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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 16 GIUGNO 2007
Che fare?
gabriele vecchione

Si lavora per abrogare l'ergastolo nonché il 41bis, la cui legge è stata scritta talmente male che rischia di essere bocciata dalla Corte Costituzionale.
Si lavora per un'amnistia tecnica, per eliminare quei processi – inutili – che si celebreranno senza risultato. Di male in peggio.
Si lavora per bloccare la barbarie, indebolimento dello Stato di diritto che sono, logicamente, le intercettazioni (bisognerebbe invece innalzare un inno cletico a questo strumento investigativo).
Nel governo più immobile che ci sia (al Senato non si approva nulla) si lavora perché le leggi vergogna continuino a fare i loro danni.
E' giunto il momento di porre fine a qualsivoglia partigianeria o speranza. Quest'oligarchia fatta da uomini di potere che hanno come unico intento quello di mantenerlo ha trasformato il paese nella patria dell'ingiustizia e del disordine.

 

Qualcuno giura che non ci sia una questione morale. Ma in Italia è sempiterna la questione morale. Quanti politici onesti ci sono che non hanno fatto carriera per far posto a D'Elia o a Dell'Utri? Dov'è il merito? Dov'è la competenza? Dov'è la trasparenza?
Uomini di potere, dicevamo, cinti di privilegi e di adulatori di ogni sorta che assassinano l'opinione pubblica. Che si organizzano in camarille e sotto – camarille. Truffano, ingannano, corrompono e nessuno chiede loro conto. Eleggi un politico in uno schieramento e lo ritrovi il giorno dopo nell'altro. Hanno clientele organizzate. Supportano le organizzazioni criminali.
La chiamano democrazia.
Non c'è una coscienza civile; non c'è autonomia di pensiero; non c'è una borghesia che sia nerbo del paese e non attigua al potere; non c'è che l'interesse dei prepotenti da saziare.
I migliori non possono nutrire fiducia, sono anzi emarginati.
Rossi e neri, azzurri e verdi che siano: le divisioni sono sempre fittizie e strumentali, truculente talvolta per farle sembrare reali (o per impadronirsi di più amplio potere). Ma di fronte al pericolo tutti si ricompattano. E' un'oligarchia che riproduce se stessa, destinata a tornare identica e a riproporsi tale nel tempo: terribile rivelazione.
Ed in questo contesto non si vede con quale mezzo ci si possa rinnovare mandando via questa massa di imbroglioni, di asini, di pusillanimi che ci sta conducendo sull'orlo del baratro. La misura è colma.

gabro.v@libero.it

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un dovere civile
Gabriele Vecchione

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