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Ripulire
le strade da lavavetri, venditori
ambulanti, prostitute, transessuali e
mendicanti di ogni specie. Tolleranza
zero verso chi disturba il cittadino
contribuente che ha diritto alla
vivibilità della propria città. Pugno
duro contro l'illegalità diffusa frutto
dell'immigrazione clandestina e
selvaggia. No, non è Bossi che parla e
tanto meno Storace che oggi hanno grane
ben più serie di cui occuparsi. Questa
sembra essere invece la linea politica
dettata dall'iniziativa del sindaco
Dominici. Uomo tradizionalmente di
sinistra, sindaco di una città
tradizionalmente di sinistra, capoluogo
di una regione tradizionalmente di
sinistra, esponente di un partito
tradizionalmente di sinistra, che ha
deciso di impugnare il manganello rosso.
Del resto si sa, col tempo anche le
migliori tradizioni rischiano di
scomparire. E probabilmente, troppo
stressato da una cittadinanza esasperata
dalle angherie dei mendicanti, il
sindaco Dominici ha fatto i suoi conti.
Il problema c'è, i suoi cittadini sono
incazzati, lo stato è latitante, quegli
immigrati violano la legge, e lui gli
porta via secchiello e paletta, li
scheda e li minaccia di mandarli in
galera. Minaccia a cui in Italia forse
non crede nemmeno un immigrato, ma
almeno è fatto salvo il sacrosanto
diritto dei cittadini di godersi in pace
le file ai semafori. Insomma, un
Dominici alla Giuliani, sindaco di New
York, a cui viene attribuito il
traguardo storico di aver ripulito la
Grande Mela dalla criminalità di strada,
come se fossero i calci in culo dei
poliziotti e non nuove opportunità di
lavoro ad aver convinto migliaia di
negri a mettere la testa a posto. Ma è
comunque un'altra storia, un altro
paese, un'altra cultura. La decisione
dell'amministrazione Dominici, più che
un atto di forza di un ente pubblico
comunque ridicolamente impotente di
fronte al fenomeno globale della
immigrazione di massa, sembra un
ammissione di sconfitta di idee che la
sinistra italiana ha sostenuto per
decenni. Non è che il sindaco di Firenze
decreta tale sconfitta, ma per lo meno
Dominici, nei fatti, dimostra non
crederci più, di aver abbandonato la
convinzione che attraverso l'accoglienza
e l'integrazione sia possibile risolvere
anche gli aspetti più amari
dell'immigrazione. L'idea che si vada
verso una società multietnica e che non
è la repressione ma l'offerta di
opportunità agli immigrati che ne
regolarizza la convivenza nel nostro
paese. Evidentemente a Firenze tale
politica ha fallito, forse gli immigrati
sono troppi e la capacità di
assorbimento della società fiorentina è
esaurita, forse è finita la pazienza nel
gestire un fenomeno troppo complesso,
forse gli enti locali sono stati
lasciati soli e non hanno avuto i mezzi
idonei per affrontarlo. Sta di fatto che
l'ordinanza di Firenze puzza
drammaticamente di bandiera bianca. Di
chi, come direbbe Bossi e Storace, non
gliene frega più un cazzo di spaccarsi
la testa con la complessità di un
fenomeno come dell'immigrazione. Di chi
vuole la legalità, l'ordine e la pulizia
anche a costo di nascondere la sporcizia
sotto il tappeto. Perché alla fine
quello che paga nelle urne è l'effetto
ottico.
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