Il Vice Ministro Danieli, in otto mesi, di
legislatura, non mi ha mai chiamato né
invitato ad alcun incontro.
Lei si
è sempre lamentato della cattiva
informazione di Rai International per gli
italiani in America, oggi, però,sembra che
le cose cambieranno in meglio con la
gestione Badaloni.
Fino a
questo momento, in 8 mesi di governo di
centrosinistra, girando per la mia
circoscrizione elettorale, non faccio che
sentire lamentele da parte dei miei
elettori.
I miei
connazionali all’estero non conoscono nulla
di quanto stiamo facendo in Italia in
Parlamento. Questo è grave perché una tale
disinformazione, una tale mancanza di
informazione da un organo istituzionale
quale Rai International, non si può
concepire.
Il otto
mesi di legislatura non ho mai visto che
qualche parlamentare eletto all’estero sia
stato invitato a qualche trasmissione
attraverso la quale rivolgersi ai propri
connazionali e parlare loro dei problemi che
hanno a cuore. Invece, questo oscuramento fa
credere loro che noi non facciamo proprio un
bel niente.
Per
quanto ci riguarda, non possiamo certo
andare a bussare le porte per informare
sulle nostre attività ed i nostri progetti.
Abbiamo
bisogno di visibilità, questo è il punto. E’
in atto una vera e propria campagna
denigratoria nei confronti dei parlamentari
eletti all’estero, un oscuramento mediatico.
Questi sono fatti, non strumentalizzazione
politica.
Nessun
collega eletto all’estero è stato mai
invitato da Rai International se si esclude
qualche intervista sporadica che non fa
testo.
Molti
degli eletti all’estero, probabilmente,
hanno difficoltà quasi a parlare in
italiano. La gente non lo sa, perché non li
ha mai sentiti parlare in televisione. Il
problema dell’informazione è molto grave.
Il
direttore Generale Badaloni, alla riunione
di lavoro che si è tenuta con il Vice
Ministro Danieli e tutti voi, a proposito
lei era assente, ha tenuto a precisare
questo: Rai International è in “lavori in
corso”. Il disastro trovato era di
proporzioni epocali, non crede che occorra
un po’ di tempo?
Per
intervistare un parlamentare in qualche
trasmissione, non occorre riformare tutta la
Rai, siamo seri.
Da Bruno
Vespa, ogni sera, sono a decine i
parlamentari invitati, non mi dica che
bisogna necessariamente risanare Rai
International per invitare qualche
rappresentante degli italiani all’estero.
Questa è una scusa.
La verità
è che, con il Vice Ministro Danieli ci sono
delle difficoltà di comunicazione
soprattutto nei miei confronti ma, in
generale, con tutti i parlamentari
dell’opposizione, ecco perché, per esempio,
non ero presente ai lavori. In otto mesi,
non ho mai avuto un invito da parte sua per
un incontro, per poterci confrontare e
parlare delle cose e dei programmi che ci
coinvolgono, immagini un po’.
L’ho
visto numerose volte negli States in visita
ufficiale, ovviamente sempre accompagnato
dal Senatore Turano che, altrettanto
ovviamente, è della stessa sua corrente
politica.
A questo
punto, mi chiedo legittimamente. Abbiamo un
Vice Ministro per tutti gli italiani
all’estero oppure questo Vice Ministro è
semplicemente e solo al servizio del suo
partito politico?
Danieli
con Turano a Chicago, New York, in occasioni
di manifestazioni ed altro, mai che avessi
ricevuto un invito in qualità di
parlamentare eletto in Nord America, anche
se dell’opposizione.
Ma questo
governo si rende conto di essere stato
eletto con la metà dei consensi degli
italiani? Se il governo non capisce questo,
significa che non ha preso coscienza che
l’altra metà del paese deve essere
rappresentata comunque. Seguendo questo
andazzo, Danieli commette un grave errore
perché non rappresenta tutti gli italiani ma
solo quelli della sua parte politica.
Lei
dice che Danieli è di parte?
Ripeto,
io rispetto la persona Danieli, i miei non
sono attacchi personali. L’altro
sottosegretario agli esteri Bobo Craxi,
parlò male degli eletti all’estero dicendo
che non contano nulla. Per quella
affermazione presentai una interrogazione
alla quale si sono guardati bene di
rispondere. Ecco questa è la situazione. Il
difetto di Danieli, persona peraltro molto
attiva, è quello di ignorare il 50 per cento
di italiani di centrodestra. Non hanno anche
loro il diritto a che i propri
rappresentanti abbiano la visibilità
mediatica che meritano? Oppure no?
