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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 20 MARZO 2007
Movimento per la pace. Silenziato
Sara Dellabella

Sabato 17 marzo nelle principali città del mondo si sono incontrati i movimenti pacifisti per ribadire il loro “No alla guerra”. Una manifestazione che si ripropone oramai da tre anni anche nella nostra penisola. Tutto ebbe inizio con i bombardamenti su Bagdad, il 20 marzo del 2003, con la guerra all’Iraq di Saddam. Copiose negli anni le mobilitazioni dei partiti, delle associazioni e di parecchi esponenti del mondo mediatico. Quest’anno la manifestazione romana, ha contato invece, sulla totale defezione sia da parte del mondo dell’informazione che di quello politico e dei movimenti.

Poche migliaia le persone scese in strada a Roma, molti convinti del fatto che sia la Sinistra al potere ad “affondare il mondo dei movimenti”, altri considerando il fatto che “di manifestazioni non se ne può più, ogni sabato ce n’è una”.
Insomma quello che si è parato a Roma sabato, è stato uno scenario del tutto irreale, che ha visto un certo imbarazzo in chi nonostante la disinformazione non ha mancato al consueto appuntamento di marzo, chi non si è dimenticato della pace, neanche quando la stampa ha dimenticato di menzionare l’appuntamento nelle proprie pagine.

Anche il rapimento di Mastrogiacomo è passato pressoché inosservato, solo un lungo striscione avanzava richiedendo la liberazione del reporter. Un clima strano, difficilmente descrivibile, a metà tra gli irriducibili del vecchio movimento pacifista e un’assenza studiata e accettata tacitamente da tutti. Assenze giustificate, quasi un clima di complotto.

 

Assenti anche i giornalisti, che solamente un anno fa erano scesi in piazza a manifestare, con Giuliana Sgrena ad aprire il corteo. Bisognerebbe riprendere in mano le pagine di giornale di qualche anno fa, ed interrogarsi sul dove sono finiti quei lunghi cortei pacifisti, e tutti quei personaggi che si sono sempre mostrati crociati della pace.
Il rapimento di Mastrogiacomo, è stato sicuramente uno dei motivi che hanno fatto passare in secondo piano la manifestazione, ma quale altro avvenimento sarebbe stato più adatto a ribadire il ”No” dell’Italia alla guerra? il no della società civile, il no di quel popolo che spesso non viene rappresentato dalle aule del Parlamento.

La partecipazione dei politici e dei movimenti, comprese le associazioni, avrebbe costruito un chiaro messaggio per i rapitori del reporter, che avrebbero constatato quanto gli Italiani siano distanti dalla loro politica, e che il rapimento di un giornalista non è la soluzione a nulla. Il movimento della pace è stato silenziato, questa è la notizia.

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