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Il
presidente dell'Antitrust, Antonio
Catricalā, ha ieri lanciato un forte
monito al Governo sulle
liberalizzazioni. Il processo che aveva
marcato la prima fase della legislatura
poco a poco si č spento, forse sepolto
dalle mille proteste delle categorie che
in questo modo stavano perdendo i loro
privilegi.
"Si registra oggi con preoccupazione una
fase di stallo - ha tuonato Catricalā -
le lobby si riorganizzano e trovano
appoggi nei due schieramenti politici".
Altro tema caldo toccato da Catricalā č
stato quello delle privatizzazioni ed in
particolare quello della privatizzazione
della Rai.
Una presa di posizione che ha fatto
insorgere la sinistra radicale. Sandro
Curzi ha attaccato: "Non rientra nelle
sue funzioni quella di indicare al
Parlamento linee di politica economica e
culturale, peraltro in un settore assai
importante per la democrazia come quello
della comunicazione".
"Tutti i Paesi dell'Ue hanno un servizio
pubblico radiotelevisivo forte - gli ha
fatto eco Natale Ripamonti - č una
grande tradizione che va salvaguardata
come quella del welfare. Chi invoca la
privatizzazione sbaglia".
Ed il segretario dell'Usigrai, Carlo
Verna, aggiunge: "La Rai ha bisogno di
indipendenza dalla politica, non di
elementi di privatizzazione".
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