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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 15 GIUGNO 2007
L’Italia presidiata dalla bandiera bianca
Sara Dellabella

“Quando in un momento in cui la democrazia sembra calpestarci, nasce la necessità di sorreggersi. Questo movimento nasce per resistere e mantenere la qualità dei nostri territori. Ci soccorriamo per recuperare forza ed autonomia”. Apostrofava cosi, qualche giorno fa, una signora di mezza età con la sua bandiera in spalla, quella del suo “No”. Questa signora da Vicenza, contro l’allargamento della base Usa era scesa ad Aprilia (LT) a portar soccorso a quelli del No Turbogas. 700 Km percorsi in una lunga battaglia che passa attraverso la Val di Susa, il carbone di Civitavecchia, per continuare la sua discesa divincolandosi tra i rifiuti campani, fino ad arrivare a quelli che il ponte non lo vogliono. Un’Italia di bandiere e proteste, che fischia per farsi sentire, occupa, presidia, lascia la casa e mette il proprio territorio al vertice della piramide. Proteste testarde, pacifiche, permanenti. Proteste che conoscono spesso la delusione, momenti di scoramento e abbandono. Piccoli comitati che si alimentano di energie nuove, che sanno trasformarsi in veri e propri movimenti, come è successo ad Aprilia, dove domenica scorsa sono scese in strada circa 4000 persone.

 

Movimenti che si uniscono nel “Patto del Mutuo Soccorso”, indice della base che si unisce stretta e si da una mano, un popolo che da nord a sud stringe alleanza e si promette aiuto e sostegno, quando sembrano mancare. Un Patto che è anche indice della disperazione di questa gente, che si ritrova sola a combattere per la salvaguardia del proprio territorio, origine prima di benessere. C’è alla base una politica poco credibile, una Sinistra lontana dalle promesse, lontana da quello che ci si aspetterebbe da chi comunista si proclama e poi non è. Oggi sono stati approvati i progetti per la Tav, ed i lavori della base Usa sono cominciati. Come si fa ad amare un paese dove i cittadini sono costretti a riconoscersi dalle proteste?
L’Italia delle bandiere e dei no, sono il primo passo verso la politica che rinasce dal basso, ed una costituzione che dovrebbe rivedere anche questo tricolore che ormai appare poco tra le mani dei suoi cittadini. Potrei suggerire una bandiera bianca, per ricominciare da capo, tutti insieme in mutuo soccorso.

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