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"E siamo ancora a zero", con questa frase Santoro ha aperto la nuova
stagione della sua trasmissione. Dopo tanti anni l'unica che riesce ad
andare oltre la patinata realtà virtuale televisiva. L'unica che va
più in profondità delle chiacchiere degli ospiti, per illustrare la
cosa che oggi sembra dare più fastidio di ogni altra cosa, la verità.
Certo, Berlusconi cacciò Santoro senza scrupoli, ma oggi don Prodi, in
genere avido di dichiarazioni pubbliche, si scomoda per criticare un
talk show televisivo che lo ha sfiorato. Il Ministro della
Giustizia, da parte sua, lancia pubblici anatemi ed espia. Ma cosa vuole la
politica dai cittadini, che facciano finta di
niente?
Facciamo finta, allora. Facciamo finta che la politica, esaurite le
poltrone disponibili con la lottizzazione tradizionale, non abbia
cominciato a fondare a suon di milioni società fittizie per sistemare
le proprie clientele.
Facciamo finta che la politica sia trasparente, efficace e all'altezza delle aspettative della società moderna.
Facciamo finta che la criminalità organizzata nel meridione sia solo
uno dei tanti problemi che l'affliggono. Facciamo finta che i ragazzi
che là stanno alzando la testa non siano il volto sano di un Italia
nuova. E facciamo finta che dietro del trasferimento del Magistrato De
Magistris ci siano solo dei cavilli
procedurali.
Facciamo finta anche di credere che questa classe dirigente sia in
grado di ridare al nostro paese un minimo di dignità. Di farci uscire
dal pantano delle connivenze mafiose, della corruzione,
dell'immobilismo. Facciamo finta di credere alle categorie politiche
del passato e ai miopi egoismi dei partitini che affollano il
Parlamento.
Facciamo finta, insomma, di non essere all'anno zero. Di non essere a
quell'anno in cui la ricerca della verità da fastidio ai potenti. E in
cui i cittadini devono scendere in piazza per difendere un Magistrato
scomodo e il diritto alla legalità. Certo, se si potesse far finta di
non essere in Italia si potrebbe anche evitare di lottare.
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