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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 5 GIUGNO 2007
Come prima, più di prima

Daniela Gaudenzi

Si poteva prevedere che il 2 giugno del 2007 ad un anno e pochi giorni dall’insediamento del governo Prodi, a margine della celebrazione della tradizionale parata per la festa della Repubblica si sarebbe assistito al bagno di folla plaudente per Silvio Berlusconi? E il giorno successivo a conferma dell’abisso che si è creato nel paese tra il governo in carica ed il suo elettorato si è assistito ad una contestazione clamorosa del presidente del Consiglio da parte del comitato di Vicenza che si batte contro l’ampliamento delle basi militari, elettori in stragrande maggioranza del centro sinistra ai quali Romano Prodi ha risposto, mangiandosi più del solito le parole che si tratta “di un impegno assunto dal precedente governo”.

In mezzo e all’ordine del giorno, la vicenda ampiamente strumentalizzata e deformata dall’opposizione ma che non si può derubricare in alcun modo a montatura giornalistica, che vede protagonisti il sottosegretario all’economia Visco ed il generale della guardia di finanza Speciale. Lo strascico avvelenato dell’estate dei furbetti e dei furboni che ha visto il maggiore partito della sinistra tifare ardentemente e non passivamente per una banda di delinquenti, in concerto tra loro, all’arrembaggio della finanza, delle banche, del primo giornale del paese, sotto la supervisione del governatore della banca di Italia di cui ci si è tardivamente liberati, ancora una volta, solo grazie all’intervento della magistratura.

Dunque Berlusconi è già tornato o meglio non se ne è mai andato e non si può far finta di non vedere: il risultato elettorale delle amministrative e non solo al nord lo ha confermato.
C’è motivo di stupirsene? Gli anticorpi su cui confidava con cauto ottimismo Paolo Sylos Labini non si sono sviluppati o sono stati neutralizzati dal berlusconismo disinvolto e diffuso anche a “sinistra”, dalla quotidiana pseudo-informazione che ha come primo se non unico comandamento “la scomparsa dei fatti”, dalla impossibilità per molti elettori confusi o indecisi di riconoscere dei tratti discriminanti e alternativi che fanno la differenza tra i due schieramenti.
Gli italiani non si sono vaccinati, come sperava Montanelli.
La prova funesta di 5 anni di democrazia fittizia in balia di un autocrate, monopolista dell’informazione e legislatore per la propria impunità, quella degli amici e infine quella della casta di appartenenza, impavido assertore di quel principio antecedente lo stato del diritto per cui “Io posso essere giudicato solo dai miei pari”, fatto proprio in poco tempo dall’intero ceto politico, non è bastata.

 

Gli italiani non ne sono usciti più forti e più consapevoli anche perché non hanno trovato una alternativa coerente e credibile. I cittadini di buona volontà, animati da una autentica passione civile e dalla ricerca del bene comune, certamente una minoranza ma non per questo da mettere sotto i piedi, hanno ricevuto dal centro sinistra, prima quando era all’opposizione un’ attenzione strumentale e interessata e dopo una volta al governo una serie infinita di frustrazioni e umiliazioni riguardo una inversione di rotta mai avvenuta.

Il cosiddetto “uomo della strada”, a sua volta, incline a seguire il suo particulare e a stare dalla parte del più forte, dopo aver constato che il miracolo berlusconiano era stato tale solo per Silvio Berlusconi, ha assistito ad una politica alternativa che si è ridotta a mera amministrazione e inasprimento della pressione fiscale, mentre a livello culturale, simbolico, comunicativo, di modalità e pratica del potere non si è spostata una virgola e non si è avvertita una concreta discontinuità.
Il berlusconismo non è stato scalfito, il simulacro è rimasto intatto, il conflitto di interessi è alle corde, la Rai è in stato comatoso, Mediaset ogni giorno più forte, le tanto deprecate, a parole, leggi vergogna godono di ottima salute e nessuno si sogna più di abrogarle, la controriforma Castelli in luglio ritornerà pienamente operativa, l’indulto che ha ingenerato insicurezza e ha rafforzato il senso di impunità è opera trasversale dei due schieramenti.

Dunque ha vinto ancora una volta Lui, perché in fondo è il più forte, il più simpatico, quello che racconta meglio le barzellette, che tiene meglio le ragazze sulle ginocchia, che si fa beffe della politica, che “si è fatto da solo” e che può al prossimo giro ritentare “il miracolo” che non gli è riuscito al precedente. E’ sempre uno come non dimentica di sottolineare compiaciuto D’Alema “che è in sintonia con il paese”!

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Daniela Guadenzi

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