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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 4 GIUGNO 2007
La morte della morale
gabriele vecchione

La democrazia presente non contenta più gli animi degli onesti.
Giuseppe Prezzolini, 1910

Non aveva ancora finito il presidente Napoletano di chiedere "moralità" e "rigore" alla politica, che il ministro della Giustizia (ama farsi, inspiegabilmente, chiamare così) andava a rendere omaggio a un latitante che la Giustizia l'ha sempre (nelle migliori delle ipotesi) denigrata o comunque fuggita. "Da semplice cittadino" – ha spiegato – Mastella è andato a lacrimare sulla tomba di Craxi ad Hammamet. Come quando "da tifoso" suonava sviolinate all' "amico" Moggi, difendeva il senatore Fuda (l'autore di un codicillo che tra il lusco ed il brusco avrebbe salvato qualche migliaio di ladri) o vantava gli incontri con Lele Mora, la guest star di Vallettopoli o l'amicizia con Cesare Previti. D'altronde, esiste forse un traffichino di qualche famigerata notorietà che sfugga all'abbraccio "amichevole" del ministro? Qual è il segnale che Mastella lancia ai cittadini? Forse che convenga, secondo l'antica ma attualissima suddivisione di Prezzolini (Codice di vita italiana, 1921), farsi furbi in luogo di fessi?

Pare proprio questo il vento che tira sullo stivale.

Pare che convenga corrompere i magistrati se si ha paura di sentenze sfavorevoli: si viene eletti deputati, e si diventa deputati inamovibili. E per di più, non si sconta neanche la pena: le magnifiche sorti e progressive dell'indulto!

Pare che convenga, come Dell'Utri, farsela con i boss mafiosi ed essere eletto senatore. Essere condannato, dopo che a 2 anni e 3 mesi per frode fiscale e false fatture e a 9, in I grado, per concorso esterno in associazione mafiosa, a 2 anni per tentata estorsione. Nel silenzio della stampa: per non turbare gli animi più sensibili. Non sia mai poi che qualcuno tirasse fuori quella parolina: morale. "Le sentenze non si commentano" – verrebbe obiettato; oppure: "è una persecuzione politico – giudiziaria".

Pare che convenga avere un passato burrascoso, aver scritto su giornali dai titoli violentissimi, aver mandato ad uccidere un commissario di polizia. Si diventa editorialisti del più importante quotidiano di sinistra, della più importante rivista di destra, collaboratori con vari fogli qua e là, autori di libri editi dalla più importante casa editrice italiana. Conviene avere ucciso brevi manu un poliziotto: un posto alla Camera non si nega financo agli assassini.

Pare che convenga falsare i bilanci, magari in modiche quantità come prevede la legge del 2001, perché a scriverli trasparenti non c'è vantaggio: talvolta, invece, svantaggio.

Pare che convenga pagare quella che un tempo era una tangente e che ora si chiama in mille altri modi – finanziamento pubblico, consulenza, commissione o che dir si voglia - per aggirare le norme.

Pare che convenga divenire servili ed accondiscendenti con il potere, dispensatori di elogi e senso dell'attaccamento, difensori d'ufficio: si fa molta più strada che ad essere indipendenti.

Pare che convenga, com'è di prammatica, scrivere e promulgare leggi che portino un vantaggio immediato al proprio particolare: non guardando alla collettività, ma al proprio orto. Che nobiltà d'intenti!

Chi non si attiene a queste convenienze elementari è un fesso: uno che paga il cinema, il teatro, gli aerei, non ha amicizie influenti, non è massone, non è amico del ministro della Giustizia, non è raccomandato, paga le tasse senza aspettare un condono.

Qual è la morale oggi in Italia? E' quella tensione morale mista di impegno sociale e critica demistificatrice di Salvemini, di Prezzolini, di Berlinguer?

 

Mentre in Campania i cittadini si ammalano (si legga "Morire di rifiuti" di Roberto Saviano su L'Espresso del 1° giugno), le scuole vengono chiuse, le strade sono soffocate da odore nauseabondo a causa dell'invasione della mondezza (la cosiddetta emergenza che si ripropone, ciclicamente, ogni estate), Bassolino spende 962.500 euro (sic) per le "spese di rappresentanza del presidente della giunta regionale". Rizzo e Stella ne "La Casta" (ed. Rizzoli) ricordano quali sono queste spese di rappresentanza: fiori, babà, spumante, regali, party e spagnolesche cortesie. Oppure 2,3 milioni per pagare gli uffici "di diretta collaborazione" di Bassolino, con annessi collaboratori e portaborse. Oppure i 700.000 euro per un'inutile scampagnata a San Pietroburgo, o i 680.000 per una gita a New York per impiantare nella Grande Mela un consolato campano in un edificio affittato alla modica cifra di 1.140.000 euro l'anno. Intanto – nella più totale incapacità politica di risolvere l'annosa questione dei rifiuti che è invece "oro" per la camorra – l'unico provvedimento che si prende è quello di spostarli dal centro alle periferie. Non sono eleganti in centro, signora mia. In realtà un provvedimento si era preso, creando un call center per la "protezione dell'ambiente e della natura". Il quale invece si è risolto in uno spazio di lottizzazione dove piazzare amici, fedeli e clienti: 2316 assunzioni di precari senza che sia loro "assegnata una mansione". Morale della favola: a me i fiori, le spagnolesche cortesie e i lussi, alla popolazione la mondezza. A livello locale, come a livello nazionale.

Mentre i cittadini sono chiamati a tirare la cinghia dopo una Finanziaria lacrime e sangue, alla Camera ed al Senato deputati e senatori illanguidiscono nelle raffinatezze: 2.520.000 di euro per "rinnovamento ascensori"; 6.000.000 per "rifacimento impianti di condizionamento"; 870.000 per "smaltimento rifiuti speciali"; 180.000 per "dispositivi di protezione individuale"; 3.000.000 per "riqualificazione degli ambienti delle commissioni parlamentari e del palazzo dei Gruppi". Come a Palazzo Chigi nella legislatura passata: 1.143.877 di euro per i fiori, il catering, la tappezzeria e le tende, 96 milioni per restauri e 60 per acquistare immobili. Poi: 11.750.600 euro per la manutenzione dei giardini, 4 milioni per pulizie e smaltimenti, 5 milioni per acqua, luce, gas, telefono, 1,6 milioni per facchinaggio e traslochi, 11 milioni per pagare i collaboratori. Ancora: 179.452 euro al giorno in voli di Stato più 65 milioni di voli a noleggio (per un totale di 13.761 ore di viaggio). Più i vitalizi, i benefit, i risarcimenti, i privilegi, i rimborsi elettorali, l'impunità dilagante.

Qual è la morale? Sono troppi anni che la classe politica e l'orticello che le gravita attorno le inferte colpi mortali. Forse questo paese è davvero sull'orlo del baratro.

gabro.v@libero.it

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un dovere civile
Gabriele Vecchione

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