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Siamo agli
sgoccioli, per lunedì è previsto l'inizio
dei lavori, e già sono arrivati gli operai
nella zona di Aprilia, pronti a recintare il
terreno con dei grossi pali di castagno. La
tensione è salita martedì mattina presto
quando si sono presentati i camion degli
operai, accompagnati dal proprietario del
terreno su cui dovrebbe sorgere la centrale.
Ma in pochi minuti una settantina di
persone, radunate con un fitto passa parola
partito dal presidio si sono opposte
fisicamente all'ingresso dei mezzi nell'area
interessata. Da aprile il terreno è
costantemente presidiato da una quindicina
di persone che a rotazione dormono in un
casale all'interno del campo. Con una
protesta non violenta e serrata i cittadini
di Aprilia rivendicano il diritto alla
conservazione del proprio territorio, chiusi
in una riserva come gli indiani, hanno
attrezzato con l'aiuto di una ditta locale,
il casolare con pannelli fotovoltaici che
producono l'energia sufficiente ad
alimentare le esigenze del piccolo e
diroccato edificio. Forse la prima risposta
concreta alla turbogas arriva proprio dal
modo in cui il casolare si alimenta. Gli
occupanti mostrano i pannelli, la cucina
fotovoltaica, la lampada a dinamo, con tutti
i raccoglitori della raccolta differenziata,
come per dire che si può anche fare cosi,
senza impianti nocivi per la salute e
l'ambiente. A pochi passi dal terreno passa
il treno della linea Roma-Nettuno, dove dal
finestrino sfilano veloci fabbriche e grandi
impianti industriali.
Alla domanda
dove fosse stato in questi mesi il comune di
Aprilia la risposta e stata "non si sa, ma
neanche la gente sembra essersi interessata
più di tanto". Un anziano si lamenta che "al
presidio si vedono sempre le stesse facce,
sembra che il problema sia solo di alcuni,
la gente non si rende conto" eppure sulla
Pontina, e nelle strade di Aprilia i
manifesti "No turbogas" non mancano. La
protesta non sembra aver preoccupato più di
tanto nemmeno il proprietario del terreno,
che non ha mai sporto denuncia per
l'occupazione del casolare, dove ormai da
mesi abitano quelli del comitato. Una
tranquillità che fa presumere che la
turbogas si farà, e non ci sarà nemmeno
problema a far sgomberare il presidio.
Intanto domenica 10 giugno i cittadini di
Aprilia, accompagnati dai comitati No Tav,
No dal Molin, No Mose e No Ponte, riunitosi
nel Patto del Mutuo Soccorso sfileranno per
le strade di Aprilia, cominciando a
protestare proprio sotto le finestre di
quella politica comunale che sembra rimanere
lontana, eppure è a pochi passi, anche lei,
dal luogo dove sorgerà l'impianto. Ed infine
l'ultimissima barricata è prevista per
lunedì mattina alle 7 quando dovrebbero
iniziare i lavori, allora sapremo se gli
"indiani" di Aprilia saranno riusciti a
salvare il proprio territorio, oppure saremo
di fronte all'ennesimo colpo di mano dei
poteri forti e alla sordità di chi fa finta
di non sapere.
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