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Da
vice premier di Berlusconi a stampella
di Prodi. La vita riserva sempre delle
sorprese, e Marco Follini ne č la
dimostrazione. Neanche lui poteva
aspettarsi una nuova primavera tanto
improvvisa.
Fino ai giorni scorsi Follini e il suo nuovo partito, l'Italia
di Mezzo, sembravano destinati al
dimenticatoio della politica. E
destinati a pagare un caro prezzo per
l'irriverenza manifestata a sua maestā
Berlusconi. Un'irriverenza che a pochi
mesi di distanza offre invece a Follini
l'occasione per ritornare al centro
della scena politica. Quando era un
esponente importante della Casa delle
Libertā, Follini ha contestato duramente
la leadership del Cavaliere ed ha
sostenuto la necessitā di andare oltre
quel populismo. Una linea che da
segretario UDC ha sostenuto con
coraggio, e che ha retto fino a quando a
Casini faceva comodo nei negoziati
interni alla Cdl. Erano i tempi in cui
Casini usava Follini per contenere gli
estremismi dei loro improbabili. Ma poi
Casini č tornato, si č ripreso il suo
partito e ha dato il ben servito a
Follini dal quale aveva giā preso le
distanze e predisposto l'uscita dalla
Cdl. Una separazione aspra attribuita al
cocciuto antiberlusconismo di Follini ma
in realtā frutto della spietatezza di
Pierfurbi.
Bruttezze
della politica, sta di fatto che
liberatosi dal giogo di Berlusconi, il
buon Follini si č aggiunto alla schiera
dei micro partiti con ambizioni neo
democristiane.
Ambizioni che resistono
nel centrodestra cosi come nel
centrosinistra, ma non al di fuori di
essi. Ed č forse questa la riflessione
di Follini che ha deciso di sostenere il
governo Prodi, e mirare ad una nuova DC
unendosi ai frammenti della balena
bianca che sopravvivono nel
centrosinistra.
Un progetto ambizioso
che per il momento permette al governo
Prodi di riprendere il cammino
interrotto. Facile immaginare la rabbia
del Cavaliere che dopo essersi scontrato
con la testa dura di Follini per dei
mesi, oggi osserva impotente quella
stessa testa salvare il governo Prodi e
impedire sbocchi della crisi che gli
avrebbero permesso un probabile ritorno.
Facile invece immaginare la prudenza di
molti leader di centrosinistra che con
Follini condividono solo un sano
sentimento antiberlusconiano. Ma questo
č una situazione che purtroppo riguarda
giā la maggioranza che ha dimostrato di
avere nella paura di riconsegnare il
paese a Berlusconi, la principale
ragione di stare insieme. E ripartire.
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