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In questa
fine d'estate, impazza la politica
nostrana sugli schermi televisivi
nazionali. I telespettatori sono
sballottati da una parte all'altra del
Paese dove i leader chiudono la stagione
e lanciano nuovi proclami. Dall'Emilia
Romagna, Fassino fa l'ultimo discorso da
segretario dei Ds e lancia il Pd.
Accanto a lui, seduti in fila, gli
anziani dirigenti applaudono. Tra loro
Veltroni, reduce dalla sparata del
mattino sulla RAI alla festa della
Margherita che pare appassirà anch'essa
in autunno. Da Venezia, Bossi sussurra
che è tutta colpa dei Savoia e che
Garibaldi era solo un balordo. Per i
leader leghisti il problema sono le
tasse e Calderoni minaccia le baionette
a chi toccherà i soldi dei padani. Prodi
ribatte prontamente da Roma in difesa
della legalità e borbotta qualcos'altro
sui dati economici. Da Parigi,
Bertinotti chiede a ciò che rimane della
sinistra italiana di marciare insieme il
20 ottobre. Forse turbato dal 2% del
partito comunista francese, il
presidente della camera sprona il nuovo
soggetto unitario ma plurale della
sinistra. Cioè la "cosa" che unirà i
partiti rossi rimasti sulla scena. Alla
festa dell'UDC, il segretario Cesa dice
che stanno lavorando ad un nuovo
partito, quello dei moderati. Pare si
tratti di una casa per i cattolici in
difesa della famiglia tradizionale e
contro il vento anticristiano. Insomma,
toglieranno finalmente la U. Grillo
intanto dal non luogo della rete, lancia
le liste civiche col bollino per le
prossime elezioni comunali. Sull'onda
del V-day che lo ha proiettato sulle
prime pagine dei giornali, il comico
invita i suoi seguaci a passare ai
fatti. Smentendo cosi di essere
antipolitici facendola. Ma alla fine di
questa domenica politica, tra un
servizio televisivo e l'altro, si
respira una certa malinconia. Dai palchi
i politici lanciano nuovi partiti e
proclami, ognuno rinchiuso nel suo
piccolo spicchio di mondo, promette
battaglia e assicura che domani tutto
cambierà. Domani, sempre domani, quando
è proprio la frammentata fotografia
dell'oggi a garantirci che domani non
succederà assolutamente nulla.
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