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Mentre nei
nostri palazzi si preoccupano di disegnare
le linee del partito democratico, il grande
calderone del domani, c’è un paese che
borbotta.
I reati degli ultimi tempi hanno visto
protagonisti gli immigrati, soprattutto
rumeni. Tutti a puntare il dito: “ormai gli
stranieri siamo noi” è la frase ricorrente
degli ultimi giorni. In un autobus di
periferia a Roma, o nella metropolitana la
domenica pomeriggio la sensazione potrebbe
essere questa.
“Legalità e razzismo” è una delle
discussioni aperte nel forum del sito del
quotidiano la Repubblica. Questi alcuni
degli interventi, lo specchio di un’Italia
spaventata, che cova un senso profondo di
paura dell’altro.
“Nei soli primi tre mesi del 2007 gli
arresti a roma son stati 1300, in confronto
ai soli 1600 del 2006. Di questi gli
italiani sono solo 474, contro 260 rumeni,
30 albanesi, 50 algerini, 34 bengalesi, 15
bulgari e così via” fa notare con precisione
quasi cartesiana un lettore di Roma.
“Quella gente va ributtata da dove viene” ma
allo stesso modo qualcuno fa notare che gli
stessi italiani sono degli emigranti e
consiglia gli utenti del forum a visitare il
sito dell’ufficio immigrazione di New York
(www.ellisisland.com)
Ma la risposta
più veritiera, quella che forse fa più male
arriva da una signora tedesca, che alla
domanda come abbia trovato il belpaese dopo
anni di assenza, risponde: “gli italiani mi
sono sembrati molto più tristi, incattiviti
e maleducati”.
Come darle torto? ma siamo troppo occupati a
prendercela con qualche altro. E’ la solita
storia del bue che dice cornuto all’asino…
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