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“Non
sono un fondamentalista
dell’indipendenza”
Lei sembra approvare, su le altre,
una cosa in particolare di questo
governo: la politica estera. Anche alla
luce degli ultimi eventi come
l’allargamento della base USA a Vicenza
e la questione Afghanistan?
Sono d’accordo soprattutto
nell’impostazione generale. Io credo in
un mondo multipolare, in una Europa ed
una Italia che debbano avere un rapporto
maturo con gli Stati Uniti.
Sono d’accordo con la partecipazione
dell’Italia alla forza di pace in
Libano, ho votato a favore del ritiro
delle truppe dall’Iraq. Adesso però, non
condivido la decisione di un
allargamento della base militare
americana a Vicenza. Se questo fatto
verrà proposto in Parlamento io,
chiaramente, voterò contro. Trovo che
sia una cosa inopportuna, e non solo dal
punto di vista dei cittadini di Vicenza.
Riguardo la questione dell’Afghanistan,
vorrei solo dire che non voglio passare
per un ingenuo: cosa sono andati a fare
gli USA in quel Paese? A cercare Bin
Laden? L’hanno trovato? Hanno trovato le
armi chimiche in Iraq? Sicuramente i
motivi dell’interventismo sono altri… E
io non credo che l’Italia debba
appoggiare qualunque iniziativa
militare. Per esempio la Germania e la
Francia, nella questione Iraq, hanno
dimostrato che si può avere un'altra
posizione.
Non è
che questa sua posizione dipenda anche
un po’ dalla formazione “sudamericana”
che, in qualche modo, lei ha acquisito,
obtorto collo, dal momento che vive in
quelle aree dove gli americani del nord
non sono molto simpatici? Allora voterà
no con l’opposizione?
Ho questa impronta, non lo nego. La
penso in questo modo quindi, pur essendo
d’accordo nella impostazione generale
della nostra politica estera, in questa
cosa non mi trovo consenziente.
Con il centrodestra. Berlusconi lo ha
ribadito che FI voterà a favore. E’
coerente con la politica estera del
precedente governo.
L’errore, credo, sia ridurre tutto all’
essere o non essere filoamericano. Un
paese come l’Italia, deve avere un
rapporto equilibrato con gli USA, deve
fare una politica estera in linea con i
propri principi e interessi.
In America latina, sarebbe
impensabile una proposta di questo tipo?
Nel momento storico e politico attuale,
penso proprio di sì. Sarebbe impensabile
in Argentina, come in Bolivia, in
Brasile, Venezuela, difficile in Cile e
Uruguay.
In questo momento, in alcuni paesi
latinoamericani, come per esempio l’
Argentina, si segue una politica diversa
per quanto riguarda il rapporto con gli
USA.
Politica che, a parer mio, definirei
giusta senza timore di essere
necessariamente bollata come anti
nord-americana. Credo, nella costruzione
di un mondo multipolare, equilibrato con
impostazione su base democratica.
Lei è indipendente in questa
coalizione di maggioranza, lo è al 100%
oppure potrebbe dare qualche segno di
“insofferenza” prima o poi per fatti che
potrebbero, col tempo, verificarsi?
Guardi, io sono rappresentante di un
movimento indipendente, l’AISA,
“Associazioni Italiane in Sud America”,
che rappresenta migliaia di italiani. E’
una struttura presente e forte in tutta
l’Argentina e negli altri paesi
latinoamericani, e che ha prevalso su
tutti i partiti politici alle ultime
elezioni. Premesso ciò, posso affermare
che non mi ritengo un fondamentalista
dell’indipendenza. Sono convinto che
ogni congiuntura politica prospetti una
realtà diversa. Noi, come AISA, come
movimento indipendente, dobbiamo anche
essere attenti alla realtà.
Non possiamo né dobbiamo crearci una
realtà solo per noi. La politica è
dettata dagli sviluppi, è fatta anche di
alleanze dall’evolversi delle condizioni
che possono fisiologicamente modificarsi
nel corso degli anni.
Quando ha votato contro la coalizione
di maggioranza?
Ho votato contro il primo passaggio
della finanziaria alla Camera, quando
era ancora praticamente priva di
sostanziali interventi per gli italiani
all’estero, e continuo ad essere critico
riguardo il piano di aggiustamento
strutturale dell’economia, proposto da
Padoa Schioppa.
Ho votato contro perché sono convinto
che con più tasse e meno spese sociali
non si rilanci l’economia del paese.
