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179 le piazze
in tutta Italia mobilitate per il V-Day, il
Vaffanculo Day di Beppe Grillo. Centinaia di
migliaia le firme raccolte per il progetto
di legge “un parlamento più pulito” con
recita dei 25 onorevoli condannati in via
definiva che siedono in Parlamento. Il
titolo di questa giornata, poco onorevole
nei toni, aggressivo nei modi, nel pieno
stile Grillo d’altronde, ha richiamato dal
basso, attraverso un fitto passaparola
partito dal web la società civile a
schierarsi in favore di una politica più
trasparente. A Roma, nei giardini della
Basilica di San Paolo nessuna bandiera di
partito ha fatto capolino alla
manifestazione, tranne una breve visita
della delegazione di Forza Nuova, che però
non ha trovato pane per i suoi denti e tra
l’indifferenza generale se n’è andata con la
coda tra le gambe. Tutto questo perché,
questo V-Day ha poco a che vedere con la
politica ed i partiti, è un appello a
“svegliarsi” , chiedendo cose precise con i
toni della pretesa. Perché fare politica,
occuparsi della res publica, occupare la
poltrona non deve essere l’obiettivo da
mantenere, ma da gestire con un orecchio
teso ai bisogni della gente. Le polemiche
hanno investito la legge elettorale a liste
bloccate, le primarie del PD come una
buffonata organizzata, dove tutto è deciso
tra i soliti noti. File interminabili per
restituire un po’ di ordine, richiamando il
rispetto di chi a fine mese non ci arriva
mai, che avrebbe tanto da dire sui milioni
di euro spesi per indennità ed auto blu,
agli aiuti dati a chi di aiuto non ne
avrebbe bisogno.
Il mondo del
precariato, quello dei movimenti No Coke, di
chi chiede un’energia sostenibile contro le
grandi multinazionali. Tanti sono gli
italiani che amano il proprio Paese, ma che
ogni giorno si sentono sempre più bloccati
dal sistema delle Caste, imprigionati in
un’immobilità contraria alla propria voglia
di cambiare il Paese. Ivan Scalfarotto,
candidato nelle scorse primarie, si dichiarò
contro i perpetui che costringono i
quarantenni a rimanere dei cresciuti Peter
Pan incatenati dall’inamovibilità dei nostri
nonni onorevoli.
La consapevolezza è quella di un Paese che
per rinascere ha bisogno di una classe
politica giovane, di età, che non abbia
troppi accordi da dover rispettare, che sia
ancora sganciata dalle logiche di potere e
dalle grandi classi economiche.
Sarebbe un mondo diverso, sarebbe il mondo e
un’Italia più fine a se stessa, con qualche
utopia in più, ma forse più felice. Con più
centri anziani per Cavalieri e Professori,
che sarebbe ora che si mettessero a fare i
nonni a tempo pieno, per lasciare spazio a
quei giovani con cui tanto si riempiono la
bocca. V-Day anche a loro.
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