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Lo
dicono i sondaggi, lo dicono i fischi,
lo dicono i risultati, il governo Prodi
è nel bel mezzo di una profonda crisi.
Attribuire tale situazione alla
propaganda del centrodestra, a
fantomatici complotti o peggio ancora
agli scandali sarebbe un grave errore.
Berlusconi era finito nelle stesse
condizioni di Prodi, scarsi risultati,
bassa popolarità, contestazioni, con
l'aggravante degli strappi
istituzionali. Il tunnel del governo
Prodi parte dunque da ben più lontano, e
precisamente dal passaggio solo formale
alla seconda Repubblica. Tangentopoli
non ha causato quella rottura col
passato che ci si auspicava, e passato
il ciclone la classe politica italiana
non ha fatto nessun mea culpa, non ha
ammesso il fallimento e quindi non si è
fatta da parte. Ma, anzi, si è
riorganizzata per ritornare in sella. I
partiti hanno cambiato sigle, colori,
bandiere, slogan e nulla più. La classe
politica si è riciclata ed è tornata a
fare le stesse cose . Magari in maniera
più sofisticata, magari coprendosi le
spalle con qualche furberia, ma sempre
riproponendo la stessa politica come non
fosse successo nulla. E sono proprio i
due leader settantenni Prodi e
Berlusconi a confermarlo. Prodi e
Berlusconi, pur con parabole molto
diverse, e sopravvissuti a Tangentopoli
da due versanti opposti, provengono
dallo stesso mondo politico del passato.
Ma grazie, e con il supporto, del
sistema politico precedente hanno
trovato una nuova primavera. Ora, il
mancato ricambio della classe dirigente,
ha causato il mancato ricambio della
politica. E' un fatto dovuto alle leggi
della vita, prima ancora che a quelle
della politica. Se passi decenni
all'interno di un partito, se maturi
all'interno di una cultura politica, se
cresci in una organizzazione, quando è
il tuo turno non potrai fare altro che
proporre ciò che hai appreso nel corso
di una vita. Ed è impossibile,
soprattutto ad una certa età, e
soprattutto in materie intime come la
politica, cambiare, innovarsi, proporre
cose nuove. E la storia è piena di
esempi in tal senso. Il problema che
dunque affligge l'Italia, e che mentre
la classe politica è rimasta uguale a se
stessa, la società è profondamente
cambiata e anche molto in fretta. L'onda
del capitalismo avanzato l'ha
emancipata, l'ha frantumata, ma l'ha
resa anche più attenta ed esigente, più
dinamica e sensibile, più vogliosa di
risultati concreti. Istanze a cui la
classe politica non sa, e non può,
rispondere essendo essa tarata su una
società che non esiste più. E' tutto qui
l'incubo che sta vivendo il governo
Prodi. Credere che basti il neo Partito
Democratico oppure il ritorno di
Berlusconi per risolvere i problemi,
vorrebbe dire ricommettere lo stesso
errore fatto dopo Tangentopoli. Il
problema è più serio. I cittadini
italiani vogliono voltare pagina
storica, la classe politica non è in
grado di farlo.
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