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Caro
D'Alema, abbiamo bisogno del suo aiuto
per fare luce su questo travagliato
periodo storico. E' ormai da qualche
anno che in Italia gli scandali si
susseguono a ritmi vertiginosi. Sono
scandali di dimensioni inaudite che
hanno coinvolto interessi enormi. E per
noi cittadini è difficile capire cosa
sta realmente succedendo. Gli scandali
riguardano materie complesse come i
mercati finanziari o nuove come il
rapporto tra affari e politica.
Argomenti e terminologie sconosciute a
molti di noi, e che si riferiscono ad
intrecci e situazioni troppo complesse
per essere decifrate con chiarezza. Una
volta era tutto più semplice, c'erano le
buste e le valigette che passavano di
mano quando era il momento di costruire
una strada o un ponte. Cose che forse
succedono ancora, ma oggi i grandi
scandali hanno connotati internazionali.
I soldi viaggiano da una parte all'altra
del mondo, e la merce è spesso il potere
occulto della propria lobby sulle spalle
dei piccoli risparmiatori e delle loro
aspettative. Per noi cittadini è poi
diventato impossibile capire perché in
Italia nessuno fa un passo indietro.
Alle accuse seguono le smentite, i
colpevoli diventano vittime, gli
accusati accusatori, gli inquirenti
inquisiti. Sappiamo che il nostro dovere
di cittadini è avere fiducia nella
Giustizia e aspettare che essa faccia il
suo corso. Purtroppo però, da molti
anni, i processi in Italia sono
interminabili e se sono coinvolti i
potenti, non portano a nessuna condanna.
I pochi che sono stati condannati, dopo
anni di lotte legali che hanno coinvolto
perfino le istituzioni, sono poi rimasti
al loro posto, anche in Parlamento. Per
questo, caro D'Alema, avremmo bisogno
del suo aiuto. Lei ha il dono
dell'eloquenza e della chiarezza, e ha
vissuto da una posizione autorevole la
politica italiana degli ultimi decenni.
Di certo, non pretendiamo che lei
conosca i dettagli di ogni scandalo.
Ma speriamo che ci possa aiutare a fare
chiarezza, per esempio, su una vicenda
che l'ha vista "tifoso" come quella
della scalata UNIPOL a BNL. Del resto,
se non ha commesso nulla di penalmente
rilevante, cosa teme? Cosa la frena nel
raccontarci tutto? Vede, caro D'Alema,
il rapporto tra politica ed affari è di
estrema importanza ed attualità e con il
suo aiuto potremmo capire meglio e farci
delle opinioni in merito. Più in
generale, avremmo bisogno di capire cosa
sta succedendo in Italia. Se cioè
davvero il livello di corruzione ci ha
portato sull'orlo di un nuovo baratro.
Se davvero il degrado morale è tale da
giustificare l'inizio della terza
Repubblica. Perché vede, caro D'Alema,
questo è il nostro paese, ed abbiamo il
diritto di sapere. E Lei, come uomo
pubblico, ha il dovere della
trasparenza. Non c'è, e non ci dovrebbe
essere, nulla della sua vita
professionale che non possa essere
rivelato pubblicamente. E non c'è, e non
ci dovrebbe essere, nulla della vita
politica che debba rimanere nascosto. Se
nell'Italia di oggi la Giustizia non
riesce a fare il suo, lasciamolo fare
almeno alla storia.
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