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Si lavora per
abrogare l'ergastolo nonché il 41bis, la cui
legge è stata scritta talmente male che
rischia di essere bocciata dalla Corte
Costituzionale.
Si lavora per un'amnistia tecnica, per
eliminare quei processi – inutili – che si
celebreranno senza risultato. Di male in
peggio.
Si lavora per bloccare la barbarie,
indebolimento dello Stato di diritto che
sono, logicamente, le intercettazioni
(bisognerebbe invece innalzare un inno
cletico a questo strumento investigativo).
Nel governo più immobile che ci sia (al
Senato non si approva nulla) si lavora
perché le leggi vergogna continuino a fare i
loro danni.
E' giunto il momento di porre fine a
qualsivoglia partigianeria o speranza.
Quest'oligarchia fatta da uomini di potere
che hanno come unico intento quello di
mantenerlo ha trasformato il paese nella
patria dell'ingiustizia e del disordine.
Qualcuno giura
che non ci sia una questione morale. Ma in
Italia è sempiterna la questione morale.
Quanti politici onesti ci sono che non hanno
fatto carriera per far posto a D'Elia o a
Dell'Utri? Dov'è il merito? Dov'è la
competenza? Dov'è la trasparenza?
Uomini di potere, dicevamo, cinti di
privilegi e di adulatori di ogni sorta che
assassinano l'opinione pubblica. Che si
organizzano in camarille e sotto –
camarille. Truffano, ingannano, corrompono e
nessuno chiede loro conto. Eleggi un
politico in uno schieramento e lo ritrovi il
giorno dopo nell'altro. Hanno clientele
organizzate. Supportano le organizzazioni
criminali.
La chiamano democrazia.
Non c'è una coscienza civile; non c'è
autonomia di pensiero; non c'è una borghesia
che sia nerbo del paese e non attigua al
potere; non c'è che l'interesse dei
prepotenti da saziare.
I migliori non possono nutrire fiducia, sono
anzi emarginati.
Rossi e neri, azzurri e verdi che siano: le
divisioni sono sempre fittizie e
strumentali, truculente talvolta per farle
sembrare reali (o per impadronirsi di più
amplio potere). Ma di fronte al pericolo
tutti si ricompattano. E' un'oligarchia che
riproduce se stessa, destinata a tornare
identica e a riproporsi tale nel tempo:
terribile rivelazione.
Ed in questo contesto non si vede con quale
mezzo ci si possa rinnovare mandando via
questa massa di imbroglioni, di asini, di
pusillanimi che ci sta conducendo sull'orlo
del baratro. La misura è colma.
gabro.v@libero.it
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