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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 23 GENNAIO 2007
Il fardello craxiano
Daniela Gaudenzi

Chissà se e quanto avrà contribuito l’astro, in questi ultimi giorni forse un po’ meno fulgido, di Ségolène Royal, nella corsa in atto nella sinistra italiana, sedicente riformista, a posizionarsi all’ombra del craxismo a sette anni dalla morte da latitante dell’uomo che dopo averlo “modernizzato” fino a degenerarlo è riuscito ad annientare il socialismo italiano?
Sì perché il primo dato inconfutabile è lo stato miserevole della “galassia” socialista in Italia che fa capo in estrema sintesi ai figli litigiosi nonché, sia detto con tutto il rispetto, politicamente impresentabili in qualsiasi democrazia matura, quindi non da noi, e si segnala per risse senza fine a colpi di invettive e carte da bollo (per ristabilire la legalità come è avvenuto in Calabria!) tra i “socialisti” forzaitalioti del Nuovo PSI al seguito di Stefania ed I Socialisti di Bobo, inevitabilmente approdati nell’Unione.

 

Tutti i discendenti della diaspora socialista, “sopravissuti” of corse alla shoah della rivoluzione, rectius, “golpe giudiziario”, di Mani Pulite, perpetrato dalle note “toghe rosse”, in concerto con ancora non meglio identificate potenze straniere e con i consueti “poteri forti” (quelli che si sono accaniti anche con Berlusconi, Fiorani, Ricucci, Consorte ecc) per sterminare il PSI di Bettino Craxi e la DC di Andreotti e Forlani, sommati, totalizzano il 3,6% nelle percentuali di voto degli italiani.

E la mappa della diaspora comprende tre distinte formazioni politiche: lo SDI di Boselli che alle ultime elezioni insieme ai Radicali si è presentato come Rosa nel pugno in una fusione non propriamente felice; il Nuovo PSI berlusconiano di Stefania alimentato dalla “nuova linfa” dei democristiani di Rotondi, fratelli nel martirio giustizialista; i Socialisti di Bobo ora al Governo.

I servizi televisivi sulle celebrazioni per il settimo anniversario della morte ricordato già con due manifestazioni ufficiali alla Camera e a Palazzo Sanmacuto, si sono sovrapposti fittissimi e tutti adeguatamente celebrativi.
Non è stato da meno il TG3, la voce “dei comunisti” e del “Regimen” di Forattini che dando ampia copertura alla strada intitolata allo “statista” ad Hammamet, il dettaglio che fosse anche un latitante è stato accuratamente rimosso dal servizio, ha parlato di “mal di pancia” della sinistra “ostaggio dell’ala radicale”.
La parola naturalmente a Stefania che si è limitata a sibilare “Fanno bene i DS a non esserci, si vergognano”, mentre il sottosegretario Bobo ha dichiarato che la malattia ha avuto un decorso troppo veloce che ha vanificato l’interessamento di Ciampi in vista della grazia; lo zoom finale sull’epitaffio “La mia libertà è la mia vita”.

In occasione dell’anniversario, dalle pagine del Giornale l’editorialista, parlamentare e indimenticabile presidente della commissione Mitrokin Paolo Guzzanti ha commentato: “Oggi vince nella sinistra italiana un mix di furbizia, marketing, bugia, incapacità di fare le riforme. E si attaccano all’ombra di Craxi pensando di potersi far trasportare e mascherarsi. E’ uno spettacolo indecente, grottesco, sudicio e privo di coraggio. Chi partecipa a questo banchetto è un piccolo cannibale e merita soltanto disprezzo”.

Possibile che la sinistra italiana si sia ridotta in uno stato talmente miserevole che persino un personaggio della levatura di Guzzanti, il dante causa di Scaramella, è in grado di stigmatizzarla e deriderla?

Se al “banchetto” partecipassero, come sarebbe logico e naturale in un paese che avesse fatto i conti con il suo passato e non avesse smarrito la bussola, i nostalgici e i sopravvissuti alla diaspora, il banchetto si trasformerebbe in una legittima rimpatriata tra reduci craxiani che rappresentano in tutte le loro componenti, di governo e di opposizione, una percentuale inferiore a quelle fissate da qualsiasi sbarramento in qualsiasi sistema proporzionale.

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