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Cosa c’è
dietro allarmismo per i proclami
sarcastici del comico genovese? Certo,
c’è l’ignoranza da parte di una classe
dirigente incapace di interpretare un
fenomeno al di fuori delle sue logiche.
Ma c’è anche tanta ipocrisia. Attaccando
i partiti, infatti, Grillo fa paura a
tutti quelli che da anni mangiano grazie
ai partiti, e quindi sulle spalle dei
contribuenti. Tutti coloro che hanno
accettato il compromesso con il sistema.
Per questo, toccare i partiti significa
toccare una rete infinita di interessi
che va dal comune di provincia fino a
Roma passando per ogni sorta di
organismo. Istituzioni pubbliche,
ospedali, università, giornali,
televisioni, banche, magistratura ed
enti di ogni tipo e competenza, i
partiti si sono mangiati tutto. Orfani
di idee e valori, i partiti hanno
cercato di sostituire il radicamento
nella società, con le poltrone. Per
tenere legato intorno a loro un consenso
che stava sparendo, i partiti ne hanno
creato uno artificiale basato sulla
distribuzione delle cariche al proprio
seguito. Al potere democratico, hanno
cioè sostituito quello burocratico pur
di non abbandonare la scena. Il problema
è che, col tempo, la lottizzazione
sistematica ha avuto due conseguenza
devastanti. La prima, sostituendo il
merito alla fedeltà politica, ha
logorato la capacità delle istituzioni
nel compiere il proprio dovere (in
Italia solo i lavoratori precari devono
rendere conto dei risultati). Lo Stato è
farcito, spesso nei posti dirigenziali
più alti, di incompetenti che devono la
propria fortuna alla quantità di voti
che portano al potente di turno. Mentre
la seconda conseguenza, è la diffusione
nel Paese della cultura pseudo mafiosa
delle lobby occulte, dell’affiliazione,
dell’uso spregiudicato del potere a fini
personali e del proprio partito. Cultura
che è la premessa del dilagare della
corruzione e del malaffare come conferma
la serie infinita degli scandali che
hanno devastato l’Italia negli ultimi
anni. Oggi sembra finalmente avvicinarsi
l’epilogo di questa triste pagina
storica. E la causa non è certo il buon
Grillo, ma proprio il tentativo che i
partiti hanno fatto per rimanere in
sella nonostante la storia abbia girato
pagina. I partiti, negli anni, si sono
progressivamente allontanati dalla
società logorando la funzionalità dello
Stato e finendo per essere politicamente
impotenti. La partitocrazia esasperata
si è infatti legata le mani finendo per
essere incapace di svolgere il proprio
ruolo. Un incapacità di decidere e di
fare che è frutto sia dell’assenza di
spinta politica genuina, sia
dell’incompetenza, sia della
frammentazione dovuta al cortocircuito
partitocratrico. E cioè di quella
accozzaglia di piccole società di
marketing che lanciano sigle e slogan
nella ricercata disperata di
rappresentare categorie sociali che non
esistono più. E la paura di Grillo, è
solo la dimostrazione della fragilità di
un sistema giunto finalmente al
capolinea. Per il bene di tutti.
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