in Cassazione. In questa causa non c'è la prova di nulla. E soprattutto non c'è stata l'acquisizione di nuove prove che avrebbero dimostrato l'innocenza".
Sul fronte politico, si è invece espressa l'Italia dei Valori, che è tornata a chiedere alla Giunta delle elezioni di concludere definitivamente la procedura attraverso la quale si dovrà escludere Previti dal Parlamento.
"Fino ad oggi, molte sono state le pressioni per accelerare il procedimento sulla decadenza di Previti alla Camera, altrettante, e forse maggiori, quelle finalizzate al rallentamento della procedura - ha dichiarato Emma Evangelisti - bisogna, invece, prestare la massima attenzione alla questione, soprattutto in seguito a questa sentenza. La decisione dei giudici di Milano non è da discutere. C’è solo da considerare il dato di fatto che essa rappresenta e le conseguenze che la stessa comporta".

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