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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 26 FEBBRAIO 2007
La svolta di Follini

Tommaso Merlo

Da vice premier di Berlusconi a stampella di Prodi. La vita riserva sempre delle sorprese, e Marco Follini ne č la dimostrazione. Neanche lui poteva aspettarsi una nuova primavera tanto improvvisa.
Fino ai giorni scorsi Follini e il suo nuovo partito, l'Italia di Mezzo, sembravano destinati al dimenticatoio della politica. E destinati a pagare un caro prezzo per l'irriverenza manifestata a sua maestā Berlusconi. Un'irriverenza che a pochi mesi di distanza offre invece a Follini l'occasione per ritornare al centro della scena politica. Quando era un esponente importante della Casa delle Libertā, Follini ha contestato duramente la leadership del Cavaliere ed ha sostenuto la necessitā di andare oltre quel populismo. Una linea che da segretario UDC ha sostenuto con coraggio, e che ha retto fino a quando a Casini faceva comodo nei negoziati interni alla Cdl. Erano i tempi in cui Casini usava Follini per contenere gli estremismi dei loro improbabili. Ma poi Casini č tornato, si č ripreso il suo partito e ha dato il ben servito a Follini dal quale aveva giā preso le distanze e predisposto l'uscita dalla Cdl. Una separazione aspra attribuita al cocciuto antiberlusconismo di Follini ma in realtā frutto della spietatezza di Pierfurbi.

 

Bruttezze della politica, sta di fatto che liberatosi dal giogo di Berlusconi, il buon Follini si č aggiunto alla schiera dei micro partiti con ambizioni neo democristiane.
Ambizioni che resistono nel centrodestra cosi come nel centrosinistra, ma non al di fuori di essi. Ed č forse questa la riflessione di Follini che ha deciso di sostenere il governo Prodi, e mirare ad una nuova DC unendosi ai frammenti della balena bianca che sopravvivono nel centrosinistra.
Un progetto ambizioso che per il momento permette al governo Prodi di riprendere il cammino interrotto. Facile immaginare la rabbia del Cavaliere che dopo essersi scontrato con la testa dura di Follini per dei mesi, oggi osserva impotente quella stessa testa salvare il governo Prodi e impedire sbocchi della crisi che gli avrebbero permesso un probabile ritorno. Facile invece immaginare la prudenza di molti leader di centrosinistra che con Follini condividono solo un sano sentimento antiberlusconiano. Ma questo č una situazione che purtroppo riguarda giā la maggioranza che ha dimostrato di avere nella paura di riconsegnare il paese a Berlusconi, la principale ragione di stare insieme. E ripartire.

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