PRIMA PAGINA

POLITICA

ECONOMIA

GIUSTIZIA

INFORMAZIONE

ESTERI

WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 17 GENNAIO 2007
Stato sociale: né riformisti, né conservatori
Tommaso Merlo

Il mondo cambia, cambia la società, cambiano i problemi. Può lo stato sociale rimanere uguale a se stesso? Certo che può, ma cosi rischia di crollare a vantaggio di chi, come i neoliberisti, aspettano con ansia la sua fine. Per questo, migliorare o modernizzare lo stato sociale, è una necessità innanzitutto per chi crede in esso. Per chi lo vuole salvare. A tal proposito, il centrosinistra sembra diviso tra riformisti e conservatori. L'ala riformista appare dispersa in mille sfumature e non capace di esprimere un progetto chiaro di riforme. Sembra che il cuore del riformismo italiano sia quello di svendere pezzi di stato a favore dei privati nella speranza che il sistema Italia divenga più competitivo. E se vendere pezzi di stato è il progetto dei riformisti, allora non si capisce che differenza vi sia fra loro e i neo liberisti che si annidano a destra. La sinistra radicale, invece, viene dipinta come contraria a ogni riforma dello stato sociale a prescindere. Il punto è che, come nel caso delle pensioni, fino a quando si potrà nascondere la testa sotto la sabbia e rifiutare di affrontare il problema?

Ed a chi gioverebbe un eventuale bancarotta, ai diritti dei pensionati o a chi vorrebbe le pensioni in mano a società finanziarie private? Per questo, sia i riformisti che i conservatori, sia chi vuole svendere lo stato, sia chi fa le barricate per difenderlo, favorisce in realtà il vento neoliberista che attraversa l'Atlantico con crescente insistenza. Favorisce cioè chi in nome di una falsa libertà, è pronto a sacrificare equità e giustizia sociale. E chi in nome di chimere egoistiche cavalca l'onda dell'individualismo.

 

Perché il vento insidioso che soffia da ovest non si contrasta assecondandolo o opponendogli vaghe questioni di principio. Ma reagendo coi fatti, dimostrando che è possibile migliorare lo stato sociale e renderlo compatibile sia con lo sviluppo economico sia con le libertà individuali. E che lo stato sociale può e deve ancora essere il perno di una società che fonda nei diritti e nelle responsabilità sociali le sue radici più profonde. Un obiettivo a cui la politica può ambire uscendo dalle logiche partitiche ed affidandosi a idee, strategie e sperimentazione. Alla causa dello stato sociale servono cervelli capaci di pensare a soluzioni alternative, e ci vuole una politica capace di cogliere tali idee, metterle alla prova e trasformarle in progetti concreti. Se il centrosinistra vuole cogliere tale sfida deve superare divisioni anacronistiche e portare il confronto politico ad un altro livello. Chiarendo che nessuno mette in discussione i principi di fondo dello stato sociale, nessuno vuole intaccare i diritti dei malati, dei lavoratori o dei pensionati. E che la sfida è garantire tali diritti con un sistema finanziariamente sostenibile e compatibile con le peculiarità della società moderna. E questo prima che la globalizzazione politica faccia il suo corso.

COMMENTA QUESTO ARTICOLo nel blog di centomovimenti.com

tommaso
Tommaso Merlo

Google
Web www.centomovimenti.com
CLICCA QUI PER TORNARE ALLA PRIMA PAGINA

ALTRE NOTIZIE

 

MANDA QUESTO ARTICOLO AD UN AMICO
Inserisci l'indirizzo del destinatario e clicca "invia"