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La
bella stagione ha finalmente riacceso le
vallate dell'Afghanistan e con essa i
fuochi della guerra. Domani vi sarà
battaglia e in nome della democrazia e
della pace un giovane uomo italiano ed
uno afgano si spareranno. Sono Caruso ed
Ali, nemici per caso di una guerra
assurda. Il carabiniere speciale Caruso
viene da un bel paesino in provincia di
Napoli. Due figli piccoli e una moglie
preoccupata che lo aspetta. La sua
famiglia sa che il babbo è in missione
di pace ma è da qualche tempo che la
televisione dice che in Afghanistan c'è
la guerra. Caruso voleva fare il
carabiniere fin da piccolo, come il
nonno, e quando è venuto il momento ha
scelto le forze speciali. Per un uomo
del suo fisico e delle sue qualità non è
stato difficile, poi gli è sempre
piaciuto viaggiare e con il peacekeeping
pagano molto meglio. La missione in
Afghanistan l'ha voluta con forza anche
perché sogna una casa tutta sua con un
bel giardino per i figli. Caruso sa che
domani si dovrà sparare e si corica
dicendo una preghiera al Padre Eterno
che lo faccia ritornare sano e salvo
dalla sua famiglia che ha bisogno di
lui. Ali vive con la madre in una
casetta di fango vicino al fiume, da
quando la guerra civile ha decimato la
sua famiglia, si occupa di lei. Del
resto non ha ancora i soldi per sposarsi
e sopravvive vendendo arachidi al
mercato del villaggio. Quando non riesce
a sfamarsi bussa alla porta di Wais, il
signore della guerra più potente della
provincia che gli passa qualche lavoro
extra impugnando il kalasnikov. La sua
specialità, lo maneggia da quando è
bambino e con gli amici scorazzava tra
le alte vette della zona. Ali non è un
terrorista e nemmeno un Talebano, è solo
un Pasthum del sud che non ha mai
digerito il nuovo governo filo
americano. E quando il comandante Wais
lo ha chiamato non ci ha pensato due
volte. Dice che dopo tanti anni non è
cambiato niente in Afghanistan e che gli
stranieri vogliono solo comandare. Ali
passa la nottata pregando, sa che domani
si sparerà e prima di coricarsi supplica
Allah di proteggere il suo paese e tutti
i fratelli musulmani.
Il sole è già alto e la battaglia
impazza tra le rocce della valle. Il
carabiniere speciale Caruso prende
posizione dietro un masso e attende il
suo momento. Soffre quel dannato vento
polveroso, ha caldo e una paura fottuta.
Pensa a casa sua e alla ragione di
quella guerra, pensa al perché deve
rischiare la propria vita e fatica a
trovare una valida risposta: la
professionalità, la fedeltà all'Arma, la
pace dell'Afghanistan, l'ONU, la
democrazia, lo stipendio. Risposte che
non riescono a fermare quel maledetto
tarlo che gli penetra la mente in quei
momenti di terrore. Caruso non trova una
ragione che valga la sua vita, nemmeno
l'odio per quel nemico che non conosce
ma che forse in parte comprende. A
qualche centinaia di metri Ali scalpita
con il fuoco negli occhi. Il comandante
Wais gli ha affidato dieci uomini ed è
la sua grande occasione per far vedere
quanto vale. Sono mesi che attende di
sfogare la sua rabbia verso gli
stranieri e dare il suo contributo per
la libertà del proprio paese. Mentre si
sporge oltre il masso a scrutare le
rocce che conosce da una vita, il cuore
gli batte forte. Ali pensa al suo paese,
ai fratelli musulmani, pensa al riscatto
dopo decenni di guerre e sofferenze, e
pensa alla fortuna di poter donare la
sua vita. Sono momenti interminabili,
Caruso ed Ali impugnano tremando le loro
armi. Tra breve il loro sguardo si
incrocerà, cosi come il loro destino.
Come due mondi lontani accomunati solo
dalla tragedia della guerra e
dall'illusione che essa sia il prezzo
per la pace e la democrazia in
Afghanistan.
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