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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 22 GIUGNO 2007
Colloquio con un azionista BNL
Tommaso Merlo

Carlo possiede da ormai sette anni delle azioni BNL: "La mia famiglia ha sempre avuto conti alla BNL. Ha cominciato mio padre Mario e adesso l'hanno anche i miei figli". Carlo lavora in un ufficio postale di periferia: "Non ho mai capito molto di questioni finanziarie. Poi un giorno ho cominciato ad informarmi e leggere", continua Carlo, "Avevo un piccolo risparmio depositato in banca ma non mi rendeva nulla, cosi ho deciso di comprare qualche azione della mia banca. Prima erano due milioni di lire adesso sono arrivato a 4.000 Euro". Chiediamo a Carlo che idea si è fatto delle vicende che si leggono sui giornali a proposito dei legami tra politica ed affari e che hanno riguardato anche la BNL.

 

"La vicenda è ancora tutta da chiarire, comunque sono preoccupato", Carlo vota centrosinistra da sempre e aveva anche una certa ammirazione per D'Alema: "Vedi, il problema è che quando compri delle azioni, investi in una azienda che credi forte e capace di far crescere il valore dei tuoi soldi. Ma tale valore è determinato dal mercato, se si mette di mezzo la politica altera tutto", Carlo cerca di essere più chiaro: " Una azienda fa utili quando è competitiva, quando fa gli investimenti giusti, quando è gestita bene. E quando ciò succede anche le nostre azioni valgono di più", Carlo respira e continua: "Con tutto questo la politica non c'entra niente, anzi, è molto pericoloso se si intromette perché se un azienda va bene solo perché aiutata dalla politica, quando il vento cambia, crolla tutto e le tue azioni, i tuoi risparmi, non valgono più nulla". Carlo fa una pausa e prosegue: "poi se ti trovi in mano carta straccia perché qualcuno ha voluto farsi grande con i tuoi risparmi a chi lo dici? Chi ti risarcisce? I manager devono fare il loro lavoro e la politica deve fare il suo. Sono due lavori diversi con competenze e responsabilità diverse". Carlo allarga l'argomento prima di concludere: "La politica si dovrebbe preoccupare di evitare che i piccoli risparmiatori vengano truffati da manager disonesti invece di intromettersi alterando il mercato. Guarda cose è successo con la Cirio o la Parmalat. La politica deve fare leggi che tutelino i risparmiatori e premino la virtuosità delle aziende sane". Dal suo piccolo spicchio di mondo, Carlo, piccolo risparmiatore, dice sacrosante verità. Dalle sue parole si percepisce un certo rammarico e una certa delusione. Come se la politica l'avesse dimenticato come cittadino, e avesse cercato di usarlo come risparmiatore.

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