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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 10 LUGLIO 2007
Acqua, bloccata la privatizzazione a Siracusa
Sara Dellabella

La corsa alla privatizzazione dell'acqua inizia nel 1994, con la legge Galli, che aveva come obiettivo la riorganizzazione del sistema idrico nazionale. Superando una gestione frammentaria, vennero individuate delle Ato, ovvero degli "ambiti territoriali ottimali" di dimensione almeno regionale. Negli anni '70 la "grande sete" di Palermo fu sedata acquistando l'acqua dai privati, finché nel 2001 l'ex commissario regionale per le acque Roberto Jucci fece notare come nell'isola l'acqua fosse sufficiente all'approvvigionamento, senza dover ricorrere a forniture private. La proposta del commissario prevedeva l'istituzione di un'unica Authority di vigilanza, che si risolse nella rimozione dall'incarico per Jucci e l'affidamento del commissariato a Totò Cuffaro. Il rischio che in Sicilia le gare siano oggetto di infiltrazioni mafiose è talmente alto che il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso rileva che con la complicità delle amministrazioni circa il 96% delle gare finiscono in mano alla mafia. L'esempio eclatante è quello delle 50 dighe che sono sorte grazie a finanziamenti pubblici dagli anni '40 ad oggi, di queste, 44 non sono state ancora collaudate o sono inutilizzabili. E cosi nella lotta per l'acqua pubblica i movimenti hanno trovato l'appoggio del centro Peppino Impastato e di Rita Borsellino che è scesa in piazza a rivendicare il diritto ad un bene comune.

I movimenti di Siracusa sotto l'imminente rischio della privatizzazione hanno presidiato dal 19 giugno la sede della provincia, dopo diverse sedute per l'affidamento dell'appalto andate deserte per la mancanza del numero legale per la votazione, la seduta era stata rinviata al 30 giugno scorso. In sostanza molti sindaci inizialmente favorevoli alla privatizzazione si sono visti costretti a fare retromarcia, di fronte alla crescente mobilitazione popolare che solo a Siracusa ha contato 6000 firme.

 

E poi perché tanta fretta ad approvare la gestione privata del servizio idrico quando la Camera dei Deputati ha già votato una moratoria per bloccare gli affidamenti in corso in vista di una normativa che regolamenti la gestione dell'acqua. Attualmente il servizio idrico Siracusano è in mano alla Sogeas Spa che con capitali pubblici del comune pari al 60% e privati della Crea Sigesa Spa di Milano dal 1991 ha l'incarico di dirigere l'acquedotto, l'impianto fognario e la depurazione delle acque reflue. Una società a partecipazione mista che ha intrapreso fin da subito una politica imprenditoriale di gestione del servizio, tanto che in caso di morosità taglia l'erogazione minima garantita di 40 litri giornalieri pro capite. Una gestione che in Sicilia, calcola la dispersione del 60% di acqua dovuta a difetti di rete. Intanto i movimenti siracusani, lo scorso 30 giungo hanno raccolto il primo risultato, la riunione dei soci del consorzio Ato 8, riunitosi sotto la presidenza del Presidente della Provincia Bruno Marziano, non è stata in grado di deliberare la concessione del servizio alla Sogeas- Saccecav perché solo 10 dei 22 enti erano favorevoli all'affidamento, mancando la maggioranza ed essendo questa la seconda votazione con esito negativo la questione passa in mano alla regione Sicilia, che incaricherà un commissario ad acta. Una piccola vittoria che lascia sperare che nel frattempo il Parlamento italiano porti a conclusione l'iter della moratoria, manca solo l'approvazione del Senato per mettere la parola fine alla mercificazione dell'acqua. Padre Zanotelli che da anni si batte per il diritto all'acqua, consiglia a tutti di proteggerla come un bene, e non come una merce. L'acqua da proteggere e conservare.

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