WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 7 NOVEMBRE 2007
La prima serata non è per tutti

Daniela Gaudenzi
 

Dopo sei anni di proscrizione televisiva per  “uso criminoso”  dell’elettrodomestico più amato dagli italiani è ritornato, ovviamente non ospite del servizio pubblico che preferisce i noti opinionisti- intrattenitori che con assoluta disinvoltura commentano contestualmente l’efferato omicidio di Roma e “L’isola dei famosi”,  Daniele Luttazzi, uno che ha la pessima abitudine di pensare, di studiare e di non farsi intimidire.

La 7 gli ha garantito la libertà di espressione che è l’essenza e la conditio sine qua non della satira e contemporaneamente l’ha relegato in una fascia oraria in e in una serata particolarmente “difficili”,  il sabato alle 23.30 ma nonostante la collocazione non proprio felice il suo Decameron  è stato insieme alla serata di Marco Paolini un exploit per la testata, anche in termini di auditel.

Se è stato abbastanza difficile rivedere in uno schermo televisivo i volti degli epurati, professionisti incensurati (penalmente) rei di aver fatto al meglio il proprio lavoro di giornalisti o di autori satirici è invece molto facile e quasi inevitabile imbattersi quasi ogni sera e su tutte le reti pubbliche e private in vips di ogni ordine e grado tanto più ricercati ed ambiti in quanto protagonisti delle cronache giudiziarie.

Tra questi signori il protagonista assoluto delle ultime settimane è ritornato Luciano Moggi, già celebrato su molte prime pagine per le affollate serate estive che preannunciavano la rentrée trionfale e che si è prodotto, dopo essersi dato generosamente a Rai e Mediaset, anche a Le invasioni barbariche di Daria Bignardi, in un uno show degno di un grande padrino.

L’intervistatrice inizia con toni più che rassicuranti domandandogli come va, se si sente ancora come ha scritto nel libro che sta presentando in tutti i salotti televisivi “un treno deragliato” e se davvero nei momenti più “difficili” lui e la moglie non riuscissero più nemmeno a mangiare.

I capi di imputazione, la cupola, le intercettazioni, il rinvio a giudizio sono ancora lontani e rimarranno molto in sottofondo per tutta la chiacchierata, ma non basta. 

Secondo “il capro espiatorio” quando nel maggio 2006 c’erano 9 pagine dedicate a lui è perché “ il governo non si riusciva a formare, si ricordi bene” e  “quando dicono che con me manca il contraddittorio è perché quando ci sono io non c’è contraddittorio”. Adesso si considera fuori da tutto e dichiara di fare il giornalista.

La cupola? Due persone, Giraudo e Moggi.  Gli errori?  “Ho pagato troppo per la protezione che davo ai giocatori. Mi portavano rispetto… Ho fatto troppo bene. Ci sono molti più diavoli di me.. .. .. tranquilla”.

Poi tra una professione di devozione a padre Pio e la rievocazione di un viaggio a Lourdes un mese fa, quando la Bignardi prova a domandargli come faceva con 400 telefonate al giorno a mangiare o ad andare in bagno il grande boss si innervosisce un po’ e scatta “glielo faccio vedere dopo come facevo a fare la pipì”.

Alla reazione pacata ma ferma della giornalista che lo invita ad abbandonare toni  ingiuriosi ed arroganti da padrino, obietta che è lei ad offendere, a non rispettare “gli accordi” intercorsi prima di andare in onda e minaccia che da quel momento risponderà con un sì o con un no.

Quanto alla Maserati per Pairetto si è trattato di un favore ad un amico. “Lei non ha mai fatto favori? E’ uno scandalo fare un favore? Ma dove vivono tutti quelli che si scandalizzano?”

Della definizione che gli riserva Mazzucca, il direttore del Carlino di Bologna nella prefazione al suo libro, “se non è un diavolo è il più furbetto” è molto soddisfatto perché significa che è il più bravo e per sottolineare il concetto aggiunge  “in 12 anni non ho mai chiesto una lira all’azionariato di riferimento”.

Infine sul ruolo di dominus del sistema che emerge dall’inchiesta e dalle intercettazioni domanda alla sua “sprovveduta” intervistatrice:  “ma a lei le hanno raccontato che siamo in 38, sono in buona compagnia..”

A Petruccioli e Confalonieri che da buoni vecchi amici con gusti e sensibilità affini hanno dichiarato e messo in pratica che Daniele Luttazzi non sarebbe tornato a Raiset a causa della sua predilezione per “la cioccolata”, verrebbe spontaneo chiedere perché debba starci in qualsiasi fascia oraria un signore che oltre ad intimidire e a mandare messaggi in stile mafioso, minaccia una signora che lo intervista di mostrarle le sue performances al cesso.

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il martedi'
Daniela Guadenzi

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