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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 9 GIUGNO 2007
Fierezza italiana

gabriele vecchione

L'aria che si respira è torbida: ogni settimana scoppia una Tangentopoli, i clientelismi, le corruttele vengono taciute e/o incoraggiate, precisi provvedimenti legislativi permettono la sostanziale impunità, l'opinione pubblica non chiede conto di nulla a nessuna, non investiga (poiché è contigua al potere). La classe politica si fa autoreferenziale, a volte sembra che la misura sia colma, ma è un gattopardesco allarme: tutto cambia perché non cambi nulla.

Ma il nostro disagio è anche ammenda nostra. La colpa che abbiamo è leggere giornali come "Internazionale" di Giovanni De Mauro: i migliori articoli di tutto il mondo. Non compiacimenti o encomi o partiti presi: informazione. Distinta dai fatti, non provinciale, indipendente. Sul primo numero di giugno è pubblicata un'inchiesta di Malcolm Gladwell per "The New Yorke" sullo scandalo finanziario di Enron. Nata nell'85, era un'azienda che forniva gas, energia elettrica, acqua alle famiglie americane. Sotto la guida di Kenneth Lay Enron conquista tutti i mercati internazionali, diventa la settima azienda americana, dà lavoro a 21mila persone. Intanto Skilling e Fastow diventano direttore generale e responsabile finanziario: l'azienda cresce, ma grazie ad operazioni senza scrupoli. Le entrate di contratti non eseguiti sono considerati profitti e le perdite vengono trasferite a società di comodo. Grazie a delle inchieste giornalistiche (da noi merce rara; inoltre non sarebbe d'uopo indagare per la verità: meglio contro un avversario politico), la pentola esplode. Si scoprono debiti che non possono essere appianati: il valore delle azioni crolla, ben presto la ditta chiude per fallimento e 21mila dipendenti perdono lavoro. Bilanci falsati, uso di patrimoni non limpidi, società off – shore impiantate in paradisi fiscali, insabbiamenti, truffa dei risparmiatori fino a: 31,8 miliardi di debiti, 75 milioni per comprare illegalmente delle azioni; 252 milioni di guadagni personali in un solo anno per Lay (che difatti, per festeggiare la moglie, affitta uno yacht a 200mila dollari). Risultato: condanne esemplari per Lay (è morto prima della condanna, aveva comunque accumulato un centinaio di anni di carcere), Skilling (colpevole di 19 reati per 24 anni di carcere), Fastow (10 anni di prigione con una multa di 23,8 milioni per risarcire i risparmiatori truffati).

Immaginiamo uno scandalo di tal genere in Italia. Un giornalista giustizialista ha pubblicato false notizie circa dei presunti falsi in bilancio (peraltro, da noi, depenalizzati o quasi: è l'Italia, bellezza) di una nota azienda. E' spazzatura (oppure: calunnia, che dir si voglia). Il responsabile finanziario della suddetta è ingiustamente detenuto: si fa un uso improprio della custodia cautelare. Intanto il giornale tale, il quotidiano talaltro sostengono l'innocenza dei dirigenti dell'azienda (nei nostri sempiterni e non transeunti conflitti d'interesse gli industriali hanno quasi sempre un giornale a loro disposizione). La politica (che ha ricevuto intanto "sovvenzioni" dall'azienda: chiamasi tangenti) si adopera per evitare questa barbarie: ha disposto l'arresto per i giornalisti che non omettono la verità e ha approvato un indulto e, se questo non dovesse bastare, anche una legge blocca – processi, scatta – prescrizione, la possibilità di scegliere da sé il giudice e via di vergogna in vergogna. I giudizi sono politicizzati (rossi, neri, neri, rossi, azzurri, fucsia e poi tutto l'arcobaleno), brutti, puzzano, passano informazioni segrete ai giornalisti. Il presidente della Camera ha espresso solidarietà agli imputati, il ministro della Giustizia ha fatto pervenire loro la sua amicizia.

 

Dopo vent'anni di processi (i tempi della Giustizia!) si è giunti alle sentenze: 2 anni e 8 mesi per il presidente dell'azienda (che non sconterà neanche in minima parte causa indulto e prescrizione avvenuta); prescrizione per il direttore generale; insufficienza di prove per il responsabile finanziario.

Fantapolitica? Descrizione di cose non vere o situazioni non reali? Vediamo come finirà il crack Parmalat: lo scandalo finanziario più grande d'Europa, ma di nessuna rilevanza o quasi in Italia. C'è da aspettare le sentenze: perché un comico, Beppe Grillo, aveva, già tempo prima dello scandalo, denunciato la crisi della Parmalat e nessuno gli aveva dato ascolto; indulto ed altre leggi ad hoc sono già state approvate dalla politica (che riceveva, è bene ricordarlo, foraggiamenti da Tanzi). Una legge che de facto blocchi le intercettazioni e la loro legittima divulgazione è di prossima approvazione presso il Senato della Repubblica. (A tal proposito è significativo che il cosiddetto ministro della Giustizia si lamenti che la meravigliosa legge non sia stata ancora approvata, ora che il giudice Forleo renderà pubbliche – poiché le passerà agli avvocati degli imputati – una settantina di intercettazioni di imprenditori senza scrupoli che parlano al telefono con numerosi politici: chissà cosa ne verrà fuori).

Certi paragoni, certi risconti con altri paesi è meglio non farli. Fa male alla salute. Tutti colpevoli, nessun colpevole; i magistrati politicizzati; le eccessive intercettazioni; e via falsificando: sono un'invenzione italiana. C'è da esserne fieri.

gabro.v@libero.it

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Gabriele Vecchione

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