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“Quando in un
momento in cui la democrazia sembra
calpestarci, nasce la necessità di
sorreggersi. Questo movimento nasce per
resistere e mantenere la qualità dei nostri
territori. Ci soccorriamo per recuperare
forza ed autonomia”. Apostrofava cosi,
qualche giorno fa, una signora di mezza età
con la sua bandiera in spalla, quella del
suo “No”. Questa signora da Vicenza, contro
l’allargamento della base Usa era scesa ad
Aprilia (LT) a portar soccorso a quelli del
No Turbogas. 700 Km percorsi in una lunga
battaglia che passa attraverso la Val di
Susa, il carbone di Civitavecchia, per
continuare la sua discesa divincolandosi tra
i rifiuti campani, fino ad arrivare a quelli
che il ponte non lo vogliono. Un’Italia di
bandiere e proteste, che fischia per farsi
sentire, occupa, presidia, lascia la casa e
mette il proprio territorio al vertice della
piramide. Proteste testarde, pacifiche,
permanenti. Proteste che conoscono spesso la
delusione, momenti di scoramento e
abbandono. Piccoli comitati che si
alimentano di energie nuove, che sanno
trasformarsi in veri e propri movimenti,
come è successo ad Aprilia, dove domenica
scorsa sono scese in strada circa 4000
persone.
Movimenti che
si uniscono nel “Patto del Mutuo Soccorso”,
indice della base che si unisce stretta e si
da una mano, un popolo che da nord a sud
stringe alleanza e si promette aiuto e
sostegno, quando sembrano mancare. Un Patto
che è anche indice della disperazione di
questa gente, che si ritrova sola a
combattere per la salvaguardia del proprio
territorio, origine prima di benessere. C’è
alla base una politica poco credibile, una
Sinistra lontana dalle promesse, lontana da
quello che ci si aspetterebbe da chi
comunista si proclama e poi non è. Oggi sono
stati approvati i progetti per la Tav, ed i
lavori della base Usa sono cominciati. Come
si fa ad amare un paese dove i cittadini
sono costretti a riconoscersi dalle
proteste?
L’Italia delle bandiere e dei no, sono il
primo passo verso la politica che rinasce
dal basso, ed una costituzione che dovrebbe
rivedere anche questo tricolore che ormai
appare poco tra le mani dei suoi cittadini.
Potrei suggerire una bandiera bianca, per
ricominciare da capo, tutti insieme in mutuo
soccorso.
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