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Le
“lucciole” per le vie di Padova rivendicano
i loro diritti di lavoratrici del sesso.
L’on Goisis, sensibilissima al problema
sollevato a Padova dalle proteste delle
mondane contro l’ordinanza del sindaco
Zanonato di erogare multe da 50 euro ai i
clienti che si fermano per strada, esprime
le proprie convinzioni senza remore.
Il corteo, svoltosi il 16 maggio scorso,
faceva sfoggio di slogans “fate l’amore non
la guerra” oppure “meglio vendere amore che
false promesse elettorali. In Piazza delle
erbe, Kristal, una trans brasiliana e leader
della protesta ha gridato “rivendichiamo i
nostri diritti, il nostro è il mestiere più
antico del mondo”.
Onorevole Goisis, come la mettiamo con la
protesta delle lucciole avutasi a
Padova?
E’ un fatto grave e, per certi versi,
paradossale. Le prostitute si lamentano
contro la decisione del sindaco Zanonato di
multare i clienti che si fermano
per strada con le auto per contrattare.
Esse hanno anche denunciato che il sindaco
si rifiuta di riceverle.
Lei è favorevole o contraria alla
decisione del sindaco di multare i clienti?
Non solo sono favorevole, ma addirittura io
sarei anche più drastica nei confronti dei
clienti. Se non ci fossero i clienti, non ci
sarebbero le prostitute.
Attribuisco loro una colpa primaria, molto
grave soprattutto a quanti vanno con
minorenni.
Ma fatta la legge trovato l’inganno, le
prostitute hanno pensato ad una forma di
indennizzo.
Già, daranno un bollino rosa ai clienti che
saranno stati multati a causa delle soste
per strada e questo bollino darà loro
diritto ad una prestazione gratis. Ecco,
questa è la novità. E’, come dire, un
sistema per andare incontro ai clienti.
Poverini.
Non serve a niente allora?
Voglio esprimere la mia più ferma
opposizione anche in qualità di mamma,
insegnante e leghista.
Per le vie di Padova si prostituiscono
ragazze minorenni poco più che bambine. I
clienti che continuano a frequentarle
avallano la posizione degli sfruttatori, ne
alimentano il mercato. In un certo senso,
sono sfruttatori a loro volta se vanno con
ragazzine di 14, 15 anni.
Questo è un problema serio ma come
risolverlo?
E’ chiaro che è una questione vecchia, non è
mai stata risolta.
Secondo me la prostituzione deve essere
rimossa dalle strade per ridare decoro alle
nostre città. In ogni ora del giorno e della
notte, a partire dalla mattina, per le vie
di Padova, vanno in giro decine di
prostitute. Ai bambini che chiedono cosa
fanno tutte quelle ragazze, non si può
sempre rispondere che aspettano il tram.
Riaprire le case chiuse?
Sono contraria. Perché le case chiuse
significano ghettizzare e schiavizzare
ulteriormente queste donne, queste ragazze,
queste bambine. Sappiamo tutti che, molto
spesso, si trovano in queste situazioni
perché costrette o ingannate da schiavisti
senza scrupoli.
Significherebbe, dunque, emarginarle
ulteriormente come avveniva una volta, erano
lì in quelle case e vi rimanevano per tutta
la vita.
Destinare aree a luci rosse?
Sono contraria anche a questa soluzione.
Nelle città, non vi sono aree dove questo
potrebbe essere possibile. A Mestre vi sono
zone a luci rosse ma sono molto, molto fuori
dei centri abitati.
Come si fa allora?
Chi vuol esercitare la prostituzione, lo
faccia in casa sua. Naturalmente presentando
dichiarazione dei redditi e pagando le
tasse. Le faccio una domanda provocatoria: e
se la prostituzione divenisse reato?
Io sarei favorevole considerare la
prostituzione reato se esercitata per
strada. Nella mura della propria casa,
ognuno può fare quello che vuole. Per strada
no.
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