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Chissà
se e quanto avrà contribuito l’astro, in
questi ultimi giorni forse un po’ meno
fulgido, di Ségolène Royal, nella corsa
in atto nella sinistra italiana,
sedicente riformista, a posizionarsi
all’ombra del craxismo a sette anni
dalla morte da latitante dell’uomo che
dopo averlo “modernizzato” fino a
degenerarlo è riuscito ad annientare il
socialismo italiano?
Sì perché il primo dato inconfutabile è
lo stato miserevole della “galassia”
socialista in Italia che fa capo in
estrema sintesi ai figli litigiosi
nonché, sia detto con tutto il rispetto,
politicamente impresentabili in
qualsiasi democrazia matura, quindi non
da noi, e si segnala per risse senza
fine a colpi di invettive e carte da
bollo (per ristabilire la legalità come
è avvenuto in Calabria!) tra i
“socialisti” forzaitalioti del Nuovo PSI
al seguito di Stefania ed I Socialisti
di Bobo, inevitabilmente approdati
nell’Unione.
Tutti i discendenti della diaspora
socialista, “sopravissuti” of corse alla
shoah della rivoluzione, rectius, “golpe
giudiziario”, di Mani Pulite, perpetrato
dalle note “toghe rosse”, in concerto
con ancora non meglio identificate
potenze straniere e con i consueti
“poteri forti” (quelli che si sono
accaniti anche con Berlusconi, Fiorani,
Ricucci, Consorte ecc) per sterminare il
PSI di Bettino Craxi e la DC di
Andreotti e Forlani, sommati,
totalizzano il 3,6% nelle percentuali di
voto degli italiani.
E la mappa della diaspora comprende tre
distinte formazioni politiche: lo SDI di
Boselli che alle ultime elezioni insieme
ai Radicali si è presentato come Rosa
nel pugno in una fusione non
propriamente felice; il Nuovo PSI
berlusconiano di Stefania alimentato
dalla “nuova linfa” dei democristiani di
Rotondi, fratelli nel martirio
giustizialista; i Socialisti di Bobo ora
al Governo.
I servizi televisivi sulle celebrazioni
per il settimo anniversario della morte
ricordato già con due manifestazioni
ufficiali alla Camera e a Palazzo
Sanmacuto, si sono sovrapposti
fittissimi e tutti adeguatamente
celebrativi.
Non è stato da meno il TG3, la voce “dei
comunisti” e del “Regimen” di Forattini
che dando ampia copertura alla strada
intitolata allo “statista” ad Hammamet,
il dettaglio che fosse anche un
latitante è stato accuratamente rimosso
dal servizio, ha parlato di “mal di
pancia” della sinistra “ostaggio
dell’ala radicale”.
La parola naturalmente a Stefania che si
è limitata a sibilare “Fanno bene i DS a
non esserci, si vergognano”, mentre il
sottosegretario Bobo ha dichiarato che
la malattia ha avuto un decorso troppo
veloce che ha vanificato
l’interessamento di Ciampi in vista
della grazia; lo zoom finale
sull’epitaffio “La mia libertà è la mia
vita”.
In
occasione dell’anniversario, dalle
pagine del Giornale l’editorialista,
parlamentare e indimenticabile
presidente della commissione Mitrokin
Paolo Guzzanti ha commentato: “Oggi
vince nella sinistra italiana un mix di
furbizia, marketing, bugia, incapacità
di fare le riforme. E si attaccano
all’ombra di Craxi pensando di potersi
far trasportare e mascherarsi. E’ uno
spettacolo indecente, grottesco, sudicio
e privo di coraggio. Chi partecipa a
questo banchetto è un piccolo cannibale
e merita soltanto disprezzo”.
Possibile che la sinistra italiana si
sia ridotta in uno stato talmente
miserevole che persino un personaggio
della levatura di Guzzanti, il dante
causa di Scaramella, è in grado di
stigmatizzarla e deriderla?
Se al “banchetto” partecipassero, come
sarebbe logico e naturale in un paese
che avesse fatto i conti con il suo
passato e non avesse smarrito la
bussola, i nostalgici e i sopravvissuti
alla diaspora, il banchetto si
trasformerebbe in una legittima
rimpatriata tra reduci craxiani che
rappresentano in tutte le loro
componenti, di governo e di opposizione,
una percentuale inferiore a quelle
fissate da qualsiasi sbarramento in
qualsiasi sistema proporzionale.
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