PRIMA PAGINA

POLITICA

ECONOMIA

GIUSTIZIA

INFORMAZIONE

ESTERI

WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 9 GENNAIO 2007
Giustizia, il rinascimento mastelliano
Daniela Gaudenzi

Ci era già stato annunciato da autorevoli esponenti dell’Unione che non ci sarebbe stato né il tempo né la volontà di abrogare le leggi vergogna e che il centro sinistra avrebbe guardato avanti ed oltre.
Dopo oltre otto mesi di legislatura ci troviamo con gli assetti dell’informazione televisiva immutati, con il conflitto di interessi totalmente irrisolto, con la ricerca e l’università in ginocchio, la impressionante inadeguatezza della istruzione pubblica derubricata a una questione di bullismo da risolvere con qualche intervento disciplinare, con la giustizia in stato pre-comatoso, stretta tra la morsa del “nuovo” ordinamento giudiziario, lievemente ritoccato, e la sostanziale impossibilità di celebrare i processi in tempi umani.
Il Ministro della Giustizia Clemente Mastella, sceso in campo, in questi giorni per difendere il “povero” Fuda, primo firmatario dell’emendamento salva-amministratori “misteriosamente” ricomparso in finanziaria, “attaccato vergognosamente perché è un Calimero calabrese” ha rivendicato il diritto alla prescrizione per i reati contabili e si è scagliato contro “la zavorra morale” rappresentata dai giustizialisti.

 

Adesso, lo stesso ministro, annuncia l’avvento di “un nuovo umanesimo giudiziario” e spiega dal carcere di Benevento che si tratterà di “ una sorta di piccola rivoluzione copernicana nel mondo della giustizia, evitando languidi tramonti, e favorendo la possibilità di velocizzare i tempi dei procedimenti che a volte appaiono lentissimi e molto distanti da quelle che sono le aspettative dei cittadini”.
Naturalmente non c’è che da prenderlo in parola ed attendere fiduciosi e trepidanti la serie di disegni di legge finalizzati alla drastica riduzione dei tempi processuali che entro fine gennaio dovrebbero essere presentati in consiglio dei ministri.
Una serie di interventi in primis sulle prescrizioni, i cui tempi dovrebbero essere sospesi, come avviene in tutti i paesi in cui la certezza del diritto e della pena non sono una barzelletta, almeno da quando viene appellata la condanna di primo grado, in modo da vanificare le tecniche dilatorie che in questi ultimi anni, grazie allo pseudo garantismo che ha fatto da copertura alla impunità, hanno sottratto alla giustizia tutti i potenti d’Italia.
Gli altri punti qualificanti dovrebbero essere l’introduzione di un “giudicato” all’inizio del processo di primo grado per radicare la competenza territoriale in modo inequivocabile e prevenire le conseguenze disastrose che si sono verificate con il recente pronunciamento della Cassazione nel processo Sme e la limitazione dei ricorsi in Cassazione il cui numero abnorme sta paralizzando il lavoro della corte a cui peraltro sono riservate solo funzioni di legittimità e non di merito.
Come tale intento riformatore si possa conciliare con la permanenza in vigore delle leggi ad personam che hanno portato, dopo un quinquennio di legislazione inciucista sul fronte della giustizia, spacciata come garantista e bipartisan, all’annientamento dello stato di diritto e della certezza della pena, non è dato sapere; e nemmeno, a ben vedere, come possa proficuamente realizzarsi senza una riforma coerente del codice di procedura penale che dopo la riforma a metà dell’ 1989 e le successive modifiche ispirate al “giusto processo” è più che mai un ibrido irrisolto, oscillante in modo schizofrenico tra sistema accusatorio e sistema inquisitorio.
Ma soprattutto i dubbi e le perplessità, per usare un eufemismo, riguardano gli uomini, il loro profilo politico, la loro coerenza e la loro credibilità.
E se si deve pensare che il nuovo skyline della giustizia italiana sarà tracciato da Clemente Mastella, la preoccupazione lascia il posto ad una cupa ilarità.

COMMENTA QUESTO ARTICOLo nel blog di centomovimenti.com

il martedi'
Daniela Guadenzi

Google
Web www.centomovimenti.com
CLICCA QUI PER TORNARE ALLA PRIMA PAGINA

ALTRE NOTIZIE

 

MANDA QUESTO ARTICOLO AD UN AMICO
Inserisci l'indirizzo del destinatario e clicca "invia"