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Come
un bambino a cui hanno tolto il
giocattolo preferito, Berlusconi non si
da pace. Rivuole il centro della scena,
rivuole l'unico lusso che i suoi
miliardi non possono comprare, il potere
politico. Si sa, Berlusconi ha un
rapporto primitivo con la democrazia e
le istituzioni. Nella vita ha fatto un
altro mestiere, e mal digerendo la
politica di professione, ha anche letto
poco in materia. Al punto che, incurante
della gravità delle sue esternazioni o
forse consapevole della loro ormai
scarsa credibilità, il Cavaliere è
ancora convinto di aver vinto le ultime
elezioni politiche. Qualcosa andò storto
in quella notte di misteri, a chi non è
dato sapere, ma sta di fatto che
Berlusconi non si è mai dato pace. E
oggi che il gradimento del governo Prodi
è crollato sotto il peso della
Finanziaria e dell'ennesima "crisi della
politica", il Cavaliere è diventato
incontenibile. Strumentalizzando fino al
ridicolo il risultato delle
amministrative e la triste vicenda
Speciale, gli attacchi al governo sono
cresciuti d'intensità coinvolgendo
perfino il Quirinale. Maniere che non
sorprendono di certo. La scorrettezza
istituzionale, le volgari accuse seguite
dalle smentite, i propri scheletri
scaricati sugli avversari, fanno tutti
parte del personaggio. L'uso
spregiudicato della propaganda è poi uno
dei pilastri del populismo.
Quello che, invece, sorprende è la
violenza di tale incontinenza. Perché
Berlusconi vuole cosi disperatamente
tornare in sella? Forse perché passati i
settanta si comprende di non essere
immortali? O forse il Cavaliere conosce
cosi bene la volatilità dei sondaggi, da
temere gli scandali sempre dietro
l'angolo? Oppure le ragioni sono più
serie. Forse il Cavaliere vuole
continuare la sua opera storica di
argine al dragone rosso? O forse il
Magnate di Arcore desidera completare
l'impresa di traghettare il liberismo
nel nostro paese? Chissà, di sicuro,
osservando l'operato dei cinque anni del
suo governo, il ritorno al potere delle
destre non riuscirebbe a risolvere
nessuno dei problemi che ci affliggono E
il bilancio del governo di centrodestra
che godeva di una vastissima maggioranza
in Parlamento, toglie ogni dubbio in
merito. Col ritorno del centrodestra,
invece, il malaffare ritroverebbe una
nuova primavera, e la parte sana del
Paese ricomincerebbe a credere che
l'unico problema dell'Italia sia il
Cavaliere. Esattamente quanto successo
in passato, esattamente ciò che ci ha
portato alla crisi in corso. Per questo,
chiunque abbia a cuore il destino
dell'Italia, deve impedire a Berlusconi
di riprendersi il suo giocattolo
preferito.
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