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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 18 SETTEMBRE 2007
L'invasione barbarica e il nuovo che avanza

Daniela Gaudenzi

Se qualcuno fuori e nonostante il circuito mediatico porta in piazza 50.000 persone (dato della questura) e raccoglie in un giorno oltre 300.000 firme su una proposta squisitamente politica, che ovviamente non avrebbe ragione di essere in un paese normale che si fonda su legalità e trasparenza del ceto politico, è pacifico che desti molta “attenzione” e reazioni di ogni genere dai destinatari di quella proposta, dai commentatori politici, da chi in questi anni si è occupato a vario titolo del fenomeno o caso italiano.
Forse non merita più di tanto soffermarsi sugli interventi indignati e denigratori di chi come Andrea Romano sulla Stampa o Gianfranco Mughini su Libero ha sentenziato che la piazza di Grillo rappresenta “la parte peggiore del paese”, oppure che queste nuove “adunate” fanno rimpiangere “l’antiberlusconismo folkloristico” di Nanni Moretti e ha preso a spada tratta le difese della “politica umiliata”, forse perché con questa categoria sui generis di “umiliati ed offesi” si è trovato sempre molto a suo agio e ha continuato ad imperversare, con qualsiasi governo, dai salotti televisivi lottizzati e dalle prime pagine delle testate che contano.
Non vale la pena dedicare troppo spazio nemmeno alle reazioni politiche (?) alla Casini che ha imbastito, per apparire due giorni di seguito in prima pagina, una polemica pretestuosa e surreale su presunti ed inesistenti insulti a Marco Biagi, e ha stigmatizzato i partecipanti come “senza valori” per non dover entrare nel merito della selezione della classe politica e del filtro minimo della preclusione ai condannati, per il semplice motivo che si troverebbe senza partito.
Più “interessante” l’effetto immediato sul costituendo partito democratico i cui “saggi” si sono pronunciati come per incanto all’ unisono per ridurre ad un euro l’obolo per partecipare alla primarie dopo mesi estenuanti di diatribe anche su questo e nonostante che fino all’altro ieri Rutelli ritenesse che 4 euro erano una più che modica cifra.
Se poi si comparano il clima ed i contenuti dell’ultimo congresso Diesse che aveva orgogliosamente assiso nel Pantheon Bettino Craxi accanto ad Antonio Gramsci ed accolto con grande riguardo e come interlocutore privilegiato Silvio Brlusconi, con il discorso conclusivo di Fassino all’ultimo festival dell’Unità, sembra che siano passati alcuni anni, invece che pochi mesi. Non senza enfasi l’Unità ha sintetizzato l’intervento con “Rigore, trasparenza, legalità”.
Certo a vedere la qualità, la coerenza ed il rigore dei personaggi che si candidano nei posti chiave del costituendo partito vengono i brividi. Basti pensare alle faide campane che Veltroni ha ben pensato di risolvere, almeno nel senso di non vedere segretario De Mita, dirottandolo a tutor dei giovani che dovrebbero correre in massa nel nuovo partito invece che partecipare a quella che Scalfari un po’ incautamente ha definito “L’invasione barbarica di Grillo”.
Ma la Campania, rispetto ai grandi movimenti siciliani che hanno già coinvolto transfughi, voltagabbana, trasformisti ed arrampicatori provenienti da ogni arte, professione e partito come l’insigne prof. Marcelletti passato non senza una intima coerenza gattopardesca da Gianfranco Miccicché a Totò Cuffaro, da Francesco Musotto a Raffaele Lombardo al coordinamento siciliano di Walter Veltroni, è ancora poca cosa.
Sì perché questo fresco e trasparente campione della società civile che si mette, lui sì generosamente al servizio della politica e del bene comune, non è altro che una piccola tessera di un grande puzzle del centro sinistra che non esclude alleanze con Totò Cuffaro.

 

Allora nonostante il rispetto dovuto alla persona e alla donna che coraggiosamente ha sfidato la nomenklatura dei partiti, quando Rosy Bindi, anche lei speriamo incautamente, dichiara che “l’operazione di Grillo è pericolosa e poi non si sa chi ci sta dietro davvero” viene spontaneo domandarsi: è informata delle grandi manovre che animano il costituendo partito democratico, della levatura morale e della statura politica dei personaggi che sono in pole position per dirigerlo.
E’ consapevole di avallare con il suo impegno, la sua coerenza, la sua storia personale l’ascesa di questa “nuova” classe dirigente? Pensa davvero che per la democrazia italiana siano più pericolose le liste civiche con il bollino blu di Grillo dei riciclati in odore di mafia in libera uscita da FI e dall’UDC, spacciati come “nuovo” e come risposta alla antipolitica barbarica?

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Daniela Guadenzi

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