Non ho votato l’indulto e ho votato a
favore di alcuni emendamenti proposti
dai banchi del centrodestra, che mi sono
sembrati validi: oggi stesso, posso
dire, di aver appoggiato in aula, due o
tre punti di matrice d’opposizione.
Ho condiviso, per esempio, la proposta
di Forza Italia per la riduzione dei
costi della politica. Devo, però,
sottolineare che l’Aisa ha sempre votato
la fiducia al governo Prodi, perché
questo era l’impegno preso con i nostri
elettori: non venire in Italia, da
parlamentari, per far cadere un governo
e, in questa nostra prima legislatura,
rispettare la scelta fatta dagli
italiani residenti.
Il suo elettorato condivide questo
suo modo di proporsi in Parlamento? C’è
qualche scontento?
Se la gente ci ha votato, ciò significa
che ha mostrato di gradire la nostra
impostazione. Abbiamo ottenuto oltre
100.000 (102.780) voti alla Camera e
quasi 85.000 (84.507) al Senato,
vincendo praticamente in quasi tutti i
Paesi del Sud America.
Per essere stata la prima elezione di
italiani all’estero, devo ammettere che
il risultato ottenuto è ottimo, in
termini di consenso.
Cercherò, né più e né meno, di essere
coerente con quanto promesso in campagna
elettorale.
Qualcuno della maggioranza si è
lamentato di questa sua autonomia?
No, ma nessuno ha titolo per farlo. Sono
arrivato in parlamento senza l’aiuto di
nessun partito politico: quindi chi
potrebbe mai dirmi qualcosa.
Io sono un indipendente con un forte e
convinto radicamento nell’
associazionismo di base.
Cosa le sta a cuore su tutto?
Due cose su tutte, delle quali ho
parlato con i miei colleghi, per
chiedere loro conforto ed appoggio.
Innanzitutto, la necessità dei 18 di
focalizzare l’ attenzione su due o tre
cose esenziali e risolverle, per il bene
degli italiani all’estero. Sinergia
oltre ed al di sopra delle ideologie,
svincolata dalle logiche partitiche.
Dobbiamo metterci d’accordo ed andare
avanti procedendo uniti. Dobbiamo dare
un segnale a tutti gli italiani nel
mondo e lavorare affinché ogni
impedimento tra noi venga superato.
La seconda questione che mi sta a cuore
è quella dell’assegno sociale. Ci sono
ancora tanti italiani emigrati, nati in
Italia, che hanno più di 65-70 anni che
non riescono ad avere neanche 100 euro
al mese di pensione, in America Latina.
Non possono comprare medicine per
curarsi, non possono pagare un affitto.
Non so veramente come facciano a
cavarsela. Ne incontro tanti nel mio
ufficio di Buenos Aires, parlo con loro,
li ascolto e ne rilevo il profondo
disagio.
L’assegno sociale sarebbe la soluzione,
il riconoscimento di un diritto, non una
questione di solidarietà o di mero
assistenzialismo.
Farò di tutto affinché questa
discussione vada avanti, e credo che
soprattutto il CGIE dovrebbe fare
pressione su tutti noi e, quindi,
sull’agenda di governo.
Sui Pacs come voterà?
Sono d’accordo nel riconoscere dei
diritti alle coppie di fatto.
Ma poiché i Pacs non erano una delle
priorità, nel programma dell’Aisa, sento
il bisogno che si apra una discussione,
un confronto con i dirigenti dell’Aisa e
con i cittadini italosudamericani, oltre
che valutare la questione secondo la mia
coscienza e i miei principi.
Rai International. Lei ha partecipato
alla riunione di lavoro ultima con
Danieli e Badaloni e tutti i suoi
colleghi eletti all’estero. Si sente
soddisfatto del programma?
Il programma, per il momento, è sulla
carta. E’ un progetto. Ho fatto presente
anche al Vice Ministro Danieli di essere
stato favorevolmente impressionato
soprattutto dal nuovo Direttore Generale
di Rai International. Per riprendere una
felice espressione dell’on. Fedi, sono
entusiasta dell’entusiasmo che ha questo
Direttore.
In realtà, ci sono tutti i presupposti
per una ottima realizzazione del
servizio, che è affidato ad una
altrettanto ottima scelta dello staff.
Sino ad ora, gli spettatori italiani in
Sudamerica, hanno lamentato la mancanza
di un servizio di informazione valido,
corrispondente alle loro necessità.
Le acute osservazioni del Direttore
Badaloni, che hanno fotografato la
situazione precedente, sono una buona
base di partenza per il miglioramento di
questo servizio e mi fanno ben sperare
per il futuro.
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