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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 11 MAGGIO 2007
Laici e cattolici. Sabato da Pannella o con Mastella?
Sara Dellabella

Mi ricordo quando i miei genitori mi dicevano di non fidarmi degli sconosciuti, di non parlare a nessuno quando scendevo in edicola a comprare Topolino, c’erano ancora le lire, ma non era una vita fa. Mi ricordo che ad un certo punto ho iniziato a fidarmi, senza criteri particolari, succedeva che ci si fidava e basta. Dell’aspetto, di un modo particolare di parlare, di una sintonia che si avvertiva nell’aria o più spesso del mancato disagio della situazione che si parava davanti. E cosi, si intrecciano amicizie e relazioni, nate sull’autobus, in discoteca, al bar, in chat, ai campi scuola della parrocchia, luoghi abitati da perfetti sconosciuti. Relazioni vissute, come le vivono tutti, con il loro bene ed il loro male. Gioie e dolori, come dicono in molti, storie singole che si uniscono per diventare “progetto comune” anche se poi non sempre con il lieto fine. Succede, quindi, che ci si fida e a fidarsi talvolta si soffre come cani.

 

E’ successo a tutti almeno una volta di sentire quel senso di bruciato allo stomaco ed un nodo di rabbia stretto in gola. E’ la storia di tutte le coppie del mondo al di là dell’orientamento sessuale e, penso che non voler riconoscere le migliaia di coppie di fatto di questo paese, vuol dire passare sopra al dolore che anche queste provano di fronte ad una storia che finisce. I sentimenti non conoscono un’identità, non hanno niente a che vedere con la razionalità, non sono di destra o sinistra, non sono né laici né cattolici. I sentimenti come i fiori, qualcosa di delicato da riparare dalle intemperie, sono delle creature da lasciar crescere in un ambiente protetto, proprio come i bambini. Sarà per questo che ogni volta che ci sentiamo feriti, di sentimenti non vorremmo provarne più. Vorrei potervi dimostrare che un gay o una lesbica piange proprio come piange un eterosessuale quando si sente ferito, quando un amore finisce e quando sente che qualcosa gli è morto dentro. Piange perché non esiste nessuna distinzione, siamo tutti uguali senza paura. Amare una persona, sciogliersi davanti agli occhi di un bambino, piangere quando qualcuno se ne va, non sono prerogativa di una parte politica, e finché non impareranno a difendere l’individuo nella sua specialità allora l’unico slogan possibile sarà “sabato né Pannella, né Mastella”.

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