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I politici
italiani si scagliano contro i giornali che
sono impegnati a pubblicare notizie relative
allo scandalo Vallettopoli. Il caso è quello
del gruppo di fotografi (finito recentemente
in manette) che sorprendeva i Vip (tra i
quali molti politici) in situazioni
compromettenti al fine di ricattarli
estorcendo loro denaro.
Tra gli altri, il portavoce del Governo
Silvio Sircana (ricattato per una presunta
foto che lo ritrae insieme a transessuali) e
il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi
(che avrebbe pagato profumatamente per le
foto di sua figlia Barbara ubriaca).
"Mi sembra che questo ulteriore scandalo
stia imbarbarendo la vita civile in modo
inaccettabile - ha tuonato il Cavaliere - da
come si stanno mettendo le cose, le vittime
che hanno subito dei ricatti vengono messe
alla berlina e diventano oggetto di
aggressioni mediatiche: questo non è
ammissibile. Davvero un fenomeno
assolutamente deprecabile, tanto più che si
tratta di fango non supportato da alcuna
prova".
Sulla stessa lunghezza d'onda il primo
ministro Romano Prodi ("attacco a Sircana
indegno di un paese serio") e il suo vice
Francesco Rutelli ("disgustato per l'azione
diffamatoria operata ai danni di Sircana").
Da parte sua, il ministro della Giustizia
Clemente Mastella ha auspicato che "si
velocizzi il disegno di legge sulle
intercettazioni", che in questo momento è
fermo in Parlamento.
Il direttore de Il Giornale Maurizio
Belpietro si chiede invece perché la stampa
possa fare i nomi delle vallette o dei
calciatori coinvolti nello scandalo senza
che nessuno alzi la voce, ma non possa
nominare un politico senza scatenare una
rivolta: "Tutti mi domandano perché ho
pubblicato il nome di Sircana. In realtà ci
sarebbe da chiedersi perché gli altri
giornali, che pure avevano il nome di
Sircana, non lo hanno pubblicato".
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