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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 13 MARZO 2007
Incubo afgano

Tommaso Merlo

La bella stagione ha finalmente riacceso le vallate dell'Afghanistan e con essa i fuochi della guerra. Domani vi sarà battaglia e in nome della democrazia e della pace un giovane uomo italiano ed uno afgano si spareranno. Sono Caruso ed Ali, nemici per caso di una guerra assurda. Il carabiniere speciale Caruso viene da un bel paesino in provincia di Napoli. Due figli piccoli e una moglie preoccupata che lo aspetta. La sua famiglia sa che il babbo è in missione di pace ma è da qualche tempo che la televisione dice che in Afghanistan c'è la guerra. Caruso voleva fare il carabiniere fin da piccolo, come il nonno, e quando è venuto il momento ha scelto le forze speciali. Per un uomo del suo fisico e delle sue qualità non è stato difficile, poi gli è sempre piaciuto viaggiare e con il peacekeeping pagano molto meglio. La missione in Afghanistan l'ha voluta con forza anche perché sogna una casa tutta sua con un bel giardino per i figli. Caruso sa che domani si dovrà sparare e si corica dicendo una preghiera al Padre Eterno che lo faccia ritornare sano e salvo dalla sua famiglia che ha bisogno di lui. Ali vive con la madre in una casetta di fango vicino al fiume, da quando la guerra civile ha decimato la sua famiglia, si occupa di lei. Del resto non ha ancora i soldi per sposarsi e sopravvive vendendo arachidi al mercato del villaggio. Quando non riesce a sfamarsi bussa alla porta di Wais, il signore della guerra più potente della provincia che gli passa qualche lavoro extra impugnando il kalasnikov. La sua specialità, lo maneggia da quando è bambino e con gli amici scorazzava tra le alte vette della zona. Ali non è un terrorista e nemmeno un Talebano, è solo un Pasthum del sud che non ha mai digerito il nuovo governo filo americano. E quando il comandante Wais lo ha chiamato non ci ha pensato due volte. Dice che dopo tanti anni non è cambiato niente in Afghanistan e che gli stranieri vogliono solo comandare. Ali passa la nottata pregando, sa che domani si sparerà e prima di coricarsi supplica Allah di proteggere il suo paese e tutti i fratelli musulmani.

 

Il sole è già alto e la battaglia impazza tra le rocce della valle. Il carabiniere speciale Caruso prende posizione dietro un masso e attende il suo momento. Soffre quel dannato vento polveroso, ha caldo e una paura fottuta. Pensa a casa sua e alla ragione di quella guerra, pensa al perché deve rischiare la propria vita e fatica a trovare una valida risposta: la professionalità, la fedeltà all'Arma, la pace dell'Afghanistan, l'ONU, la democrazia, lo stipendio. Risposte che non riescono a fermare quel maledetto tarlo che gli penetra la mente in quei momenti di terrore. Caruso non trova una ragione che valga la sua vita, nemmeno l'odio per quel nemico che non conosce ma che forse in parte comprende. A qualche centinaia di metri Ali scalpita con il fuoco negli occhi. Il comandante Wais gli ha affidato dieci uomini ed è la sua grande occasione per far vedere quanto vale. Sono mesi che attende di sfogare la sua rabbia verso gli stranieri e dare il suo contributo per la libertà del proprio paese. Mentre si sporge oltre il masso a scrutare le rocce che conosce da una vita, il cuore gli batte forte. Ali pensa al suo paese, ai fratelli musulmani, pensa al riscatto dopo decenni di guerre e sofferenze, e pensa alla fortuna di poter donare la sua vita. Sono momenti interminabili, Caruso ed Ali impugnano tremando le loro armi. Tra breve il loro sguardo si incrocerà, cosi come il loro destino. Come due mondi lontani accomunati solo dalla tragedia della guerra e dall'illusione che essa sia il prezzo per la pace e la democrazia in Afghanistan.

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