Lamento
la mancata considerazione che noi
parlamentari eletti all’estero meritiamo da
parte di questo governo. Non siamo in grado
di fare il nostro lavoro in queste
condizioni. Senza contare le difficoltà
oggettive alle quali siamo esposti
considerando le enormi distanze da coprire
ed i lunghissimi periodi lontano dalle
nostre famiglie.
Esigiamo
più rispetto e considerazione. Denuncio
delle vere e proprie discriminazioni nei
nostri confronti.
Ha
tastato il polso dei suoi elettori?
Sono
molto scontenti. Non sono assolutamente
soddisfatti come, d’altronde, non lo sono io
personalmente.
Il guaio
è che non esiste più un ministero degli
italiani nel mondo, questo avrebbe agevolato
di molto l’azione del governo con un più
agevole uso del decreto.
Prendiamo, per esempio, la legge sulla
acquisizione della cittadinanza italiana per
gli italiani all’estero che l’hanno persa.
Basterebbe un decreto del governo per porre
fine a questa ingiustizia ed invece no.
Abbiamo proposto un disegno di legge che,
dopo otto mesi, è fermo in Commissione
Istituzionale seguito da altre proposte di
legge presentate dai colleghi della
maggioranza eletti all’estero.
Con mia
grande sorpresa ho visto anteporre a quel
progetto, un’altra proposta, la legge n. 24
che, secondo me, non ha nulla a che vedere
con il riacquisto della cittadinanza
italiana per gli italiani all’estero che
l’hanno persa, ma ha a che fare col diritto
di acquisto della cittadinanza da parte
degli extracomunitari in Italia.
Questa
anteposizione, secondo il mio modo di
vedere, non è casuale. In realtà,
anteponendo la legge n. 24 al progetto di
cittadinanza per gli italiani all’estero, è
quasi volersi fare dipendere la seconda
dall’approvazione della prima.
Chi
potrebbe trovare giusto anteporre la
cittadinanza agli extracomunitari prima del
riacquisto da parte dei nostri concittadini
italiani all’estero?
Questa è
una prova, qualora ce ne fosse stato
bisogno, che questo governo ha a cuore i
temi degli extracomunitari, degli stranieri
e non ha a cuore, alla stessa stregua, i
temi degli italiani.
Cosa dire
dell’aumento del costo del passaporto? Il
più caro del mondo. E’ passato da 57 a 107
euro con una marca da bollo annuale
obbligatoria di 50 euro. Per chi vive
all’estero ed ha una famiglia composta da
5-6 persone, si tratta di una tassa molto
gravosa.
C’è poco
da essere soddisfatti non crede?
Allo
stesso modo ci lascia insoddisfatti, noi
parlamentari eletti all’estero, non avere
alcuna visibilità ed essere continuamente
sottovalutati come deputati e senatori di
serie “B”.
E della
cancellazione dello sconto sulla prima casa?
Le pare bello che nonostante la Costituzione
sancisca l’uguaglianza dei cittadini
italiani ovunque risiedano, quelli in Italia
godono dello sconto sulla prima casa con
l’ICI, la bolletta dell’Enel ecc. e per gli
italiani all’estero invece gli sconti non
valgano?
Non si
può essere neanche un po’ soddisfatti di
questo modo di governare. Una maggiore
attenzione per i connazionali credo sia un
fatto dovuto.
Politica estera, sarete chiamati ad
intervenire su questioni molto importanti
come l’Afganistan e la base USA a Vicenza,
Berlusconi dice di votare con la maggioranza
Seguirò
la linea del buon senso che poi è anche la
linea di Berlusconi. Perché la linea del
buon senso? Perché non è lecito, con il
cambio del governo, cambiare linee e
posizioni internazionali assunte con una
risoluzione ONU.
Sconfesseremmo il nostro prestigio
internazionale se non rispettassimo tale
risoluzione, sarebbe una violazione palese
degli impegni presi. Non possiamo assumere
delle posizioni estremiste ed oltranziste
con la caccia alle streghe, con la caccia
agli americani: chiudere le basi, diventare
antiamericani.
Non si
può pretendere di convincere un popolo amico
dell’America a diventare antiamericano.
Su questo
non transigo e quindi continuerò a votare
con il buon senso che mi caratterizza che,
in questo caso, corrisponde con quello di
Forza Italia.
Ciò vale
anche per l’allargamento della base militare
USA a Vicenza.