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Tremaglia
tranquillizza sulla posizione del governo
canadese ma allarma per quella italiana
sulla legge degli italiani all’estero.
Cosa pensa della posizione assunta dal
governo canadese per le novità sul voto
degli italiani all’estero?
Intanto, non si tratta del voto degli
italiani all’estero ma dell’elettorato
passivo, cioè la possibilità, il diritto che
gli italiani hanno di farsi leggere.
Il governo canadese non contesta per nulla
quello che è l’elettorato attivo. Gli
italiani all’estero possono andare a votare.
Questo è pacifico.
La contestazione, non è di oggi, è antica:
quella di non venire votati. Il governo
canadese non ritiene che sia possibile che i
cittadini italiani che vivono in Canada
possano diventare senatori o deputati nel
parlamento italiano. Questo è il punto.
Insomma, si ripropone una questione che
sembrava superata.
Su questo stesso punto ci battemmo a lungo
con il governo canadese quando io ero
ministro per gli italiani nel mondo.
Allora trovammo, per la verità, grande
disponibilità e cordialità, tanto che, alla
fine, il governo canadese accettò
l’applicazione della LeggeTremaglia.
All’epoca, evidentemente, il Canada accettò
di fare questo esperimento. Ci fa conoscere,
adesso, che questo esperimento è stato fatto
e che intende rimettere in discussione la
possibilità, da parte dei concittadini
italiani residenti in Canada, di essere
votati e quindi di essere eletti.
Ecco, si tratta di andare ancora una volta
ad un chiarimento in un clima di grande
cordialità ed amicizia con lo Stato
canadese. Credo che spiegandoci, certamente
ritorneremo ad avere riconosciuto questo
diritto.
Non dimentichiamoci mai che questa
operazione che io ho avuto l’onore di fare,
ubbidisce alla Costituzione della Repubblica
Italiana perché io riuscii a cambiare la
Costituzione italiana due volte e proprio
per quanto riguardava l’elettorato attivo e
l’elettorato passivo dove si fa nascere la
circoscrizione estero con 6 senatori e 12
deputati.
In questa circostanza, pur non essendo più
ministro, penso di prendere contatti con le
autorità canadesi che io ho ampiamente
conosciuto per riprendere il colloquio e
riottenere questo che è diventato un atto di
fraternità e di giustizia internazionale.
Ho intenzione, innanzitutto, di concertare,
insieme con i 18 eletti all’estero,
un’azione, senza guardare se sono stati
eletti di qua o di là. Questa sarà la
dimostrazione che vi è un grande interesse
comune, non solo, ma dico a questi miei
amici che sono nel parlamento italiano,
senatori e deputati: attenzione.
Attenzione perché sono in corso, non le
manovre canadesi, con i canadesi ci dovrà
essere un chiarimento di lealtà e di
amicizia, ma sono già in corso le manovre
per quanto riguarda le elezioni italiane e
cioè la nuova legge elettorale. Ecco, non
vorrei che proprio nella nuova legge
elettorale, qualcuno si sia già mosso, in
Italia, per non dare la possibilità agli
italiani residenti all’estero, di essere
votati.
La questione sollevata dal Canada è stata
già percorsa e noi tratteremo col governo
canadese.
Invece, da questa parte, cioè la parte dei
partiti italiani, è cominciata a nascere, a
rinascere la tendenza a far fuori, sul piano
elettorale, gli italiani all’estero. Il che
è di gran lunga più pericoloso.
E’ una vergogna!
A cosa si riferisce?
Io mi riferisco non solo a voci, ma a
qualcosa di più. Ci sarebbe l’intenzione di
modificare l’art. 8 della legge in modo che
quelli che devono essere candidati
all’estero, non siano più i residenti
all’estero come vuole la Costituzione
italiana e la legge Tremaglia.
Così da poter candidare, nella
circoscrizione estero, quelli che risiedono
in Italia. Si dimenticano che tutta la parte
che riguarda l’elettorato della
circoscrizione estero è garantita dalla
Costituzione.
Io sono contro, per quanto mi riguarda, ma
chiedo a tutti quanti, gli elettori italiani
all’estero che si impedisca questa infamia
contro gli italiani all’estero. Questa è la
mia richiesta che è totale perché la
battaglia che è stata fatta e che è stata
vinta, oggi, può essere messa ancora una
volta in discussione.
In che modo?
Dobbiamo fare una vera ed autentica
contro-azione, una vera ed autentica
barricata per impedire questo misfatto.
In ogni caso, sono a completa disposizione
di tutti quelli che sono stati eletti e di
quelli che non sono stati eletti, di tutti
gli italiani all’estero perché venga
mantenuto il grande diritto di quella
battaglia di civiltà che abbiamo vinto tutti
quanti per gli italiani nel mondo. Datemi
una mano, io vi do tutto il mio appoggio
sino in fondo con quell’animo e quella
determinazione che ho sempre avuto e che
rinnovo in questo momento in difesa degli
italiani nel mondo e contro questo autentico
misfatto che deve essere completamente
abbattuto. Dobbiamo farlo subito prima che
sia troppo tardi.
Tra tutti quelli che vogliono compiere
questo assurdo antidemocratico veramente
ignobile, vi è quel Selva il quale ci ha
attaccato, mi ha attaccato dicendo che il
voto all’estero è un assurdo. Non ho altro
da dire perché questo linguaggio è ignobile
e questo tentativo, nonostante tutto, non mi
abbandonerà ad alimentare, ulteriormente,
alcuna polemica.
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