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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 19 GENNAIO 2007
Aldo Scardella, chi è?
Sara Dellabella

“Aldo Scardella chi?” se lo chiederanno in molti, ed in pochi se lo ricorderanno. Sicuramente in Sardegna la memoria è più viva, anche grazie ad uno spettacolo teatrale che racconta la sua storia. “Una storia di Mala Justitia”.
I fatti sono questi. Era il 23 dicembre 1985, a Cagliari nel corso di una rapina ad un supermarket, rimase ucciso il suo titolare, Giovanni Battista Pinna. Appena una settimana più tardi, venne condotto in carcere con l’accusa di omicidio uno studente 24enne, Aldo Scardella. L’ordinanza di custodia venne confermata in base a poche e vacillanti prove. Nessun colloquio con il suo difensore e pochi incontri anche con la famiglia.

Aldo venne tenuto per circa sette mesi in un regime di carcere duro, di isolamento, senza nessuna possibilità di contatto umano. Aldo da sempre dichiaratosi innocente, il 2 Luglio 1986 viene trovato impiccato nella sua cella, nel carcere Buoncammino di Cagliari. L’autopsia condotta sul corpo del detenuto riscontrò la presenza di metadone, nonostante le cartelle cliniche del carcere non prescrivessero per lui alcuna terapia, dato questo confermato in più occasioni dai suoi familiari che vennero a sapere del decesso del loro congiunto dalla TV.

 

Nel 1996 nuove indagini sull’omicidio per il quale era stato indagato Scardella, portarono alla condanna, nel 2002, di Walter Camba e Adriano Peddio, dichiarando Aldo totalmente estraneo ai fatti. Alcune settimane fa, la famiglia Scardella ancora impegnata a riscattare l’onestà del loro congiunto, così tragicamente scomparso, ha richiesto al Ministro Pisapia un’assunzione di responsabilità, e le scuse ufficiali dello Stato. Un’inchiesta che avrebbe dovuto far luce del perché vennero commesse tante leggerezze, del perché fu condotto in carcere Aldo, perché gli fu riservato un trattamento tanto crudele e disumano ed ancora di far chiarezza riguardo le inesattezze della cartella clinica presubilmente falsificata per giustificare in qualche modo quel gesto così disperato. C’è da dire che in parecchi dubitano che Aldo abbia compiuto quel gesto per sua propria mano, ma al di là di questo, ciò che resta venendo a contatto con questa vicenda è un forte senso di smarrimento. Credere nella Giustizia è come credere a qualcosa di perfetto, a qualcosa di geometrico ed infallibile, come una scienza matematica che non conosce eccezione. La vicenda di Aldo Scardella, trasforma la quadratura del cerchio in una struttura tremante, in qualcosa di poco spiegabile, dalla quale è anche difficile trarre un insegnamento.

Forse l’unica cosa che si può sperare è che questa debba rimanere un’unica eccezione, perché Aldo, qualcosa alla fine dovrà pure avercela lasciata, oltre a questo amaro in bocca.

L’intervista al fratello di Aldo Scardella su:
http://www.rivistaonline.com/Rivista/ArticoliPrimoPiano.aspx?id=3180

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