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Invincibili
in un tempo che non conosce battaglie e
scontri. Invincibili in un tempo che non
conosce grida o voci fuori dal coro.
Animi pacati, talvolta assopiti,
incapaci di manifestare i propri
sentimenti nello sfogo liberatorio di un
urlo. Un’esistenza spesso appassita, che
non si riconosce più in ideali ed eroi,
ignara ed incapace di indignasi di
fronte alle ingiustizie e ai soprusi.
Invincibili sono loro, quelli che ancora
si battono, che sentono fastidio davanti
alle ingiustizie, alle decisioni prese
dall’alto senza essere presi in
considerazione. Invincibile è chi fa
qualcosa e non si lamenta, chi prova la
via della soluzione in maniera
operativa, perché ancora si sente
protagonista delle decisioni che lo
riguardano. Invincibile è chi crede che
si possa “fare meglio”, che l’interesse
proprio non finisce nel giardino di
casa, ma che parzialmente si può essere
piccoli eroi anche senza vincere mai
nessuna battaglia. Invincibile è chi
spesso rimane a terra e da lì riparte di
nuovo, perché le botte fanno male, ma il
mondo conosce di peggio. E’ chi non si
ferma a se stesso, quando ne avrebbe
tutte le ragioni, quando ci si accorge
di essere da soli a “battere cassa” a
certi personaggi. Invincibile è chi
bussa a porte
mute e, non smette di battere, perché è
certo che prima o poi qualcuno
risponderà. Invincibile è una testa
dura, duro come l’ottimismo, un po’
folle e sognatore, eroe della speranza,
masochista, ma anche tanto realista.
Perché l’asfalto fa male, ed i lividi
sono il companatico dei sogni.
Invincibili ce ne sono pochi, e invece
di tanti avremo bisogno.
Perché
tutto questo discorso sugli invincibili?
Perché certi giorni è difficile credere
ancora a qualcosa. Quando i soldi non
bastano per arrivare a fine mese, quando
va a fuoco un palazzo di periferia
lasciando senza casa tanti
extra-comunitari, quando arriva una
bolletta rincarata, quando arriva la
cassa integrazione, quando ti dicono che
taglieranno il personale e tu sei in
quel taglio, quando si annuncia un’altra
guerra, quando i gay sono un male da
allontanare, quando il messaggio
evangelico va in stand-by, quando si
perde il filo del discorso e le
vicinanze diventano distanze… allora
abbiamo bisogno di essere Invicibili.
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