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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 20 GENNAIO 2006
Iustitia Omnibus
gabriele vecchione

Altro che, come propone il sottosegretario all’Economia Paolo Cento, “amnistia per gli esiliati”. Piuttosto giustizia per i latitanti. Ma soprattutto per le vittime e i loro parenti di quegli anni odio, di quelle “battaglie per la libertà” condotte con la P–38. Non si volta pagina con l’impunità per dei condannati rifugiati all’estero per non scontare la pena. E’ bene che siano assicurati alla giustizia tutti quei “professorini” che predicavano l’eversione, istigavano all’odio, drogavano i giovani ed intanto commettevano omicidi, attentati e rapine.

Potrà rientrare in Italia da uomo libero Oreste Scalzone, fondatore di Potere Operaio, arrestato nel 1979 per banda armata e insurrezione contro i poteri dello Stato e fuggito, da condannato a 16 anni anche per una partecipazione ad una rapina, in Francia durante una scarcerazione provvisoria per motivi di salute. Ha già annunciato che “la guerra non è finita” perché “i prigionieri non sono tornati a casa”.

Chi sono questi prigionieri (se di guerra si sia trattato: i terroristi hanno dichiarato guerra allo Stato, lo Stato ha, con le armi del diritto, represso il fenomeno)?

I condannati per terrorismo latitanti all’estero, ad oggi, risultano 116, di cui 102 della vecchia sinistra extra – parlamentare.

Cattivi maestri che hanno in allergia la legalità, che hanno dato vita o preso parte a folli gruppi criminali. Brigate Rosse, Prima Linea, Proletari Armati per il Comunismo, Potere Operaio e non solo.

I nomi sono molteplici: Giovanni Vegliacasa, Enrico Villimburgo, Roberta Cappelli, Giovanni Alimonti, Maurizio di Marzio, Enzo Calvitti, Marina Petrella, Vincenzo Spanò, Massimo Carfora, Walter Grecchi, Guido Minnone, Gino Giunti, Simonella Giorgieri, Andrea Morelli, Sergio Tornaghi.

E poi Alvaro Loiacono, condannato all’ergastolo per il sequestro e l’omicidio di Aldo Moro e quello di un giovane di destra, Mikis Mantakas. Latitante in Svizzera.

Giorgio Pietrostefani, responsabile del servizio d’ordine di Lotta Continua, condannato a 22 anni per essere stato l’esecutore materiale dell’omicidio del commissario Calabresi. Latitante in Francia.

Cesare Battisti, condannato all’ergastolo per 4 omicidi. Di due fu l’esecutore materiale (si trattò di uomini che avevano violato la “giustizia proletaria”), nel terzo fece da copertura, del quarto fu mandante e organizzatore. Latitante ampiamente protetto, accolto come un eroe da politici e opinione pubblica in un paese, la Francia, che evidentemente ha una concezione dell’ospitalità e l’asilo politico che da noi si chiama impunità.

 

Achille Lollo, Manlio Grillo, Marino Clavo, ex di Potere Operaio, autori del rogo di Primavalle nel quale persero la vita due figli (22 e 8 anni) di un segretario di una sezione del Msi. Grillo è latitante in Nicaragua; Lollo è stato latitante in sud America ed il suo reato è andato prescritto; Clavo è irrintracciabile dal giorno dell’orrendo delitto. Quello Scalzone a cui Francesco Caruso ha dato il “bentornato” li ha aiutati a fuggire. Non hanno scontato un giorno di galera.
Alessio Casimirri, ex brigatista rosso, fece parte del commando che rapì Moro. E’ latitante in Nicaragua, dove una sentenza della Corte Suprema gli ha concesso la cittadinanza senza prendere in questione la richiesta di estradizione del governo italiano.

Guglielmo Guglielmi, ex capo dell’Unità Comunisti Combattenti, condannato per terrorismo. Latitante in Nicaragua.
E’ necessario che il ministro della Giustizia si attivi per riportarli in Italia e sottoporli alla nostra legge. Perlomeno come atto di rispetto per i cittadini caduti sotto il piombo del terrorismo, per evitare l’ingiustizia, come ha scritto Francesco Merlo su “La Repubblica”, “di un paese in cui le vittime del terrorismo e i loro familiari siano dimenticati mentre ai rivoluzionari, assassini, omicidi, cattivi maestri e gregari sono riservati seminari, gruppi di studio, lauree, posti di lavoro statale, segreterie d’aule parlamentari”.

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un dovere civile
Gabriele Vecchione

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