PRIMA PAGINA

POLITICA

ECONOMIA

GIUSTIZIA

INFORMAZIONE

ESTERI

WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 12 GENNAIO 2007
Lasciatemi sognare ancora un po’
Sara Dellabella

Proprio ieri in molti ricordavano la scomparsa di Fabrizio De Andrè avvenuta otto anni fa. Mercoledì invece la tv annunciava a torto la scomparsa di Mister Loren, volendo cosi alludere a Carlo Ponti, anche se tutti sanno che l’inventore della sempre verde Sophia è proprio lui.
Uno morì di tumore a Milano e l’altro di vecchiaia a Zurigo. E subito viene in mente un paragone moderno, tra chi sceglie sempre e comunque il paese dove è nato, e chi invece per i propri conti ed affari si rifugia all’estero. Per un esempio più concreto basterebbe guardare agli illustri ultimi ricoverati. Mister Berlusconi per impiantare un bypass è volato in America, Sir Bertinotti è rimasto in Italia, ma si è affidato alle coccole di una clinica privata, mentre il Professor Amato ha scelto la struttura pubblica, meschino. Certo a vedere le inchieste degli ultimi giorni sullo stato dei nostri ospedali, credo che chiunque vorrebbe volare lontano da questa sanità ridotta a pezzi.

 

Ma il paragone tra Ponti e De Andrè, porta altro ancora. Entrambi son stati testimoni di un Paese che cercava di ricostruirsi sulle macerie lasciate dalla guerra. Di restituire fiducia a chi aveva combattuto e a chi comunque doveva andare avanti. Il neorealismo del cinema prodotto da Ponti (e De Laurentiis) è stato una prova di coraggio, un volersi imporre nella storia con la magia del cinema. Di quel mezzo, che riesce allo stesso tempo ad incantare e raccontare anche le atrocità più barbare di cui riesce a macchiarsi l’uomo. Indimenticabili alcune scene della “Ciociara”, di “Roma città aperta” che per merito dei loro interpreti meriterebbero di entrare nei libri di storia, al posto di tanti sermoni di certi professori troppo indottrinati.
E negli anni ’50 è l’Italia che si incontra nei cinematografi della Parrocchia, dove nei paesi i film arrivano in ritardo rispetto alle grandi città. Si esce per vedere qualcosa, forse senza nemmeno sapere esattamente cosa. Un paese che si fida, perché da perdere non ha più nulla, e pian piano senza accorgersene sta crescendo. Perché la fiducia porta alla crescita, porta ad osare sempre un po’ di più, a spingersi oltre quello che si conosceva già.

Chi ha regalato un’emozione con un’immagine, rimanendo relegato nei titoli di coda, e chi protagonista delle proprie poesie l’ha fatto cantando. Entrambi laureati in Giurisprudenza, entrambi restii al mondo del diritto, approdati all’arte quasi per caso.
Il merito di questi due signori? Di averci dato la possibilità di sognare ancora un po’, di aver regalato un po’ di fiducia a quelle generazioni che poi avrebbero contribuito al miracolo del boom economico e a tutti quelli che sarebbero arrivati dopo. Perché se loro se ne sono andati, tutta la loro opera rimane a noi, involontari eredi di un pezzo di storia vera.
Visto che la cronaca e la politica, non lasciano molte speranze, continuo con ingenua fiducia a confidare in quel verso di De Andrè “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

COMMENTA QUESTO ARTICOLo nel blog di centomovimenti.com

TUTTI I VENERDì
Sara Dellabella

Google
Web www.centomovimenti.com
CLICCA QUI PER TORNARE ALLA PRIMA PAGINA

ALTRE NOTIZIE

 

MANDA QUESTO ARTICOLO AD UN AMICO
Inserisci l'indirizzo del destinatario e clicca "invia"