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Ce n'è per
tutti i gusti non c'è che dire. In un
piccolo viaggio immaginario tra le politiche
e le strategie energetiche della nostra
regione vengono fuori le infinite
contraddizioni di casa nostra. Partendo da
nord con un buona notizia che arriva da
Montalto di Castro (VT) dove l'Enel ha
annunciato la costruzione del primo impianto
fotovoltaico d'Italia dell'estensione di 10
ettari. Ma il grido di esultanza si spegne
velocemente, perché a distanza di 50 Km, la
vecchia centrale di Civitavecchia sta
subendo l'inesorabile conversione verso il
carbone. Nonostante le proteste dei comitati
"No Coke", la stessa Enel va avanti,
rassicurando tutti che si tratterà di
carbone pulito, mentre dal Wwf fanno sapere
che l'unico carbone pulito lo porta la
Befana!
Così mentre le campagne pubblicitarie dell'Enel
vanno tutte a favore delle energie pulite,
la società italiana nel 2006 si è confermata
come il maggiore emettitore di CO2 in
Italia, e in cantiere oltre alla centrale di
Civitavecchia ha in progetto la
costruzione/conversione di altre 7 centrali
a carbone, alle quali vanno aggiunte 7 delle
11 presenti sul nostro territorio che sono
già in funzione.
"Puoi
scegliere un'energia prodotta con la
tecnologia a ciclo combinato a gas naturale
che riduce le emissioni di oltre il 40%
rispetto agli impianti a olio combustibile e
carbone". Non è la risposta di qualche
politico ambientalista, ma la frase dello
spot pubblicitario della Sorgenia, società,
di Carlo De Bendetti, leader in campo
energetico che ha in progetto la costruzione
della centrale turbogas di Aprilia. L'iter
per l'approvazione della centrale risale al
2001, peccato che la planimetria dell'area
interessata risale al 1974, e a nessuno sia
venuto in mente di rivedere le carte. Senza
giudicare che a pochi passi dalla zona dove
presubilmente sorgerà la turbogas vi sia un
campo di girasoli interessato per la
produzione di olio di colza, biomassa
introdotta in percentuali ancora basse nella
benzina della nostra auto. Ma volendo nella
stessa area si potrebbe tracciare un vero e
proprio triangolo dell'orrore. Pochi
chilometri a sud sorgono la centrale
nucleare di Borgo Sabotino e la tetra
convivenza con il poligono di Nettuno. Cosa
c'entra questo? Negli ultimi anni si è
registrato un aumento dei linfomi,
presubilmente legati alla presenza di uranio
impoverito. Ecco il nodo, le fusioni
nucleari derivanti dalle centrali producono
come materiale di scarto uranio impoverito,
ma indagini ed interrogazioni regionali
hanno messo sotto accusa le sperimentazioni
del poligono, dove si registrano
esercitazioni simili a quelle di Capo
Teulada in Sardegna che hanno provocato un
picco delle stesse patologie. Al momento
attuale la soluzione prospettata è quella
dello scarica barile tra i due vicini di
casa.
Sempre a Nettuno sorge l'Eurosolar fiore
all'occhiello dell'Eni che produce celle
fotovoltaiche e pannelli solari per
convertire direttamente la luce del sole in
energia elettrica. Questa centrale nei primi
anni '90 copriva il 4% del mercato mondiale,
ma oggi la "produzione è quasi clandestina e
diretta al mercato tedesco" confessano con
vergogna a Greenpeace. Senza parlare del
porto di Gaeta, dove vengono ospitati i
sommergibili nucleari della US Navy, e non
c'è nemmeno un piano di evacuazione per la
cittadinanza in caso di incidente.
Completano il quadro i rifiuti della
Capitale, visto che la discarica di
Malagrotta è giunta alla saturazione, e per
ora l'unica soluzione l'hanno trovata i
cittadini di Aprilia lasciando in segno di
protesta il loro sacchetto di rifiuti
davanti al Comune. Questa è la guida
energetica del Lazio, poco compatibile, poco
sostenibile e soprattutto poco credibile.
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