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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 1 GIUGNO 2007
Ambiente. Guida del Lazio
Sara Dellabella

Ce n'è per tutti i gusti non c'è che dire. In un piccolo viaggio immaginario tra le politiche e le strategie energetiche della nostra regione vengono fuori le infinite contraddizioni di casa nostra. Partendo da nord con un buona notizia che arriva da Montalto di Castro (VT) dove l'Enel ha annunciato la costruzione del primo impianto fotovoltaico d'Italia dell'estensione di 10 ettari. Ma il grido di esultanza si spegne velocemente, perché a distanza di 50 Km, la vecchia centrale di Civitavecchia sta subendo l'inesorabile conversione verso il carbone. Nonostante le proteste dei comitati "No Coke", la stessa Enel va avanti, rassicurando tutti che si tratterà di carbone pulito, mentre dal Wwf fanno sapere che l'unico carbone pulito lo porta la Befana!

Così mentre le campagne pubblicitarie dell'Enel vanno tutte a favore delle energie pulite, la società italiana nel 2006 si è confermata come il maggiore emettitore di CO2 in Italia, e in cantiere oltre alla centrale di Civitavecchia ha in progetto la costruzione/conversione di altre 7 centrali a carbone, alle quali vanno aggiunte 7 delle 11 presenti sul nostro territorio che sono già in funzione.

 

"Puoi scegliere un'energia prodotta con la tecnologia a ciclo combinato a gas naturale che riduce le emissioni di oltre il 40% rispetto agli impianti a olio combustibile e carbone". Non è la risposta di qualche politico ambientalista, ma la frase dello spot pubblicitario della Sorgenia, società, di Carlo De Bendetti, leader in campo energetico che ha in progetto la costruzione della centrale turbogas di Aprilia. L'iter per l'approvazione della centrale risale al 2001, peccato che la planimetria dell'area interessata risale al 1974, e a nessuno sia venuto in mente di rivedere le carte. Senza giudicare che a pochi passi dalla zona dove presubilmente sorgerà la turbogas vi sia un campo di girasoli interessato per la produzione di olio di colza, biomassa introdotta in percentuali ancora basse nella benzina della nostra auto. Ma volendo nella stessa area si potrebbe tracciare un vero e proprio triangolo dell'orrore. Pochi chilometri a sud sorgono la centrale nucleare di Borgo Sabotino e la tetra convivenza con il poligono di Nettuno. Cosa c'entra questo? Negli ultimi anni si è registrato un aumento dei linfomi, presubilmente legati alla presenza di uranio impoverito. Ecco il nodo, le fusioni nucleari derivanti dalle centrali producono come materiale di scarto uranio impoverito, ma indagini ed interrogazioni regionali hanno messo sotto accusa le sperimentazioni del poligono, dove si registrano esercitazioni simili a quelle di Capo Teulada in Sardegna che hanno provocato un picco delle stesse patologie. Al momento attuale la soluzione prospettata è quella dello scarica barile tra i due vicini di casa.

Sempre a Nettuno sorge l'Eurosolar fiore all'occhiello dell'Eni che produce celle fotovoltaiche e pannelli solari per convertire direttamente la luce del sole in energia elettrica. Questa centrale nei primi anni '90 copriva il 4% del mercato mondiale, ma oggi la "produzione è quasi clandestina e diretta al mercato tedesco" confessano con vergogna a Greenpeace. Senza parlare del porto di Gaeta, dove vengono ospitati i sommergibili nucleari della US Navy, e non c'è nemmeno un piano di evacuazione per la cittadinanza in caso di incidente. Completano il quadro i rifiuti della Capitale, visto che la discarica di Malagrotta è giunta alla saturazione, e per ora l'unica soluzione l'hanno trovata i cittadini di Aprilia lasciando in segno di protesta il loro sacchetto di rifiuti davanti al Comune. Questa è la guida energetica del Lazio, poco compatibile, poco sostenibile e soprattutto poco credibile.

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