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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 5 GENNAIO 2007
Finanziaria e basi militari, l'uranio non c'è più
Sara Dellabella

Finalmente una buona notizia. Nella finanziaria del 2007 sono stati assorbiti due emendamenti proposti dal Senatore Bulgarelli (Verdi -Pdc) che prevedono stanziamenti per il personale militare e civile affetto da gravi patologie e uno per la bonifica delle aree sedi dei poligoni militari. Il primo emendamento prevede una spesa di 10 milioni di euro, per il 2007, per interventi a favore del personale impiegato nelle basi colpiti da neoplasie derivanti dall'esposizione a materiali radioattivi come l'uranio impoverito e alle nanoparticelle generate dalla fusione o esplosione di materiali esplosivi. Lo stesso Bulgarelli ci tiene a precisare che il risarcimento è pensato sia per il personale impiegato che per le popolazioni limitrofe alle basi, come primo risarcimento morale e materiale alle tante vittime di questi anni.

 

Il secondo emendamento dispone che una quota delle risorse stanziate per la ricerca ed il munizionamento del settore militare siano destinate ad operazioni di bonifica ambientale e sanitaria di tutte le aree, attive e dimesse, interessate dall'attività di poligono. Vista l'alta concentrazione di basi, l'emendamento riguarda in primo luogo la regione Sardegna, dove i comitati locali hanno ben accolto la notizia. Questi 25 milioni di euro destinati alla bonifica, insegnano che i soldi del comparto Difesa, non comportano solo un potenziamento degli arsenali militari, ma possono essere finalizzati al recupero del territorio, perché in un'ottica meramente ambientalista, le attività di poligono comportano un alto tasso di inquinamento ambientale. Dato, questo, confermato dalla casistica medica che ha individuato un incremento delle patologie tumorali nelle aree intorno alle basi.

Le dichiarazioni del Senatore Bulgarelli si riferiscono alla prima metà di Dicembre, esattamente il 13. Qualche giorno più tardi, lo stesso rivela che dagli emendamenti sono scomparsi i riferimenti all'uranio. Cosa che ai più ha fatto pensare che le vittime della cosiddetta Sindrome dei Balcani, il personale militare ed i cittadini delle aree intorno alle basi ai quali sono stati diagnosticate le stesse forme di tumore, riconducibili all'esposizione di materiale radioattivo e materiali pesanti, non riceveranno alcun indennizzo. Per ora si annuncia l'apertura di una seconda commissione di inchiesta sull'utilizzo dell'uranio impoverito, confidando in un atteggiamento più collaborativo dei vertici militari.

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