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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 26 MAGGIO 2007
Intervista all’onorevole Paola Goisis Lega Nord Padania

Salvatore Viglia

Le “lucciole” per le vie di Padova rivendicano i loro diritti di lavoratrici del sesso.

L’on Goisis, sensibilissima al problema sollevato a Padova dalle proteste delle mondane contro l’ordinanza del sindaco Zanonato di erogare multe da 50 euro ai i clienti che si fermano per strada, esprime le proprie convinzioni senza remore.
Il corteo, svoltosi il 16 maggio scorso, faceva sfoggio di slogans “fate l’amore non la guerra” oppure “meglio vendere amore che false promesse elettorali. In Piazza delle erbe, Kristal, una trans brasiliana e leader della protesta ha gridato “rivendichiamo i nostri diritti, il nostro è il mestiere più antico del mondo”.

Onorevole Goisis, come la mettiamo con la protesta delle lucciole avutasi a Padova?

E’ un fatto grave e, per certi versi, paradossale. Le prostitute si lamentano contro la decisione del sindaco Zanonato di multare i clienti che si fermano per strada con le auto per contrattare.
Esse hanno anche denunciato che il sindaco si rifiuta di riceverle.

Lei è favorevole o contraria alla decisione del sindaco di multare i clienti?
Non solo sono favorevole, ma addirittura io sarei anche più drastica nei confronti dei clienti. Se non ci fossero i clienti, non ci sarebbero le prostitute.
Attribuisco loro una colpa primaria, molto grave soprattutto a quanti vanno con minorenni.

Ma fatta la legge trovato l’inganno, le prostitute hanno pensato ad una forma di indennizzo.
Già, daranno un bollino rosa ai clienti che saranno stati multati a causa delle soste per strada e questo bollino darà loro diritto ad una prestazione gratis. Ecco, questa è la novità. E’, come dire, un sistema per andare incontro ai clienti. Poverini.

Non serve a niente allora?
Voglio esprimere la mia più ferma opposizione anche in qualità di mamma, insegnante e leghista.
Per le vie di Padova si prostituiscono ragazze minorenni poco più che bambine. I clienti che continuano a frequentarle avallano la posizione degli sfruttatori, ne alimentano il mercato. In un certo senso, sono sfruttatori a loro volta se vanno con ragazzine di 14, 15 anni.

Questo è un problema serio ma come risolverlo?
E’ chiaro che è una questione vecchia, non è mai stata risolta.
Secondo me la prostituzione deve essere rimossa dalle strade per ridare decoro alle nostre città. In ogni ora del giorno e della notte, a partire dalla mattina, per le vie di Padova, vanno in giro decine di prostitute. Ai bambini che chiedono cosa fanno tutte quelle ragazze, non si può sempre rispondere che aspettano il tram.
 

 

Riaprire le case chiuse?
Sono contraria. Perché le case chiuse significano ghettizzare e schiavizzare ulteriormente queste donne, queste ragazze, queste bambine. Sappiamo tutti che, molto spesso, si trovano in queste situazioni perché costrette o ingannate da schiavisti senza scrupoli.
Significherebbe, dunque, emarginarle ulteriormente come avveniva una volta, erano lì in quelle case e vi rimanevano per tutta la vita.

Destinare aree a luci rosse?
Sono contraria anche a questa soluzione. Nelle città, non vi sono aree dove questo potrebbe essere possibile. A Mestre vi sono zone a luci rosse ma sono molto, molto fuori dei centri abitati.

Come si fa allora?
Chi vuol esercitare la prostituzione, lo faccia in casa sua. Naturalmente presentando dichiarazione dei redditi e pagando le tasse. Le faccio una domanda provocatoria: e se la prostituzione divenisse reato?
Io sarei favorevole considerare la prostituzione reato se esercitata per strada. Nella mura della propria casa, ognuno può fare quello che vuole. Per strada no.

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