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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 20 SETTEMBRE 2007
La paura di Grillo
Tommaso Merlo
 

Cosa c’è dietro allarmismo per i proclami sarcastici del comico genovese? Certo, c’è l’ignoranza da parte di una classe dirigente incapace di interpretare un fenomeno al di fuori delle sue logiche. Ma c’è anche tanta ipocrisia. Attaccando i partiti, infatti, Grillo fa paura a tutti quelli che da anni mangiano grazie ai partiti, e quindi sulle spalle dei contribuenti. Tutti coloro che hanno accettato il compromesso con il sistema. Per questo, toccare i partiti significa toccare una rete infinita di interessi che va dal comune di provincia fino a Roma passando per ogni sorta di organismo. Istituzioni pubbliche, ospedali, università, giornali, televisioni, banche, magistratura ed enti di ogni tipo e competenza, i partiti si sono mangiati tutto. Orfani di idee e valori, i partiti hanno cercato di sostituire il radicamento nella società, con le poltrone. Per tenere legato intorno a loro un consenso che stava sparendo, i partiti ne hanno creato uno artificiale basato sulla distribuzione delle cariche al proprio seguito. Al potere democratico, hanno cioè sostituito quello burocratico pur di non abbandonare la scena. Il problema è che, col tempo, la lottizzazione sistematica ha avuto due conseguenza devastanti. La prima, sostituendo il merito alla fedeltà politica, ha logorato la capacità delle istituzioni nel compiere il proprio dovere (in Italia solo i lavoratori precari devono rendere conto dei risultati). Lo Stato è farcito, spesso nei posti dirigenziali più alti, di incompetenti che devono la propria fortuna alla quantità di voti che portano al potente di turno. Mentre la seconda conseguenza, è la diffusione nel Paese della cultura pseudo mafiosa delle lobby occulte, dell’affiliazione, dell’uso spregiudicato del potere a fini personali e del proprio partito. Cultura che è la premessa del dilagare della corruzione e del malaffare come conferma la serie infinita degli scandali che hanno devastato l’Italia negli ultimi anni. Oggi sembra finalmente avvicinarsi l’epilogo di questa triste pagina storica. E la causa non è certo il buon Grillo, ma proprio il tentativo che i partiti hanno fatto per rimanere in sella nonostante la storia abbia girato pagina. I partiti, negli anni, si sono progressivamente allontanati dalla società logorando la funzionalità dello Stato e finendo per essere politicamente impotenti. La partitocrazia esasperata si è infatti legata le mani finendo per essere incapace di svolgere il proprio ruolo. Un incapacità di decidere e di fare che è frutto sia dell’assenza di spinta politica genuina, sia dell’incompetenza, sia della frammentazione dovuta al cortocircuito partitocratrico. E cioè di quella accozzaglia di piccole società di marketing che lanciano sigle e slogan nella ricercata disperata di rappresentare categorie sociali che non esistono più. E la paura di Grillo, è solo la dimostrazione della fragilità di un sistema giunto finalmente al capolinea. Per il bene di tutti.

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