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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 20 GIUGNO 2007
Oltre Tangentopoli
Tommaso Merlo

Lo dicono i sondaggi, lo dicono i fischi, lo dicono i risultati, il governo Prodi è nel bel mezzo di una profonda crisi. Attribuire tale situazione alla propaganda del centrodestra, a fantomatici complotti o peggio ancora agli scandali sarebbe un grave errore. Berlusconi era finito nelle stesse condizioni di Prodi, scarsi risultati, bassa popolarità, contestazioni, con l'aggravante degli strappi istituzionali. Il tunnel del governo Prodi parte dunque da ben più lontano, e precisamente dal passaggio solo formale alla seconda Repubblica. Tangentopoli non ha causato quella rottura col passato che ci si auspicava, e passato il ciclone la classe politica italiana non ha fatto nessun mea culpa, non ha ammesso il fallimento e quindi non si è fatta da parte. Ma, anzi, si è riorganizzata per ritornare in sella. I partiti hanno cambiato sigle, colori, bandiere, slogan e nulla più. La classe politica si è riciclata ed è tornata a fare le stesse cose . Magari in maniera più sofisticata, magari coprendosi le spalle con qualche furberia, ma sempre riproponendo la stessa politica come non fosse successo nulla. E sono proprio i due leader settantenni Prodi e Berlusconi a confermarlo. Prodi e Berlusconi, pur con parabole molto diverse, e sopravvissuti a Tangentopoli da due versanti opposti, provengono dallo stesso mondo politico del passato.

 

Ma grazie, e con il supporto, del sistema politico precedente hanno trovato una nuova primavera. Ora, il mancato ricambio della classe dirigente, ha causato il mancato ricambio della politica. E' un fatto dovuto alle leggi della vita, prima ancora che a quelle della politica. Se passi decenni all'interno di un partito, se maturi all'interno di una cultura politica, se cresci in una organizzazione, quando è il tuo turno non potrai fare altro che proporre ciò che hai appreso nel corso di una vita. Ed è impossibile, soprattutto ad una certa età, e soprattutto in materie intime come la politica, cambiare, innovarsi, proporre cose nuove. E la storia è piena di esempi in tal senso. Il problema che dunque affligge l'Italia, e che mentre la classe politica è rimasta uguale a se stessa, la società è profondamente cambiata e anche molto in fretta. L'onda del capitalismo avanzato l'ha emancipata, l'ha frantumata, ma l'ha resa anche più attenta ed esigente, più dinamica e sensibile, più vogliosa di risultati concreti. Istanze a cui la classe politica non sa, e non può, rispondere essendo essa tarata su una società che non esiste più. E' tutto qui l'incubo che sta vivendo il governo Prodi. Credere che basti il neo Partito Democratico oppure il ritorno di Berlusconi per risolvere i problemi, vorrebbe dire ricommettere lo stesso errore fatto dopo Tangentopoli. Il problema è più serio. I cittadini italiani vogliono voltare pagina storica, la classe politica non è in grado di farlo.

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