PRIMA PAGINA

POLITICA

ECONOMIA

GIUSTIZIA

INFORMAZIONE

ESTERI

WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 23 GIUGNO 2007
Veltroni, il leaderismo e qualche domanda
Tommaso Merlo

Dall'annuncio della candidatura di Veltroni, in poche ore il centrosinistra ha ritrovato entusiasmi svaniti da tempo immemore. In poche ore il neo partito democratico è passato da baraccone nato morto a operazione che ambisce al 40%. Un sorriso liberatore è sbocciato sui volti dell'aria riformista, come chi vede la fine di una lunga depressione. La candidatura Veltroni ha perfino ridotto l'inossidabile Berlusconi a sfidante impresentabile mentre si sarebbero aperte le porte per Casini (perché sembra che Fini non sia riuscito a diventare presentabile). Miracoli della politica dove, si sa, il cuore domina il cervello e le speranze future deformano la realtà. E miracoli del leaderismo, di quel ramo del populismo che affida la
politica alle parabole personali dei capi. Già, abbandonate le ideologie, la politica si era rifugiata nei partiti, ma oggi se n'è andata pure da quelli, per incarnarsi nella figura dei leader. Sono loro, con il loro volto, la loro storia e la loro personalità a rappresentare contrapposizioni politiche alimentate più dal feticismo personalista che dai contenuti. Sono loro, il perno della politica piegata alla faziosità giornaliera, al culto del capo, e ai sondaggi perpetui. La politica dei programmi alternativi fotocopia, delle campagne elettorali miliardarie, e della schiavitù dell'immagine. Ed è proprio questo l'interrogativo della candidatura Veltroni: a cosa ambisce il centrosinistra? Se il suo obiettivo è cavalcare i tempi e cercare il consenso perduto in previsione delle elezioni, allora la mossa Veltroni potrebbe bastare.

 

Ma se l'obiettivo del centrosinistra è voltare pagina storica e riformare la politica tirandola fuori dalla crisi in cui si è impantanata, allora Veltroni potrebbe non bastare. In Italia, a cambiare le cose da solo, non ci riuscì nemmeno Berlusconi, miliardario, pioniere del neo populismo, a capo di un impero mediatico e di un partito azienda tutto suo. Come potrà mai riuscirci Veltroni cresciuto nel ventre della politica che oggi si vuole riformare? Come potrà Veltroni, che dipende dalla macchina politica preesistente e che in quella cultura politica è cresciuto, non rimanere intrappolato nell'eterna scia post tangentopoli? Come pensa, Veltroni, di cambiare le cose se dovrà basare la sua azione su quella classe politica a cui oggi si attribuisce il devastante fallimento in atto? Sono queste le domande a cui Veltroni dovrà tentare di rispondere a Torino. E non potrà esimermi da una profonda analisi critica della politica di oggi. I suoi interlocutori dovranno essere quei cittadini talmente esasperati da rimanere immuni all'isterismo collettivo che ha accompagnato la sua candidatura. A quei cittadini che non credono più alla politica, e non hanno la forza di abbandonarsi all'ennesima illusione. A quei cittadini che non vogliono sentir parlare di verdi pascoli, ma di come uscire dal pantano. E subito.

COMMENTA QUESTO ARTICOLo nel blog di centomovimenti.com

tommaso
Tommaso Merlo

Google
Web www.centomovimenti.com
CLICCA QUI PER TORNARE ALLA PRIMA PAGINA

ALTRE NOTIZIE

 

MANDA QUESTO ARTICOLO AD UN AMICO
Inserisci l'indirizzo del destinatario e clicca "invia"