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Cosa pensa
del Partito Democratico?
E’ l’evoluzione anche un po’ tragicomica
di quel processo di americanizzazione che ha
coinvolto purtroppo anche settori della
sinistra e che oggi si trovano sempre più a
scivolare verso un modello della politica
nella quale l’immagine, la moderazione,
diventano termini di annacquamento di quelli
che erano, una volta, gli ideali. Fanno
rimpiangere quasi i tempi andati in cui la
Democrazia Cristiana ed il Partito Comunista
Italiano, si combattevano, inciuciavano a
seconda della fase politica, ma comunque
avevano una spinta ideale da cui prendevano
le mosse. Oggi, si mettono insieme questi
due percorsi, DS e Margherita, per fare
semplicemente un grande contenitore. Penso
che il rischio sia appunto anche la
dispersione di qualsiasi approccio ideale
realizzando semplicemente la costruzione di
una macchina politica che deve macinare voti
e poltrone.
Cadrà questo governo Prodi? Scivolerà sullo
“scalone”?
Non credo che ci sia questo rischio.
Allo stato attuale, mi sembra stiano
rivedendo le posizioni di incoerenza tra
quanto sottoscritto negli accordi pre
elettorali con quanto è avvenuto dopo. Non è
certo una battaglia tra coloro che difendono
diritti e quanti invece li vogliono
cancellare. E’ una questione di coerenza e
di rispetto dei patti. Da questo punto di
vista io sono fiducioso considerando anche
quei settori più recalcitranti, penso a
Padoa Schioppa, che rivedranno in positivo
il loro approccio alla questione.
Dal momento che state dando lezioni di
equilibrio, gli elettori dicono: ma in che
cosa sono radicali questi di sinistra?
Si appunto. Qua non stiamo parlando
dell’erogazione, cosa che io ritengo
necessaria di un reddito garantito per
tutti, stiamo semplicemente parlando di
difendere quella che è conosciuta come la
riforma Dini. Quella stessa riforma che noi,
all’epoca, contestammo da sinistra e che
oggi qualcuno vuole disarticolare e
distruggere partendo dai principi e dalle
logiche della Maroni che fu uno schiaffo ai
lavoratori. Parliamo di un diritto
sacrosanto che deve essere garantito a
tutti. Lasciamo stare i parlamentari che lo
vedono acquisito appena dopo 36 mesi di
legislatura, ma non avere il diritto alla
pensione neanche dopo 36 anni di lavoro, è
una ingiustizia.
Il dossieraggio del Sismi non annovera
nessun personaggio del centrodestra,
come mai?
E’ una vicenda inquietante che dimostra
come la stagione dei veleni, delle trame
oscure purtroppo non è solo una pagina del
passato ma che si continua a perpetrare in
alcuni ambienti dei servizi e degli
apparati. Da questo punto di vista, è
fondamentale la capacità di fare chiarezza.
Comprendere anche il ruolo che hanno avuto
questi personaggi dentro la dinamica di
controllo politico che è una cosa poliziesca
che ricorda la storia, gli anni peggiori del
maccartismo negli USA.
La Commissione d’inchiesta, non è l’unico
sistema, secondo lei, per non arrivare mai
alla verità? Ci sono state celeberrime
Commissioni d’inchiesta che non hanno mai
portato a nulla.
E’ verissimo. Però, purtroppo, questi
sono gli strumenti che abbiamo a
disposizione. Auspicherei di arrivare ad un
processo di bonifica dei servizi cercando di
fare un po’ di pulizia in quegli ambienti
torbidi che hanno funestato la storia della
Repubblica e che ancora oggi hanno un ruolo
attivo nella deformazione e nella
degenerazione della politica, del rapporto
tra potere e società.
*Direttore di www.politicamentecorretto.com
(dal 1° settembre on line)
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